lunedì 8 febbraio 2010

Popeye's fake sushi (vegan)



Contaminazioni. Ibridismo.
Pericoloso tirare in ballo parole così grosse dopo tutti i discorsi letti in rete a proposito di Identità Golose (che io non ho visitato), ma per me il gioco prevale su tutto: prendere un oggetto e usarlo per un uso diverso da quello deputato è divertente. In questo caso diventa stuzzicante anche per il palato.

Scotto appena a vapore 500 gr di spinaci crudi. Raffreddati li taglio a coltello.
Mescolo una tazza di farina di ceci con due di acqua fredda e un pezzo di alga kombu (facoltativo). Lascio riposare per qualche ora. Rimuovo l'alga (che lavata ed asciugata può essere riutilizzata)
Unisco mezza tazza di farina di mais integrale, 2 cucchiai di olio, sale q.b.
Inforno in teglia oliata, a 200° per 30-40 minuti (eventulmente coperto all'inizio con carta stagnola se occorre).

Una volta raffreddato, realizzo questi "polpettini" bizzarri con l'attrezzino per sushi.
Servo con wasabi e qualche goccia di shoyu.




ps: ecco perchè Elena Comida stamattina mi ha fatto sorridere (qui). Sintonia telepatica? ;-)

Cipolline...

No, non sono borettane, ma perle di fiume cipolline, con rame e cristalli.


info qui

mercoledì 3 febbraio 2010

Baccalà, zucchine e topinambur: proprietà commutativa


Cobrizo e il suo Cobrizoletto vanno a comperare un po' di pesce.
- Giacomo, vuoi che prenda la platessa?-
- No, voglio il baccalà! -

Il giovane ogni volta la spiazza. Non ama il merluzzo, ma mangia le alghe, non apprezza i gamberetti, ma divora vongole e piovra.
E allora anche se questa sera non c'è tempo di fare pure la polenta, vada per il baccalà con le zucchine!
- 600 gr di ammollato - chiede lei
- Verso la coda - ribatte il pescivendolo, - la pancia pare più adatta per il baccalà mantecato o alla vicentina... -

Cobrizo vorrebbe però una ricetta un po' più veloce e meno "mantecatosa" delle tradizionali.
Prova a lessarlo brevemente gettandolo (senza pelle*) in acqua bollente leggermente salata, rammentando il detto: "baccalà, fegato e ova: più se coce più s'assoda" .
Una volta scolato (dopo 10 min) e raffreddato lo spina e lo sfibra.
Trita un grosso ciuffo di prezzemolo con una puntina di spicchio d'aglio e una manciata di capperi dissalati. Mescola il trito con 50 gr di olio extravergine d'oliva. Forse anche qualche oliva nera non guasterebbe, ma meglio non eccedere se avete anche voi un Cobrizolotto in casa.
(mamme che avete bambini ben più piccoli che faticano a dormire, provate a ridurre il sale e gli alimenti molto yang - uova, formaggi, carne o pesce appunto - nel pasto serale!).


Per una vellutata, d'entrée, spazzola a parte sotto l'acqua corrente 600 gr di topinambur bio e 500 gr di patate pure bio a cui lascerà con gran sollievo e soddisfazione anche la buccia. Li taglia grossolanamente e li tuffa in acqua bollente per 15-20 minuti e riduce infine tutto in crema finissima.
Quindi cuoce a vapore qualche zucchina tagliata a julienne da accompagnare al baccalà, di contorno.

Le dosi abbondanti però fanno sì che l'indomani qualcosa rimanga.
Dal momento che come tutte le preparazioni di baccalà anche questa migliora col riposo, Cobrizo apre il frigo e inverte l'ordine degli addendi e ... il risultato cambia, eccome!
Se non per lo stomaco, almeno per una foto fatta con un po' più luce e calma, e così nasce la nuova:

Zuppetta di topinambur con insalatina di baccalà




Le lentigo scure sono di sale nero delle Hawaii.


*La pelle contiene molto collagene e quindi il risultato finale di un baccalà cotto con la pelle è più cremoso rispetto ad un baccalà spellato. La pelle però conferisce alle pietanze un colore scuro che può disturbare come ad esempio in questo caso. Da qui la decisione di toglierla.

lunedì 1 febbraio 2010

Charms for a shopping bag#2


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mercoledì 27 gennaio 2010

Gnocchetti di cavolfiore al tè matcha

E' certamente prevedibile e poco originale che io dica che del tè matcha amo il colore... deformazione professionale, ok... Non usando lo zucchero e il burro, però, a differenza dei più sono stuzzicata maggiormente dalla possibilità di trovarne delle applicazioni in piatti salati.
Oggi ho preparato dunque questi gnocchi al cavolfiore e tè matcha.
Il cavolfiore non ne è il condimento, ma la sostanza, cotto ed ridotto a purea (quella di cui vedete qualche pennellata restante sulla ciotola blu).
Era un cavolfiore di circa un chilo, lessato a vapore, foglie comprese.
Una volta raffreddato è stato ridotto in crema, senza aggiungere liquidi. Vi ho aggiunto farina q.b. (la mia semiintegrale di frumento e un pugnetto di farina di miglio), un pizzico di sale e un cucchiaino di matcha (anche due non guasterebbero, purchè il leggero gusto erbaceo sia gradito e anche il colore sarebbe ravvivato).
No, le uova no, non le metto da anni negli gnocchi. Non occorrono, credete, se con l'esperienza si impara a dosare impasto e farina!
E' sufficiente avere sul fuoco la pentola con l'acqua giusta a bollore e fare una prova di uno gnocco per testarne la consistenza ed eventualmente aggiungere altra farina.




Conditi con buon olio d'oliva e semi di sesamo tostati. Se piace un altro tocco japan, al limite, un pizzico di alghe nori, tostate e polverizzate.

Se non gradite il matcha potete ometterlo e condire gli gnocchi con una po' di colatura d'alici, per esempio o delle aringhe affumicate a pezzetti.

vedi anche qui , un'altra ricetta salata col tè

lunedì 25 gennaio 2010

Cena TreT: Sformatini di topinambur, tofu e salmone (2^parte)


Nello scorso post parlavo di una cena arrangiata con qualche T superstite...
Insieme al Tempeh, di cui ho già scritto, con le altre due T a disposizione, quella sera, ho fatto questo sformatino come antipasto.
Mezzo chilo di Topinambur bio, spazzolati, lessati al dente con la buccia* e tritati non troppo finemente, mescolati ad un panetto di Tofu firm passato al setaccio, due cucchiai di olio evo, un pizzico di origano secco, sale e qualche cucchiaiata di farina di riso (3-4).
Infornati per 25 min a 180° in formine unte (a me ne sono venuti 7).
Impiattati con cappellino di salmone affumicato e aneto.



*I parassiti sono quelli della patata che si combattono con polvere di piretro, nicotina o peggio pesanti prodotti chimici appositi; quindi lasciare la buccia solo se i tuberi sono bio!

Scheda botanica e proprietà di questo ortaggio delizioso qui

venerdì 22 gennaio 2010

Cena Tre T: Tempeh al Murgh Musallum Masala (1^parte)

Una cena in 3T.
La nonna è venuta a trovare Giacomo che è chiuso in casa da Tre giorni con il raffreddore e la Tosse.
Niente farmaci neppure stavolta - a parte l'oscillococcinum... siamo arrivati a cinque anni senza sapere cosa sia l'antibiotico! sì, macrobiotic is working ;-) - ma ci vuole tanta pazienza. Ci si annoia mortalmente, soprattutto guardando dalla finestra il sole dispettoso che si è deciso ad uscire solo in questi ultimi giorni.
Così invito la nonna a cena e mentre loro due continuano ad dialogare con Pimpa e Giulio coniglio, io apro il frigo.
Nooo.
E' da lunedì che non faccio la spesa percui non c'è molto... considerando poi che mia mamma è una tradizionalista tendenzialmente scettica, abitudinaria, poco curiosa e neppure amante di cucinare... ci sarà da ridere! ;-))
Topinambur, Tofu, Tempeh. Questo passa il convento.

Ricordo di aver comperato questo Masala per carni bianche all'ecosolidale, che devo ancora provare.
Murgh Musallum Masala si chiama e contiene pepe bianco, curcuma, allora, cannella, cardamomo, chiodi di garofano, macis, noce moscata, peperoncino.
Il progetto RASA (Ruro Agro Seevices Association) da cui provengono i masala Altromercato (www.altromercato.it) nasce in India grazie al supporto di due organizzazioni di piccoli prodottori di commercio equo e solidale, Sarba Shanti Ayog e Sasha.
I masala sono miscele di spezie che tradizionalmente ogni famiglia seleziona e macina in proporzioni diverse e a seconda della stagione e dei cibi di accompagnamento, quindi se non avete la possibilità di concorrere alla causa di questi produttori, ma amate i sapori piccanti e speziati, potete ugualmente prepararvi il vostro a partire dagli ingredienti base.


Sulla confezione una ricettina a base di coniglio.
?
Sento un urlo dal soggiorno! Giulio (coniglio) scappa e Pimpa urla.
Ok, meglio optare per il tempeh...

Ho marinato (meglio se per almeno mezza giornata) un panetto di tempeh (per coloro che non sapessero cosa fosse: qui) tagliato a dadi, nello yogurt di soia con uno spicchio di aglio (grattuggiato con la mia grattuggina giapponese metallica per lo zenzero) un bel pezzo di zenzero (anch'esso grattugiato e spremuto), un cucchiaio di semi di papavero, 2 cucchiai di olio di sesamo, (o d'oliva) un cucchiaino colmo di masala, sale.



Aggiunto un pugno di mandorle tagliate a coltello e cotto in forno, rimestando ogni tanto, per 20-30 min a 180°, facendo attenzione che non asciughi del tutto.
Servito con polenta.

La prima T ha superato la prova nonna.
Delle altre 2 parlerò nella seconda parte.




La foto orribile del tempeh cotto fatta di sera è mia, quella bella, di quello crudo, è presa qui.

martedì 19 gennaio 2010

Filigrane bronzo


vetro, agata e sfera filigrana bronzo

lunedì 18 gennaio 2010

Fingerfood&dvd

Cena davanti alla tv.
La focaccia con olive e funghi è già pronta; ora tocca alle tortine di zucchine.
Ho un ovetto fresco fresco di vera gallina ruspante: lo sbatto con un bicchiere di latte di soia, 3-4 cucchiaiate di farina di riso, un cucchiaio di olio evo, un pizzico di aneto e uno di bicarbonato, una presetta di sale, due zucchine tagliate a cubetti piccini piccini.
Ho aggiunto tre wurstel di tofu, solo per svuotare il frigo, ma sono assolutamente facoltativi aggiungendo una zucchina in più. Avrei voluto mettere del pepe rosa che però ho evitato per Giacomo.
Una volta messo l'impasto nelle formine, su ciascuna ho messo una cucchiaiata di riso soffiato (non dolcificato, ovviamente) che darà una nota croccantina gradevole, sopra la tortina morbida.
20 minuti in forno a 175°

Assolutamente niente di nuovo e sconvolgente, è evidente, ma da tenere presente per la leggerezza, visto l'unico uovo e la consistenza, data all'impasto con la farina di riso.

Il film visto è questo qui: asciutto ed essenziale, come la cena ma commozione e sorriso vi convivono armoniosamente. Consigliato!

sabato 16 gennaio 2010

Animo verde


vetro, legno, lana, corno, bronzo, cristallo, semi

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giovedì 14 gennaio 2010

Il richiamo delle sirene castraure



Ho trovato le castraure su una barca...

[La barca è realmente un'imbarcazione che si trova a Venezia, attraccata tra il ponte dei Pugni e Campo San Barnaba.
Quel che è affascinante è che in realtà è un vero e proprio negozio di verdura gestito dalla famiglia Tiozzo fin dal lontanto 1947.]

L'altra sera, sotto la pioggia battente, prima di rincasare tra i monti, il richiamo di un mazzo di dieci castraure si è fatto irresistibile, come fossero sirene adulanti in mare.
Teneri, carnosi ma spinosi e di forma allungata, con le brattee di color viola scuro, gli originari dell'isola di Sant'Erasmo, questi particolari articiochi veneziani, un tempo venivano concimati con le conchiglie o i gusci di granchio per correggere l'acidità del terreno. Ancora oggi si proteggono le piantine rialzando piccole montagnole (le motte) di terra dalla parte rivolta al mare.
Che siano ottimi crudi, fritti in pastella, col garbo (cioè rosolati in soffritto di aglio e cipolla e cotti a fuoco lento, coperti, con un goccio di aceto o limone a fine cottura) si sa, ma oggi avevo già il forno acceso per una teglia di altre verdure e ho pensato di ottimizzarne l'uso.
L'idea è stata di cuocerli in vaso.
Una volta mondati delle foglie più esterne e spuntate le cime spinose, li ho lasciati interi e conditi con olio, sale, uno spicchio d'aglio in camicia e pepe di sechuan.
Chiuso il vaso (senza guarnizione di gomma, ovviamente), li ho messi in forno per 20 min a 200°.



I pochi avanzati cotti sono stati frullati e diventati ottima crema per condire ciò che vi racconterò un'altra volta...

lunedì 11 gennaio 2010

Charms for a shopping bag


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giovedì 7 gennaio 2010

I miei ravioli vegan-cinesi a vapore

La pasta ripiena mi alletta e mi gratifica particolarmente. Quando poi in cucina siamo in tre a lavorare, è davvero divertente! C'è il mago del mattarello, la creativa per i ripieni, il ditino più veloce del west per sigillarla...
A patto di avere un po' di tempo e calma per lavorare, le possibilità sono infinite. Questa volta il richiamo è venuto da est, doppiamente rivisitato in chiave vegan-macrobiotica.
Ho scoperto a posteriori, - coincidenza? -, che i ravioli sono uno dei principali cibi consumati al capodanno cinese (anche se la data non coincide con quella del nostro).
Per tradizione, le famiglie e gli amici si riuniscono per preparare i ravioli insieme, la cui forma assomiglia a una moneta d'oro e simboleggia un augurio di buona fortuna per l'anno nuovo.

Dunque, per un buon inizio e 32 monete raviolone portafortuna:
280 gr di seitan (il mio di farro)
un porro (100 gr)
un pezzo di zenzero (2-3 cm) tagliato a cubettini piccolissimi
shoyu
mirin
salsa di gamberetti (facoltativa)
200 gr di farina bianca
100 gr di acqua

Impastare farina ed acqua. quindi lasciar riposare l'impasto avvolto nella pellicola in frigo per almeno mezz'ora.

In un cucchiaio d'olio rosolare molto dolcemente il seitan tritato finemente con il porro tagliato a quadrettini minutissimi. Aggiungere un paio di cucchiai di shoyu, lo zenzero, un cucchiaio di mirin, uno di salsa di gamberetti e un goccio d'acqua se necessario. Cuocere per cinque minuti e lasciar raffreddare.
Unire una cucchiaiata di porro tritato crudo.

Stendere la sfoglia sottile spessa un paio di mm. Tagliare dei dischi di 7-8 cm di diametro. Su ogni disco posizionare un cucchiaino di ripieno e chiuderlo con delle piegoline, come quelli "veri" o più semplicemente premendo e sigillando bene i lembi come un raviolo tradizionale.


Cuocere a vapore su foglie di verza per 10-15 minuti.
Servire con shoyu, con aggiunta di aceto, aglio, zenzero, aceto di riso o Sweet Chili Sauce for chicken e Chili Sauce for seafood a piacere.

mercoledì 30 dicembre 2009

Buon anno e ...

Ancora tanti auguri di buon anno, tanti buoni vecchi propositi e...
qualche nuova proposta per l'ultima serata 2009.
A presto!




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lunedì 28 dicembre 2009

Oche non si nasce ma... si diventa!


Dal titolo magari voi pensavate ad una ricetta con l'anatra, eh? No, no.
Le vacanze di Natale nei miei ricordi sono affollate da partite interminabili di Monopoly.
Giacomo è ovviamente ancora troppo piccolo per districarsi tra Vicolo Stretto e Parco della Vittoria, Società dell'acqua potabile e la Prigione.
Così la mia memoria deve pescare ancora più a ritroso...
Ci armiamo di foglio bianco e disegno un Gioco dell'Oca!
I giocatori sono impazienti e non mi lasciano il tempo per acquarelli e pennelli.
- Mamma sbrigati! - - Ma cosa si mangia stasera per cena? -
(- ma chi me l'ha fatto fare? -)
I pennarelli devono correre veloci e concludere il labirinto prima di notte.



Les jeux sont fait

ps: chi di voi si ricorda da quando si tira con un dado solo? Giocavate pagando una posta pecuniaria? vi risulta che facendo 9 al primo tiro e finendo quindi nella prima casella con l'oca si vinca direttamente la partita?

venerdì 25 dicembre 2009

Auguri cobrizolosi ;-)

Avevo mille buoni propositi per questi giorni tra cui trovare il tempo di fare un'illustrazione, dopo tanto tempo e farvi qui i miei auguri disegnati. Solo ora invece arrivo qui, a giochi fatti...
Fortunatamente ho un "assistente" d'eccezione che mi concede di rimediare forse un poco, senza rinunciare alla nota colorata. Condivido così con voi questo disegno di Giacomo che a sua volta mi ha omaggiato:


si noti la renna in alto a sn ;-))



Il nostro tormentone di questi giorni è questo:

"Faremo un bel pupazzo
con gli occhi di bottoni
il naso di carota
la sciarpa a penzoloni,
in mano avrà una scopa
che perde un po' di paglia
ci lanceremo palle
sarà una gran battaglia.
Andremo sulla slitta

veloci più del vento,
faremo scivolate,
che gran divertimento."

A tutti coloro che passano di qua
i miei auguri più luccicosi per queste feste!

martedì 22 dicembre 2009

Azzurro ghiaccio

acquamarine grezze, perle di fiume cipolline, vetro vintage

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lunedì 21 dicembre 2009

Colazione sotto l'albero


Come sia potuto succedere ancora non si sa, ma a tutt'oggi in casa deve ancora entrare un panettone.
Per calarsi un po' di più nell'atmosfera e preparare una colazione profumata, Cobrizo si attrezza per sfornare un pane dolce. Niente a vedere però con pandoro e panettoni superconditi che pullulano in rete ovunque, in questi giorni. Per quelli ho già dato, sia come consumatrice che come produttrice con pasta madre, prima della sua morte.
Già se ne era scordata, ma lo scorso Natale aveva fatto questo suo dolce natalizio, qui.
Ora lo riproduce, con leggere varianti:

200 gr di farina bianca
70 gr di farina di farro integrale
100 di burro di soia bio
100 di miele d'arancio (o malto di riso o grano)
70 gr di uvetta
60 gr di mandorle tritate
30 di scorze d'arancia candite
200 gr di latte di riso
1 cucchiaio di mélange pour pain d'épices*
1 cucchiaino di cannella
una bustina di cremor tartaro
un pizzico di sale

Sciogliere il malto (o il miele) nel latte di riso intiepidito.
Mescolare le due farine con il sale, le mandorle e le spezie e il burro ammorbidito.
Unire il latte, le uvette, i canditi e per ultimo il cremor tartaro.
In forno a 170°, per un'ora.


Il pain d'épices mi piace, ma non mi convince mai del tutto per la sua consistenza un po' monotona e spugnosetta che alla fine ti obbliga sempre a spalmarlo con qualcosa. Questo invece è risultato molto morbido e già sufficientemente ricco di sapore e consistenze diverse.

Un'alternativa golosa anche qui

P.S. di gennaio 2010: per una volta che ho usato il miele...
ho scoperto che il miele in cottura diventa tossico (ad es. QUI ), quindi forse è meglio continuare ad usare il malto!

Il gioco crea dipendenza...

Dopo aver proposto -Giochiamo a dadi?- qui, ora chi si ferma più?


domenica 20 dicembre 2009

Fiori e cristalli


vecchie ametiste e boules fiorate


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mercoledì 16 dicembre 2009

Zuppa di castagne e cavoletti


Freddo? Venti siberiani?
E allora che grano saraceno sia.
Alimento molto energetico e nutriente (ricco in ferro, vitamina B, vitamina E e magnesio), con proprieta' riscaldanti e quindi particolarmente adatto all'uso nei paesi freddi, oggi, in versione zuppa!
Facilissima e corroborante.

L'abbinamento è altrettanto invernale: castagne, cavoletti di bruxelles e cipolle.
Io amo cucinare le castagne nel forno (in mancanza di caminetto) così sono più gustose ma soprattutto più facili da sbucciare che lessate. Se ne avanza poi una manciata, l'indomani può sempre essere utilizzata per un dolce, un risotto o appunto una zuppa come questi.
Le dosi sono assolutamente ad occhio.
Ho rosolato una cipolla a dadini in poco olio in una pentola di coccio. Ho unito una vaschetta di cavoletti mondati e tagliati a spicchi, uno spicchio di aglio, qualche dadino di seitan affumicato, (facoltativo), un rametto di rosmarino, acqua calda q.b e un cucchiaino di questo.
(Anche qualche fungo secco potrebbe starci bene, direi)
Al bollore ho versato un pugnetto di grano saraceno e lasciato cuocere dolcemente per 20-30 minuti.
Servito con pepe macinato al momento.

sabato 12 dicembre 2009

Giochiamo a dadi?

Decoro ancora un po' di carta e avvolgo...
piego, allaccio e infiocchetto.


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venerdì 11 dicembre 2009

Rosa antico, viola, prugna...


vetro vintage e nuovo, rose and purple jasper, cristallo, perla lunga di vetro di murano
soffiato a bocca da maestro muranese, rame anallergico




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lunedì 7 dicembre 2009

Farinata di ceci con peperoni e cipolle di tropea

Ingredienti mediterraneissimi, ma con un più caldo tocco orientale: a spicchi come antipastino, semplice secondo o per farcire del buon pane fatto in casa.


150 gr farina di ceci
un cucchiaino di sale
un cucchiaino di semi di cumino
1/2 peperone cotto alla griglia e tagliato a filetti
1/2 cipolla di tropea
2(o 3) cucchiai di olio

Mescolare con la frusta la farina, due cucchiai d'olio e acqua qb fino ad ottenere una pastella liquida. Lasciar riposare 2-3 ore (eventualmente rimuovendo la schiumetta che si forma sopra).
Versare in teglia antiaderente e guarnire con i peperoni cotti, gli anelli sottili di cipolla cruda, il cumino (e ancora il terzo cucchiaio d'olio, se vi pare necessario).

40 min a 180° + grill se occorre

venerdì 4 dicembre 2009

Tra terra e mare

Rimaniamo in Marca trevigiana (ma non di "marchetta" si tratta, poichè si parla di nuovo di cose fatte col cuore).
Quando sono a Treviso, (come è accaduto sabato scorso che stavo allestendo la microesposizione di due post fa) e voglio farmi coccolare in un ambiente caldo e familiare, vado da Carla.
Ho bellissimi ricordi legati a questo posto: tête-à-tête romantici e rilassanti, le prime uscite a tre fuori porta con Giacomo che, dopo lo svezzamento, mangiava pasta integrale con le mani, chiacchierate emozionanti dopo cena con Carla, davanti ad un buon bicchiere senza solfiti, a parlar di vita e di vino...



Carla, Simone ed Alessio sono un bel trio affiatato e con tanta voglia di cucinare il buono, per nutrire e non solo per incantare l'occhio e i sensi.
Non aspettatevi eccessivi virtuosismi fini a se stessi! Il loro menù dichiara un forte legame alla tradizione del territorio, ma altrettanto brio e voglia di nuove contaminazioni, perchè anche gli ingredienti un po' diversi e meno noti possono riservare emozioni positive, oltre ad essere sane alternative.




Con annesso negozio di prodotti biologici e naturali, propongono una cucina biologica vegetariana, vegana ma anche con numerose eccezioni di pesce. Insomma una goduria per una famiglia di macrobiotici, ma non solo, visto che il ristorante è frequentato da gente davvero di tutti i tipi!
Trionfo di tofu fresco con porro e miele, scaloppe di seitan, quinoa alle verdure e hiziki, crema di borlotti e spadone... ma anche cous cous di farro con pesce e verdure, baccalà mantecato e triglie gratinate con carciofi, radicchio rosso al mosto cotto e arance, sardine gratinate con verze e radicchio di treviso... solo per citarne alcuni (con esplicita segnalazioni nel caso d'uso di solanacee, uova o formaggio). Inoltre pane, pasta e dolci sono fatti in casa, alcuni realizzati anche senza latte, uova, burro e zucchero, ma con malto, miele, succo d'agave o d'acero.

Teneteli d'occhio! Con la primavera ci riserveranno belle novità trasferendosi... ;-))

La Vera Terra
BioRistorante, BioBar, BioNegozio
Via Girolamo da Treviso, 5 Treviso
Tel. 0422.410.203
sito web qui (con un paio di ricettine)

PS: attenzione, evitate accuratamente di finire anche solo per errore nell'osteria venti metri più avanti! Quest'estate quando Carla era in ferie ci siamo caduti in trappola, purtroppo...
Abbiamo dovuto chiamare i carabinieri per come siamo stati trattati... non aggiungo altro!

giovedì 3 dicembre 2009

Pasta al forno con zucca, cavolfiore e Genmaicha



Zucca e cavolfiore in questi giorni abbondano nella nostra cucina tanto che oggi ho cotto entrambi contemporaneamente (l'una al forno e l'altro al vapore).
Ho riflettuto su come legarli in un piatto insieme ed è nata questa teglia. Ho usato gli ziti, ma ovviamente anche le lasagne sarebbero indicatissime.
Il Genmaicha è questo tè verde, con i chicchi di riso tostato. (Io lo amo molto anche servito a pasto).




L'intento qui però è di apportare una nota erbosa e croccantina al palato per animare il dolce della pasta e della verdura.

500 gr di pasta (ziti, ma anche lasagne, penne o maccheroni)
mezza zucca (tagliata a fette, cotta in forno per 30 min su carta da forno)
un cavolfiore, foglie comprese, lessato al dente a vapore
800 gr latte di soia
80 gr di farina di riso
3 cucchiai d'olio di mais bio
sale e pepe q.b.
2/3 cucchiai di tè Genmaicha (玄米茶, "brown rice tea") *
un pugno di nocciole tostate (pure le arachidi, in alternativa, dovrebbero starci bene)

Lessare molto al dente la pasta in acqua salata. Scolare e raffreddare sotto l'acqua corrente.
Fare una besciamella con il latte di soia, l'olio e la farina di riso e salare q.b.
In una pirofila unta, su un primo strato sottile di besciamella, adagiare le fette di zucca mescolate alle cimette di cavolfiore, qualche nocciola tritata grossolanamente, pepe e quindi metà della pasta. Coprire con un po' di besciamella e spolverare con il tè.
Continuare fino ad esaurimento degli ingredienti, terminando con la besciamella e il tè.
Passare in forno caldo a gratinare (con l'aggiunta di una spolverata di pangrattato, lievito o farina di mais per la crostina).

*Se gradite il sapore del
Genmaicha provate anche l'olio aromatizzato
(la ricetta qui
, da Acilia)

PS: grazie al commento di Cristina LaGolosastra sono venuta a conoscenza di questa simpatica raccolta di ricette intorno al tè di Susina: dateci un'occhiata cliccando qui


mercoledì 2 dicembre 2009

Biscotti & ciàcole

Barbara seduta (con Patricia), Elisabetta sognante, Patricia alla bilancia
e Carola tra mattarello e macchina fotografica


Ora lo posso anche ammettere: mi sono dovuta un po' violentare per vincere la mia "orsitudine"... ma la curiosità alla fine ha avuto la meglio!
Ho ricevuto un invito inaspettato da quattro donzelle che non conoscevo, se non in rete: Babuska, Panemiele, Aromadicasa e la Casettadellepesche.
Mi hanno parlato appunto di una certa casetta delle pesche, di chiacchiere, biscotti e bellini e io ... ho ceduto! Sarà che a parlar di casetta e di biscotti mi è venuta in mente quella di Hänsel&Gretel, ma non ho saputo resistere!

Lo scopo era un biscottamento prenatalizio.
Le avevo messe in guardia circa le mie macrobiotiche inclinazioni, percui non mi sembrava saggio che cercassero in me suggerimenti per delizie e golosità natalizie. Mi avrebbero trovata insopportabile da subito... ma mica si sono scoraggiate, eh!
Anzi, hanno organizzato un pranzetto (vegetariano, a cui con accortezza per me hanno anche eliminato il gorgonzola - grazie! -) e poi mi hanno selezionato un paio di ricettine macrobiotiche per mettermi ad infornare...
Così, avvolte da una luce di una bellissima giornata di sole e i peschi di guardia oltre le finestre, in una moderna cucina attrezzatissima ci siamo impastate ed amalgamate proprio come gli ingredienti che avevamo tra le mani e, tra un caffè, un prosecco, un frollino e un croccante, si è fatta sera.
E' stata una giornata ricca di emozioni, sorprese e "ciàcole" tutte in rosa, come da tanto non mi accadeva!


Grazie di cuore a tutte voi, Carola, Barbara, Elisabetta e Patricia. ;-)


martedì 1 dicembre 2009

Infusioni preziose a profusione

Conosco Francesca oramai da anni, incontrata per caso in un certo negozietto, in una delle mie tante passeggiate per il centro di Treviso.
In più occasioni, insieme, se ne era parlato, ma evidentemente finora i tempi non erano giusti. Questa volta lei invece qualche mese fa mi ha ribadito esplicitamente il suo desiderio.
Il luogo in questione è la sua bottega: La stanza del Tè.
Non è la prima volta che faccio riferimento qui, nel blog, alla mia passione per il tè (vedi qui e qui), ma in questo caso, visto che questo luogo mi è particolarmente familiare anche perchè debbo a lei, oramai parecchio tempo fa, i miei primi assaggi, ad esempio, di Lapsang Souchong o di Yin Zhen Silver Needle, mi piacerebbe essere in grado di trasmettervene i profumi e regalarvi la delizia di certe forme dell'oggettistica a cui le mie poche foto bruttine non rendono, ahimè, sufficiente merito...
La fragranza è indefinibile, perché è un misto di aromi di erba, frutti, fiori, caffè, cioccolato, spezie... E' una fusione molto piacevole, irriproducibile, perché cambia ogni giorno, ogni volta che apre un vaso di latta per farlo annusare al cliente.
Ad ogni mia visita mi lascio stordire da quell'aulenza seducente e penso ingenuamente che vorrei portarmela tutt'intera a casa, se solo fosse un aroma o un incenso per la casa!
Come dice Francesca: "Un tè non si compra e basta... si sceglie o si incontra per caso... dipende dall'umore del giorno, dal tempo che fa, da un profumo che colpisce più di altri e certo anche tanto dai consigli di chi lo propone. Per questo non bisogna avere fretta, ma guardare, annusare e ascoltare."
E' per questo che ho colto subito il suo invito: i miei lavori (illustrazioni&bijoux) avrebbero provato sicuramente piacere nel respirare quel profumo e nel soggiornare lì un poco, tra quelle foglie e quelle teiere Yixing.

(fino a martedì 28 dicembre)






La stanza del tè
Via S.Margherita 26/b Treviso
tel.346.0464252
sito web qui


“Quando bevi il tè, stai bevendo nuvole”
(Thich Nhat Hanh)

giovedì 26 novembre 2009

Classica, ma non troppo


avorio, corno, legno maldiviano, perle, vetro
info qui


esempio di packaging handmade
per altri esempi vedi anche qui
(questo pacchetto, non con questa collana ma con altri bijoux,
è volato da Valentina, qui
)

mercoledì 25 novembre 2009

Esercizi & pasticci

China nera e bianca, inchiostri colorati (profumati)
e un Moleskine nuovo di zecca
.
Oggi esercizi di calligrafia, per piccoli e grandi.
Da autodidatta, naturalmente...



...ma mentre armeggio con boccette e pennini, sento già che la mano sta per sfuggire...


eppure insisto, per vanitosa cocciutaggine... et voilà, tutto si fa verde!


Sarà pure inchiostro profumato, ma beata biro!
La sua...


Il 5° natale di Giacomo e la sua impazienza di imparare a scrivere

lunedì 23 novembre 2009

Portachiavi





info qui

venerdì 20 novembre 2009

Chicchi viola...

Il recupero torna a farsi più prezioso...





vecchie ametiste


info qui

mercoledì 18 novembre 2009

Recicliamo ed impacchettiamo

Oggi facciamo un altro lavoretto divertente.
Avete presente tutte quelle scatoline di cosmetici, farmaci o prodotti alimentari che riempiono il vostro cestino della carta?
E' carta da reclicare, sì o no? E allora recicliamola!
1. Io ho scelto formati piccoli ma nulla impedisce di fare scatole più grandi anche in previsione dei regali di natale.
2. Ho usato del gesso bianco (il mio è Maimeri coprente opaco) per dare una prima mano coprente che mi permetterà di usare meno colore per coprire le scritte e darà anche una texture interessante alla carta (si possono usare anche medium specifici per effetti particolari).


3. Una volta perfettamente asciutto, ho dipinto con acrilico bianco (ma potete ovviamente scegliere il colore che preferite)
4. 5. Su un pezzetto di cartoncino qualsiasi ho ritagliato qualche sagoma a piacere e l'ho usata con la tecnica dello stencil per iniziare a decorare le scatole.
Un piatto di plastica fungerà perfettamente da tavolozza per mescolare le diverse tinte.
6. Successivamente ho continuato a dipingere con pennelli e colori a piacere.












lunedì 16 novembre 2009

Tocco viola

Dopo "vedo rosso", ora "tocco viola"...
sì, stamane mi sento un Mida cromoforo! ;-)
Tutto si spiega perchè, dopo strapazzi a tavola nel weekend, solitamente mi ripropongo un giorno o due di riso integrale e verdurine, con pochissimi condimenti.
Detta così mette già tristezza, lo so, ma non è così! Il trucco, divertente per di più, sta nell'inventarsi ogni volta una salsina nuova, colorata e saporita che spesso poi diviene fonte di ispirazione per ricette successive...




E' velocissima da farsi e ottima per condire cereali o verdure o quel che si vuole.
(ok, state già pensando che sta bene sulla carne, vero? ... lo sapevo, ;-) incorreggibili!)

una cipolla rossa di tropea lessata al vapore
un cucchiaino di miso
due gocce di tabasco (o un pizzico di peperoncino)
mezzo cucchiaino di pasta di tamarindo
1-2 acciughe sott'olio
un cucchiaio di salsa worchester
una macinata di pepe
qualche cucchiaio d'acqua di cottura della cipolla

Mixare tutto insieme. Io non ho neppure aggiunto olio in più, oltre al poco delle acciughe, ma se si gradisce...


giovedì 12 novembre 2009

One ring...




"One Ring to rule them all,
one Ring to find them,

One Ring to bring them all
and in the darkness bind them
"...


(Sir John Ronald Reuel Tolkien
)

info qui


mercoledì 11 novembre 2009

Contenuti&contenitori


Cobrizo decora la carta a mano e confeziona poi ogni pacchettino con cura, l'uno diverso dall'altro...

pour vous

..così tanti piccoli scrigni colorati sono già volati a milano, venezia, roma, firenze, verona, bologna, trieste, treviso, torino, ecc.

Grazie, grazie a tutti voi.


info qui


lunedì 9 novembre 2009

Col cavolo che va bene


Giornata grigia, ma io vedo rosso... rosso rabbia!
Ho i nervi a fior di pelle.
Ogni volta recarmi in cantiere è uno sfinimento, un'arrabbiatura, una desolazione.
Non c'è fine al pressapochismo e alla mancanza di professionalità di certa gente...

..ma poi un amico mi regala una cassetta di melette nostrane, belle belle.
Così mi metto ai fornelli e decido:
-Stasera il rosso ce lo mangiamo e ce ne facciamo un baffo!- ;-)

cavolo rosso mezzo
2 melette rosse
2 C di olio evo
2 C di acidulato di umeboshi
1 C di aceto rosso
3-4 chiodi di garofano
3-4 bacche di ginepro
3 bacche di pepe nero
sale e acqua qb

Appassire il cavolo tagliato a listarelle non troppo sottili nell'olio scaldato. Unire le mele tagliate a dadi, l'acidulato, l'aceto e tutti gli aromi. Cuocere per 20 min o quanto necessario affichè il cavolo sia morbido.







p.s.: sono stata via qualche giorno e mi sono dimenticata del tutto di questa iniziativa qui relativa a questa ricetta qui, uno dei più citati esempi di plagio in rete, da blogger.
si desidera porre l'attenzione ancora una volta su chi, sempre più frequentemente, preleva materiale dai blog, senza previa richiesta e ne fa un uso sconsiderato
. urge davvero un codice corretto di comportamento!
dal momento che si parla di ingiustizie e mele ;-), però, sono ancora in tempo per aggiungere questo post scriptum arrabbiato, no?

giovedì 5 novembre 2009

イヤリング

Chissà se イヤリング significa veramente orecchini... qualcuno me lo sa dire?


raku, avorio, agata


info qui

martedì 3 novembre 2009

Tiramisù di cachi?


Ma sì, chiamiamolo tiramisù, giusto per intenderci e perchè questo nome ha sempre quest'effetto irresistibilmente taumaturgico, ma in effetti del tiramisù, alla fine, avrà solo la consistenza cremosa, visto che non c'è il Principe Mascarpone.
Inoltre, essendoci a cena pure alcuni bimbi, la mia versione è senza caffeina.

(per 8 persone)
Sbuccio 4 cachi piccolini e li cuocio un paio di minuti sul fuoco (questo per riscaldare un po' energicamente la frutta che altrimenti cruda sarebbe troppo ying, ma su questo non vi tedio oltre... eventualmente guardate qui) con un pizzico di vaniglia in polvere.
Una volta raffreddati li frullo con 275 gr di silk tofu (quello cremoso), 4 cucchiai di malto di grano e un po' di buccia d'arancia.
Preparo una tazza di caffè d'orzo (fatto con latte di riso anzichè acqua, caffè solubile d'orzo e un cucchiaio di malto) e lascio raffreddare. Quindi vi intingo 12 savoiardi, ciascuno tagliato a metà.
In ogni tazzina pongo 3 mezzi savoiardi e copro con la crema.
Lascio riposare in frigo tutto il pomeriggio.
Spolvero con cacao.



Non ci fossero stati bambini avrei azzardato altri aromi e forse una nota alcolica...
Se ci provate voi, sappiatemi dire.



ps: un pensiero va a Francesca a cui avrei voluto dedicare questo dessert, anche se purtroppo sono arrivata in ritardo. Basta l'idea, no?

domenica 1 novembre 2009

"La mia voce pare lontana perchè telefono dal cielo"


Come hai detto tu, la vita è inarrestabile. Il prodigio della morte è l'arte di saper attendere in eterno.
Concludere una vita vuol dire rinunciare a morire.

E allora vola in alto, Alda.
Sempre con il tuo inseparabile rossetto e marchia a fuoco tutti i tuoi angeli amanti.


foto di Guido Harari

venerdì 30 ottobre 2009

Con il nastro rosa...

Giusto in extremis: ho scoperto da Alex che ottobre è il mese deputato alla prevenzione dei tumori al seno.
Il nastro rosa è il sito che in associazione con la LILT, Lega Italiana Lotta contro i Tumori, promuove questa campagna di sensibilizzazione al femminile, ideata negli Stati Uniti già nel 1989.
In rete, fra blogger, più d'uno ha deciso di aderire a quest'iniziativa cucinando o facendo comunque qualcosa in rosa.
Io lo faccio così.




"Mi sto accorgendo

che son giunto dentro casa
con la mia cassa ancora
con il nastro rosa "
...



"Non perdere tempo. La miglior difesa - in questo caso, aggiungo io - è l'attacco!"
Per conoscere giorni e orari di apertura dell’ambulatorio LILT più vicino, in cui effettuare anche esami di diagnosi precoce e controlli, si può chiamare, per informazioni, il numero verde SOS LILT 800-998877 o consultare il sito http://www.lilt.it

mercoledì 28 ottobre 2009

Craft&food: tovaglia usa e getta



L'ispirazione nasce da sweetpaultypepad (grazie ad Alex che me l'ha segnalato).
Dovevamo essere in otto, di spirito, a cena, di cui tre bambini: ho pensato di preparare una tovaglia colorata e decorata handmade, usa e getta.
Pennarelli, ritagli di giornale, colla e un rotolo di carta beige leggera han fatto il resto...
Io avevo poco tempo a disposizione, come sempre, ma prendendosi un po' più in anticipo certamente si può far anche di meglio!
Naturalmente si può operare per tovaglia intera (per me in versione fucsia, sotto) ma anche per singole tovagliette (le mie in versione in verde, sopra). Le possibilità sono infinite!
Good craft! ;-)

ps: ad ogni commensale ho poi lasciato, accanto alle posate, un colore per aggiungere il proprio contributo...


lunedì 26 ottobre 2009

Rosso di sera...



Un appuntamento a Feltre (a 30 km da dove abito) mi offre la possibilità di passeggiare per il centro...
La giornata è inverosimilmente calda e il cielo turchese.







Per un attimo credo siano segnali morse...

[ Quand'ero piccola abitavo in linea d'aria di fronte ad una caserma, anche se a distanza di almeno un chilometro. Uno dei giochi inventati era quello di comunicare con qualche luce di quelle finestre attraverso l'accensione e lo spegnimento di una mia lampadina.
E funzionava! Mi rispondevano... Quante risate! ;-D ]



Rientrando a casa, sento la necessità, come spesso accade, di velocizzare la preparazione della cena visto che il tempo a disposizione si è fatto limitato.
Mi sovviene un ripieno per certi pomodori " petulanti " che io adoro e agguanto nel frigo gli unici (700 gr) che ho comperato di tutta l'estate, in un raptus molto poco macrobiotico, ma almeno molto rossi e maturi, a fine stagione.




-Ora vi yangizzo io per bene in forno!-

Incisi leggermente, li tuffo dieci secondi in acqua bollente e li sbuccio.
Li frullo interi, con acqua e semi, nel mixer insieme ad uno spicchio grosso d'aglio, sale q.b. e due cucchiai d'olio evo. Metto in una pirofila di alluminio usa e getta (o più pirofiline monoporzione) 400 gr di riso roma, una manciata di olive nere snocciolate tagliate a pezzetti e un cucchiaio di capperi dissalati e bagno tutto con il liquido pomodoroso.
Mescolo bene ed inforno a 180°-200° per 25 minuti coperto con carta stagnola.
Scopro ed irroro con un filo d'olio ancora. Quindi mescolo un cucchiaio abbondante di lievito a scaglie con origano (o altre erbette a piacere) e spolvero la superficie e passo a gratinare ancora per cinque minuti sotto il grill.
Buonissimo anche il giorno dopo.


p.s.: questa sera neppure pentole da lavare. yuppiiii! ;-)

mercoledì 21 ottobre 2009

Piccini picciò




Continua la serie di quelli piccolini... (dopo questi e questi)
info qui

martedì 20 ottobre 2009

Golosità&azzardi



La sfida per un macrobiotico nel fare un dolce goloso e che piaccia anche ai non macrobiotici è stuzzicante. Quando riesce nel suo intento poi è doppiamente soddisfacente.
Sì, goloso e macrobiotico è possibile, senza uova, nè zucchero, nè latte.

Giacomo mi ha chiesto esplicitamente una torta al cioccolato ma s-e-n-z-a zucchero.
L'ometto ha le idee chiare, ma alla mamma, con immane tristezza, non resta che constatare impotente che le scorte segrete di cioccolato fondente sono già state saccheggiate (ho detto macrobiotici, sì, mica santi...)
Non posso dunque che mescolare spunti, da fonti perdute nel turbinio del tempo che passa e azzardare accostamenti che la dispensa suggerisce...
... E poi, doppio salto mortale senza rete!

Mescolo questi ingredienti asciutti:
300 gr di farina bianca
100 gr di mandorle tritate non troppo finemente
(di cui tengo da parte 2 cucchiai per la guarnitura)
50 gr di uvetta
50 gr di polvere di carruba
una bustina di cremor tartaro
un pizzico di cannella, di vaniglia e di sale

Frullo a crema fine in un quarto di latte di riso:
due pere a cui ho tolto il torsolo ma non la buccia (purchè bio)
4 cucchiai di olio di mais + 2 cucchiai di burro di soia (o 6 di olio)
5 cucchiai di succo di acero (o malto)
qualche scorzetta secca di buccia d'arancia non trattata

Amalgamo bene i due componenti, asciutto e fluido.
Verso in una teglia grande (30 cm di diametro) unta ed infarinata e cospargo con le mandorle tritate avanzate.
Inforno a 200° per dieci minuti, quindi finisco di cuocere per altri 25 min a 180°.

p.s. se si vuole davvero esagerare, una volta fredda, si tagli a metà e si farcisca con malto di nocciole (o malto di riso mescolato con crema di mandorle o nocciole, in parti uguali oppure marmellata di albicocche).

Sìììììì. Buona, buona, buona!
Capitolerà anche il commensale più schizzinoso che vi guarda compassionevolmente al solo sentir parlar di macrobiotica! ;-)





venerdì 16 ottobre 2009

Companatico - WBD09




world bread day 2009 - yes we bake.(last day of sumbission october 17)

In questo giorno, per dovere della memoria, commemoro la scomparsa della mia pasta madre, dopo 3 anni di glorioso lavoro.
Del resto non si può sempre far tutto... o il pane o il companatico...


per il companatico info qui
per il pane, invece, la mia musa allora fu questa qui

lunedì 12 ottobre 2009

Voglia di zucchero?


..."quando la cosa mi va, se mi va

quando è il momento
e dopo si vedrà"...
(ah, Mina mia!)


zuccherini violetta dietetici?
;-)

io sono già in aria di dolcetto scherzetto...
info qui



le immagini dolci da qui e qui

TT. Tofu Terrine

Dovevo ancora trovare il tempo e l'occasione per inaugurare la mia nuova piccola terrina acquistata da Dehillerin.



Ho ficcato nel mixer 200 gr di tofu, uno spicchio di aglio, due zucchine crude, quattro pomodori secchi, sale q.b.
Ho asciugato l'impasto con 4-5 cucchiai di fiocchi di quinoa (che possono essere sostituiti con altro tipo di fiocchi, anche se questi erano davvero adatti) e condito con 2 cucchiai d'olio evo e un cucchiaio di origano selvatico.
Compattato nella formina unta. 30 min, o più, nel forno a 180° (questa volta non coperta).






A cubotti o spalmato su pane e crostini o per condirci pane o cereali.

ps: la ricetta degli
squittilicchi (o tarallucci che dir si voglia) è un segreto di famiglia. La suocera ha la bocca cucita... ma noi le mani leste! ;-)





venerdì 9 ottobre 2009

Sfumature color ambra


Versione in color ambra.
info qui



giovedì 8 ottobre 2009

Viola e rosa corallo



Secondo la tendenza autunno inverno '09-10 il bijoux sarà, pare, sempre più importante, appariscente e connotante.
Io faccio i primi esperimenti...

info qui

esempio di confezione regalo con carta decorata a mano da me
(questo, per esempio, con altri orecchini, è andato a Lidia di Fastidiosa)



mercoledì 30 settembre 2009

Semplicemente verde...


Può sembrare una strada in salita, ma certamente la cornice verde la fa sembrare meno dura...

A partire da quest'anno viene organizzata a livello internazionale dall'1 al 7 ottobre la Settimana Vegetariana Mondiale, con lo scopo di informare le persone sulla scelta vegetariana e con eventi in tutto il mondo (alcuni anche in Italia) per invitare ad eliminare la carne.
Dunque, io non sono completamente vegetariana, essendo macrobiotica e mangiando pertanto il pesce, ma forse potrebbe essere questo un pretesto comunque per tutti per riflettere... (vedi qui e qui)
Provarci almeno per una settimana non è impossibile!



Cosa c'è dunque di meglio di una passeggiata nel verde, avvolti dalla pace e dalla luce calda dell'autunno?


e incantarsi a trovare e raccogliere le castagne?


od osservare qualche bestiolina verde? ;-)


Rientrare in casa, poi, quando il sole sta tramontando, si fa particolarmente dolce ed appagante.
E' facile dunque continuare a giocare e scherzare.
Così, senza esitazioni, decido d'impastare farina di kamut con acqua e un pizzico di curcuma. Lascio riposare un poco e poi, mentre preparo il sugo, gli uomini di casa si mettono al lavoro tra le risate...
La gara scatta automaticamente: chi fa il cavatiedd più bello?







Sbollento mezzo cavolfiore nell'acqua salata. Lo ripasso in padella con olio evo, aglio e un cucchiaio di profumatissime Epices Colombo *.
In un pentolino lascio in ammollo per dieci minuti una manciatina di Hizichi in un paio di dita d'acqua fredda. Quindi le cuocio dolcemente per almeno mezz'ora, (o finchè si saranno comunque asciugate) aggiungendo solo verso la fine un po' di salsa di soia e qualche goccia di limone. La cottura prolungata farà così perdere loro l'odore eccessivo di mare.
Cuocio i cavatelli per 3-4 minuti e li spadello con il cavolfiore. Impiatto e decoro con le alghe e ancora un pizzico di spezie.





"Quello che noi facciamo è solo una goccia nell'oceano, ma a me piace pensare che se non lo facessimo l'oceano avrebbe una goccia in meno" (Maria Teresa di Calcutta)


*Le Epices Colombo sono una miscela di spezie, variabili per tipo e percentuale, tipiche della cucina creola delle Antille.
Se non la possedete, non disperatevi: potete comunque provare a confezionarvela da soli!
La mia ad esempio è un mix di coriandolo, cumino, finocchio, carvi, alloro e curcuma.
Taluni al posto di finocchio, carvi, e alloro aggiungono invece pepe nero, fienogreco, chiodi di garofano e/o ancora senape e zenzero.
E' ottima per le marinature (da provare ad esempio con rhum e latte di cocco!), ma io la uso senza limitazioni, per tutto ciò che la fantasia mi suggerisce.






Luce-moto-acqua






«Quando ero ragazzino… andavo sempre in piazza San Marco, in piazzetta, a sorvegliare i pittori, a raccogliere la pulitura delle loro tavolozze, raschiata con la paletta… Facevo bottino, tornavo a casa (forse facevo la seconda, la terza elementare) dipingevo con le dita, stendendo… Invidiavo a scuola quelli che facevano quei bei disegni, “inquadrati”, puliti… io invece mi agitavo, sporcavo, segnavo forte». Emilio Vedova

In quella Venezia dove ha abitato e avuto il suo studio per più di cinquant’anni, ora è nata la Fondazione Emilio Vedova. Collocato nei trecenteschi Magazzini del Sale a Venezia prende vita da un affascinante progetto di Renzo Piano del quale il pittore era molto amico.

Se siete a Venezia concedetevi una passeggiata sin lì (l'ingresso tra l'altro è pure gratuito).
In uno spazio lungo più di sessanta metri, dalle maestose pareti in mattoni, verrete affascinati da una sorta di macchina leonardesca, un gigantesco dispositivo robotizzato (simile per funzionamento ad uno skilift) che preleva le grandi opere di Vedova dal magazzino e le presenta allo spettatore in tre serie alternate.

Un genovese e un veneziano insieme, uomini entrambi di mare: “…luce-moto-acqua verso l’aperto… ” in un museo fluttuante, un innovativo spazio espositivo, dove lo spettatore può restare fermo, perché ciò che si muove sono le opere.

Le mie foto rubate col telefonino sono davvero brutte. Voi andateci di persona!
ps: per qualcuno potrebbe essere più piacevole una visita con le cuffiette, per ovviare ai rumori meccanici del dispositivo.





tutte le info QUI





venerdì 25 settembre 2009

When I'm five...



Buon compleanno piccolo grande amore mio.

..."When I'm five I will jump in puddles, laugh in church and marry my mum and I'll let my daddy do the washing-up"...
;-)

Altro che Puffi o Gormiti.
Un buffissimo e quasi irriconoscibile David Bowie per farti gli auguri:
i tuoi 5 anni siano tutti rock!
;-)






lunedì 21 settembre 2009

Tana libera tutti!




Solo a pensarci mi viene da piangere. No, il dolore fisico, quello è passato.
E' quella sensazione di vuoto, dilagante, che invece di placarsi sembra crescere senza sosta. Lievitare... e insieme provare lo stesso smarrimento di quando realizzi che un ladro ti ha svaligiato la casa e non hai ancora avuto il tempo di comprendere cosa manchi.
Le grandi pulizie non si fanno in autunno. No.


Il frigo è praticamente vuoto. E' dura trovare qualcosa che sia un cibo coccola-tana-tampone.
Metto insieme quattro cose per disperazione, perchè stasera peserebbe troppo anche decidere di mangiare fuori.
L'idea è questa: wakame, vaniglia e zafferano.




Fidata cipolla, omeopatica, per stemperare le lacrime con altre lacrime.
Un goccio di whisky, forte, per stordire e miso bianco per mantecare.
E il riso bianco, che cancellerà ogni segno.

Stringimi forte amore mio. Durante questi 15 min di cottura, non dobbiamo fare nient'altro.
Con questo risotto, stasera, tiriamo un sospiro di sollievo.








lunedì 14 settembre 2009

Flutti e reflussi

turchesi e labradorite


Reflusso acido da mare. Estate di calore e bruciore.
Un affannarsi infantile di richieste, pretese, come se il tempo non fosse passato, come se il tempo invece fosse diventato un passe-partout conquistato di diritto, che tutto consente.
Desiderio di sorrisi. Ma la noia, la pesantezza, la prepotenza uccidono qualunque scherzo...

Confeziono questi, con pezzi di azzurro come fossero vomitati dal mare. Mare che non ho visto abbastanza, quest'estate, e che risento salato alle narici, per il primo raffreddore d'autunno.
E me li "butto" alle spalle, come fossero monetine portafortuna... ma il rumore è inequivocabilmente solo quello di un buco nell'acqua.

info qui


mercoledì 9 settembre 2009

Gnocchetti antitristezza

Colpa della temperatura che è scesa bruscamente a soli 12° (alle 8.30 del mattino), oggi in piena crisi malinconica da inizio autunno o meglio fine estate, mi sono dedicata ad impastare gnocchetti.
Operazione zen molto piacevole, che magicamente calma l'animo e rasserena la mente.
Poi se a fine giornata il tutto viene accompagnato da una bottiglia di Incrocio Manzoni, ci si infila sotto le coperte a fare tana, cotti e contenti, come scoiattolini con la pancia piena di noccioline! ;-)




Le dosi andrebbero bene forse anche per 4 ma noi, tre macrobiotici (o meglio due e mezzo?) morti di fame, ce li siamo spazzolati tutti senza battere ciglio! ;-)
Ho macinato 200 gr di grano saraceno bio (il grano saraceno è infatti riscaldante!) ed ho unito la farina ottenuta a 100 gr di farina bianca e a due cucchiai di semi di papavero (si capisce anche da qui che ne ho comperato un vagone, no?). Dunque ho impastato con acqua fredda (ho fatto ad occhio ma potevano essere all'incirca 200 cl) ed aggiustato con farina bianca q.b., se necessaria, affinchè l'impasto risulti asciutto, ma ancora morbido (consistenza a "lobo d'orecchio").
Ho lasciato riposare la palla dell'impasto in un pezzo di pellicola in frigo, per 20 minuti.
Quindi ne ho ricavato dei rotolini spessi come il mignolo, li ho tagliati a pezzetti minuti e li premuti ciascuno col pollice sull'attrezzo apposito, per rigarli.
Li ho fatti cuocere in acqua bollente salata, per 3-4 minuti.

Conditi con cavoletti di bruxelles saltati in padella, con cipolla rossa di tropea e sfilaccetti di seitan. Pepe e lievito in scaglie a piacere.






lunedì 7 settembre 2009

Festina lente



Il mio pensiero oggi, mentre lavoravo, è andato alla mia nonna paterna, quando mi faceva sorridere perchè, al momento dei saluti mi raccomandava di far presto nel tornare a casa. Fin qua niente di strano, per una nonna verso la nipotina... già, ma lei aggiungeva teneramente di andare pure piano!
Mi sembrava già allora davvero una contraddizione, due richieste in antitesi fra loro.
E' stato questo termine latino, oggi, ritrovato in questo libro (sullo sfondo, sopra), mentre facevo delle foto - festina lente - con questo suono così bello che mi ha indotto a rinfrescarne il significato alla memoria....
Affrettati piano, significa.
Ho rivisto davanti agli occhi la mia nonna (che aveva un nome che era tutto un programma: si chiamava Amabile e altro nome non poteva essere più appropriato), tanto da farmi sentire perfino il suono della sua voce, la ruvidezza delle sue mani sporche di terra, nell'orto...
Nonnina mia, se fossi qui, lo so per certo, mi diresti: -Porta pazienza!-
Ma in quelle parole ci leggerei pure: affrettati Cobrizo, perchè in questi tempi dilatati non si può più aspettare. Perchè hai già pazientato abbastanza. Perchè la tua tolleranza ha sorvolato su troppi errori...
Scrollati di dosso la pigrizia, l'ambiguità, l'opportunismo, la superficialità, la monotonia e l'immobilità altrui e guarda avanti mirando al cuore delle cose vere.


In questo fresco mattino di settembre (12,5° alle ore 8.30) il tuo caldo abbraccio è davvero un dolce buongiorno!



info qui



mercoledì 2 settembre 2009

Grazie


Pudore

Se qualcuna delle mie povere parole

ti piace
e tu me lo dici
sia pur solo con gli occhi
io mi spalanco
in un riso beato
ma tremo
come una mamma piccola giovane
che perfino arrossisce
se un passante le dice
che il suo bambino è bello.



Ho trovato queste parole su una pagina di diario di Antonia Pozzi, del 1933, ed ho avuto subito la curiosità di leggere un po' di lei.

Bionda, minuta, delicata, Antonia cresce in un ambiente colto e raffinato: il padre avvocato, già noto a Milano; la madre, educata nel Collegio Bianconi di Monza, conosce bene il francese e l’inglese e legge molto, soprattutto autori stranieri, suona il pianoforte e ama la musica classica, frequenta la Scala.
Antonia ha mani particolarmente abili al disegno e al ricamo. Il nonno Antonio è persona coltissima, storico noto e apprezzato del Pavese, amante dell’arte, versato nel disegno e nell’acquerello, a nonna, Maria, vivacissima e sensibilissima.
Alla fine degli anni 20 frequenta il liceo ed è subito affascinata dal professore di greco e latino, Antonio Maria Cervi; non dal suo aspetto fisico, ché nulla ha di appariscente, ma dalla cultura eccezionale, dalla passione con cui insegna, dalla moralità che traspare dalle sue parole e dai suoi atti, dalla dedizione con cui segue i suoi allievi, per i quali non risparmia tempo ed ai quali elargisce libri perché possano ampliare e approfondire la loro cultura.
Antonia se ne innamora e scrive versi d'amore per lui, struggendosi in una passione contrastata dalla famiglia benpensante, che costringerà il Cervi ad abbandonarla.
Antonia continuerà a sopravvivere studiando, insegnando, viaggiando, illudendo il suo cuore di una guarigione ed un oblio che mai sopraggiunsero.
Troverà la pace solo con il suicidio, nel 1938.



Triste orto abbandonato l’anima
si cinge di selvaggi siepi
di amori:
morire è questo
ricoprirsi di rovi
nati in noi

altre sue poesie qui





lunedì 31 agosto 2009

Girotondo tra terra e cielo




collana girocollo : ceramica smaltata, resina, giada gialla e vetro



info QUI





venerdì 28 agosto 2009

Perchè no?



Sono il partecipante n. 465, o meglio,

Candidate N°465: le blog "Cobrizoperla"

vedi qui , se volete lasciare i vostri commenti.

se invece desiderate partecipare, cliccate qui