lunedì 23 maggio 2016

Pesto a Parigi



È per me un grande onore ed un verdissimo piacere tenere alta all'estero la bandiera del nostro buon cibo italiano avendo ricevuto l'incarico di disegnare il manifesto per il Concorso del miglior Pesto a mortaio a Parigi 2016LE PURGATOIRE - 54 PARADIS, Paris.

3 giorni dedicati al pesto e alla cucina della Liguria, grazie all'épicerie RAP di Alessandra Pierini.


Affiche pour le Concours du Meilleur Pesto au Mortier de Paris 2016 
Championnat de Pesto au Mortier à Paris 2016 (éliminatoire officielle pour le Championnat du Monde à Gênes 2018

3 jours dédiés à la cuisine et l'art de vivre de la Ligurie.

mercoledì 18 maggio 2016

"Un piccolo mondo a parte. In viaggio tra Venezia, Alpago e Cansiglio" al Salone del Libro di Torino 2016



"Un piccolo mondo a parte. In viaggio tra Venezia, Alpago e Cansiglio" è giunto al Salone Internazionale del Libro di Torino 2016.

Elisabetta Tiveron ed io siamo state invitate a presentare il nostro libro all'interno di Casa CookBook.
Anche se non è un libro di ricette, il racconto di questa avventura si è svolto ai fornelli perché ci è stato chiesto di proporre anche la preparazione di un piatto che in qualche modo evocasse i sapori e lo spirito di questi luoghi.
Le esclusive peculiarità culinarie di queste terre sono tante e molto particolari (e ben descritte nel libro), ma qui abbiamo optato per un piatto semplice affinché fosse agevolmente riproducibile da tutti, per la facile reperibilità degli ingredienti, a base di orzo delle valli bellunesi e formaggio del Cansiglio.






Alpago e Cansiglio costituiscono un piccolo mondo incantato ed incantevole, sospeso tra la laguna di Venezia - con cui ha avuto, nei secoli, rapporti molto stretti - e le Dolomiti, di cui costituisce uno degli accessi, se pur defilato rispetto ad altri.
Un mondo in cui elementi magici, misteriosi e fiabeschi si mescolano e ti attraversano continuamente la strada. 
Il cibo (che è un concetto lato) ci viene in aiuto per portare in luce un tessuto umano, storico, sociale intriso di elementi naturali, con tutto l’incanto, il fascino - ciò che possiamo definire “magia” - che si portano appresso. 
A volte, naturale e soprannaturale distano soltanto pochi passi.     
E’ una chiave di lettura che, più di altre, fa emergere connessioni, percorsi emotivi, che toccano non solo i luoghi fisici, ma anche  quelli dell’anima.

Ciò ha permesso alle autrici (Elisabetta veneziana, Roberta bellunese) di tornare in questo piccolo mondo, che pensavano di conoscere bene, riscoprendolo con occhi diversi.

















...In Alpago bastano pochi minuti per passare dalle acque cristalline del lago di Santa Croce alla spettacolare foresta del Cansiglio, a cime amatissime dai grandi dell’alpinismo.
Una delle meraviglie dell’Alpago è la verticalità, perché tra il lago e quelle cime la distanza, in linea d’aria, è breve...








Un labirinto silenzioso in cui perdersi per ritrovarsi.
I faggi dai piedi di velluto ti circondano, un esercito ordinato che sembra volerti avvolgere senza mai arrivare a toccarti.

- Elisabettaaa, non sembrano davvero lunghe zampe di uccelli giganti? - ho strillato nel silenzio umido, quel giorno, mentre ci addentravamo nel "bosco da reme".

Li guardi e stenti a credere ai tuoi occhi, anche quando non è la tua prima esperienza tra di loro. Non sono imponenti, anzi: lunghi e sottili, tenuti accuratamente distanziati, la corteccia chiara. Ma quando lo sguardo spazia tra i tronchi, non si vede altro, all’orizzonte, che altri tronchi; oppure, altrettanto inquietante, un muro grigio che non è fatto di pietra, ma di aria densa e umida. Il sottobosco è pulito, affatto intricato di arbusti; e quelle radici-dita che emergono dal terreno, del più bel verde che si possa immaginare, non riesci a smettere di guardarle, in un misto di fascinazione e timore; non puoi smettere di pensare agli Ent, i personaggi con sembianze di alberi nati dalla fantasia di J.R.R. Tolkien.







PROSSIME PRESENTAZIONI:

  • il giorno SABATO 28 MAGGIO alla sera (con cena), al Rifugio Alpe Madre, in via Col Moschin 2, Solagna (Vi)
  • il giorno VENERDÌ 3 GIUGNO alle ore 18 BELLUNO, presso la Libreria Tarantola, in via Roma (in  centro, in galleria, di fianco al Teatro Comunale).

(continua)

mercoledì 27 aprile 2016

Un piccolo mondo a parte. In viaggio tra Venezia, Alpago e Cansiglio



Ecco, ora è ufficiale: "Un piccolo mondo a parte: In viaggio tra Venezia, Alpago e Cansiglio" è in arrivo!
Dopo un anno di lavoro con Elisabetta Tiveron, chiacchiere, disegni e sopralluoghi in queste terre incantate sospese tra laguna e Dolomiti, sarà in libreria dal prossimo 20 maggio.
Il libro non vuole essere una guida turistica, né un compendio di cucina (la collana editoriale a cui appartiene è La strada del cibo, per Kellermann editore, ed anche questa uscita utilizzerà il cibo come pretesto per esplorare il territorio e scoprirne potenzialità e trascorsi storici), né una raccolta fotografica ad effetto, ma un cahier de voyage di emozioni e suggestioni che, speriamo, possano tradursi anche in desiderio e curiosità nel lettore per esplorare di persona questi luoghi.


Elisabetta Tiveron ed io presenteremo il libro al Salone Internazionale del Libro di Torino il giorno venerdì 13 maggio alle ore 20.00, presso Casa Cook Book dove potrà anche essere acquistato in anteprima.





Seguiranno poi a breve altre presentazioni (per cominciare a Belluno, Alpago e Venezia) di cui sarà mia premura aggiornarvi presto qui e su Facebook.





"È una storia di sguardi, pensieri,
profili (di uomini, donne, montagne),

di segni profondi ed indelebili come sentieri che si inerpicano,

o tracce lente ed evanescenti pari a quelle delle s'ciosele..."

















altri post su questo libro, qui



La prossima presentazione sarà a Belluno il giorno venerdì 3 giugno alle ore 18,

presso la Libreria Tarantola in via Roma (in galleria, di fianco al Teatro Comunale).


mercoledì 24 febbraio 2016

Piano



Quello spazio tra una nota e l'altra, entro cui puoi abbandonarti e credere di poter volare.


giovedì 11 febbraio 2016

Linee contorte



Scrivi, ti prego.
Due righe sole, almeno,
anche se l’animo è sconvolto
e i nervi non tengono più.
Ma ogni giorno.
A denti stretti, magari delle cretinate senza senso, 
ma scrivi.
Lo scrivere è una delle più ridicole e patetiche nostre illusioni.
Crediamo di fare cosa importante
tracciando delle contorte linee nere sopra la carta bianca.
Comunque, questo è il tuo mestiere,
che non ti sei scelto tu ma ti è venuto dalla sorte,
solo questa è la porta da cui,
se mai, potrai trovare scampo.
Scrivi, scrivi.
Alla fine, fra tonnellate di carta da buttare via,
una riga si potrà salvare. (Forse.)
Dino Buzzati




Disegna, ti prego.



giovedì 28 gennaio 2016

Paesaggi ... e passaggi lunari




Ancora in Alpago, valle incantata.
Qui gli incontri magici accadono davvero, quando meno te lo aspetti, proprio come nelle fiabe.

(dal quaderno degli schizzi, per il progetto libro "Viaggio in Alpago", testo di Elisabetta Tiveron ed illustrazioni e foto di Roberta Cadorin, Kellermann Editore, per La strada del cibo (vedi qui)


venerdì 8 gennaio 2016

Se...





Se...

Se una lacrima
è l'uovo dell'uccello della pioggia,
se l'uccello
è il tormento dell'aria,
se l'aria stessa
è un corpo che ricopre corpi
- come potrei scrivere un libro
in questa fosse comune?


Nina Cassian

domenica 3 gennaio 2016

Noccio tiramisù




Ho colto il suggerimento di Uava, una ragazza di cui ho letto in un gruppo in Facebook. 
L'idea è quella di fare un dessert veloce, ma golosissimo. Sano, senza uova crude, mascarpone, senza glutine (se sceglierete biscotti glutinare  e se volete, anche senza zucchero. Chiamatelo come volete, anche senza scomodare il tiramisù, ma è davvero buono!
Come per tutte le ricette di questo blog, potrete ovviamente aggiustare e personalizzare le indicazioni a piacimento.
Occhio però che le dosi sono per un reggimento di amici che io avevo a cena!




ingredienti per 12 porzioni o più:

400 g di nocciole tostate
1,2 l di latte vegetale (io ho usato un litro latte di riso non zuccherato + 0,2 di latte di soia)
180 g di zucchero (o malto o sciroppo d'agave in quantità desiderata *)
40 g di fecola di patate
2 cucchiaini e mezzo rasi di agar agar (è preferibile usarlo per la consistenza finale, ma, se proprio non lo avete, potete sostituirlo aumentando la dose di fecola a 60 gr)
savoiardi (fette biscottate, pan di spagna o pandoro avanzato)
caffè (normale, decaffeinato, d'orzo, a seconda del tipo di commensali; a nostro gusto comunque non zuccherato)

In un tritatutto tritare molto finemente le nocciole con lo zucchero (o altro dolcificante a scelta). Aggiungervi 400 g di latte e frullare.
Unire tutti gli altri ingredienti e cuocere per 10 minuti a fuoco dolce, rimestando bene (se usate il Bimby, a 90° velocità 4)
Lasciar raffreddare.

Bagnare molto velocemente i savoiardi o le fette biscottate nel caffè decaffeinato freddo (o caffè d'orzo) non zuccherato e procedere come per il tiramisù tradizionale in coppette monoporzione o in un'unica grande teglia.
Indicativamente io ho messo due savoiardi spezzati a metà per ogni vasetto monoporzione.
Non preoccupatevi se la crema vi sembrerà fluida. Si rassoderà raffreddandosi.
Lasciar riposare in frigo mezza giornata. Risulta ancora più buono il giorno seguente.

Al momento di servire, togliere dal frigo un po' prima e decorare con cacao in polvere, gocce di cioccolato fondente, granella di nocciole, polvere di arancia, crunchy di avena o quello che più gradite.

Nulla vieta di dividere la crema in due dosi e metà arricchirla con cacao o cioccolato fondente fuso.
Oppure di servire la sola crema in tazzine con biscottini secchi tipo baicoli o lingue di gatto.

* Nel caso si usi malto o sciroppo d'agave, inevitabilmente la dose del composto aumenterà un po' percui è preferibile aumentare un pochino anche la quantità della fecola per raddensarlo.






Se amate le nocciole ed il cioccolato, guardate anche questa ricettina per duplicare la crema di nocciole spalmabile in casa:




martedì 22 dicembre 2015

Calendario dell'Avvento 2015





in ordine: Alessandro Sanna, Anna Nina Masini, Arianna Papini, Aurora Cacciapuoti, Chiara Armellini, Claudia Palmarucci, Daniela Iride Murgia, Daniela Tieni, Evelyn Daviddi, Federica Bordoni, Francesca Dafne Vignaga, Francesca Popolizio, Geena Forrest, Gianluca Folì, Lisa D'Andrea, Liza Schiavi, Manuela Trimboli, Margherita Allegri, Marina Marcolin, Marta Iorio, Roberta Cadorin, Sara Vincetti, Silvia Molinari, Silvia Rocchi, Valeria Valenza.



Un calendario speciale dell'Avvento, quello proposto dalla libreria Radice-Labirinto di Carpi (Modena) a cui sono stata invitata a partecipare.

25 illustratori, un'illustrazione al giorno arricchita da una poesia composta da Alessia Napolitano, per avvicinarsi al Natale.
Un filo azzurro, 25 cartoline numerate, 25 mollettine di legno, una scatolina per conservarlo.
Il ricavato della vendita ha contribuito a finanziare una nuova scuola.



la mia tavola, per il 22 dicembre


e l'intervista che mi è stata fatta è qui





giovedì 17 dicembre 2015

È una passeggiata...



Li ho pensati e disegnati per Natale, ma non solo.

Per una passeggiata ricca di speranza e serenità, si spera.


Buon Natale 2015.



lunedì 14 dicembre 2015

Ajo ojo e peperoncino

Tutto il mondo è paese davanti ad un piatto di spaghetti.
- Ajo ojo e peperoncino -
Travaux en cours...






Lavori in corso...





lunedì 30 novembre 2015

Consapevolezza e cambiamento






Che disegnare possa essere una terapia non è una novità, ma poi ci sono lavori per progetti terapeutici a tutti gli effetti, di nome e di fatto.
Che piacere prezioso, per me, farne parte.

lunedì 26 ottobre 2015

Una gialla velatura






Io porto a bella posta la testa spettinata,
Lume a petrolio sopra le mie spalle.
Mi piace illuminare nelle tenebre
L'autunno spoglio delle vostre anime.

Sergej A. Esenin



Mi piace spettinata camminare
il capo sulle spalle come un lume
e mi diverto a rischiarare
il vostro autunno senza piume


Dalla mia testa come uva matura
gocciola il folle vino delle chiome,
voglio essere una gialla velatura,
gonfia verso un paese senza nome.



lunedì 5 ottobre 2015

À la carte. Un laboratorio pop up a Libri in Cantina 2015

Come lo scorso anno (vedi qui), anche quest'anno sono stata invitata a Libri in Cantina, 13a Mostra nazionale della piccola e media editoria, tenutasi il 3 e 4 ottobre a Susegana (Tv).

L'idea questa volta è stata quella di proporre un piccolo laboratorio aperto a tutti, bambini ed adulti, dal titolo: "A tavola... Il cibo disegnato"
Ho pensato così di sperimentare la tecnica del pop up, appresa a mia volta frequentando quest'estate un corso tenuto dall'illustratrice Roberta Bridda.
L'idea doveva essere semplice, versatile e abbastanza veloce da realizzare anche per mani inesperte.
Ho progettato e realizzato dunque alcuni menù d'esempio come questi.





(Non so se le foto rendono l'idea, ma i piatti di portata sono rialzati, rispetto al fondo e talvolta anche gli ingredienti, rispetto al piatto).

Sapere di avere un'ora sola di tempo a disposizione e trovare lì, senza preavviso, più di 20 persone (bambini, ma anche qualche adulto) ad aspettarmi... Wow. Che sfida!

I partecipanti hanno costruito la propria "tovaglietta" e l'hanno decorata a piacimento. Quindi hanno preparato il piatto di portata e lo hanno riempito con gli ingredienti preferiti.
Piatti, tazze, posate e bicchieri hanno arricchito le composizioni.

Con poche mosse, ma piuttosto precise e senza fretta, abbiamo infine costruito insieme il piccolo meccanismo che alza il piatto, all'apertura del menù.



Ed ecco! A tavola!



Mi spiace solo non essere riuscita a fotografare tutti i loro lavori ultimati come meritavano, ma molti hanno agguantato la loro opera e sono scappati a pranzare per davvero, vista l'ora.
Del resto io non ho avuto neppure il tempo di fare le foto (per cui ringrazio di cuore la persona speciale che ha fatto almeno queste poche).
Ho gustato un caleidoscopio di colori mirabolanti e di accostamenti alimentari senza paura. Zuppe blu, biscotti arancioni, nidi di spaghetti al pomodoro, pizze con le patatine...
Qualche adulto diceva: - No, le fragole con il pesce... Non si fa! -
- E perché no? È così divertente cucinare così! No? -
:-D



Meteorologicamente parlando la giornata non è stata delle migliori, ma il Castello è sempre suggestivo.




e la Mostra interessante...




Ho chiuso con un saluto al grande illustratore messicano Gabriel Pacheco (qui con Mara Donat) e poi, via, si ritorna di corsa a casa... a preparare una vera e propria cena!



martedì 22 settembre 2015

Un accento sul futuro






Che strana voce grammaticale la prima persona del tempo futuro.
Io farò, io partirò, io conquisterò.
Chi fu il pazzo a inventarla?
Quell’"o" accentato finale, che ridicolo, con quella sicurezza di sé.
Io comprerò, io costruirò, io scriverò.
E se non ce ne fosse il tempo?
Non l’ha calcolata, il padre ignoto della lingua, questa tenue possibilità?
Più decente l’inglese: I shall do, I will do. C’è una intenzione, una volontà, niente di più, non si intende ipotecare il futuro.
Mentre noi! Poveri diavoli, che marciamo con il petto in fuori, gli occhi fissi alle lontananze, e magari a mezzo metro c’è la buca.

(D. Buzzati)



mercoledì 9 settembre 2015

La lingua instancabile del mare





Sono tornata, o almeno così mi dicono, perché in effetti la mia anima astrale sta ancora mangiando arancine nascosta sotto un cappellone di paglia, mentre macina, sognante, chilometri da ovest ad est...
Qui, tra le mie montagne, ho trovato 20° in meno.
Purtroppo i folletti in mia assenza non mi hanno neppure riordinato la scrivania, ma io non me ne curo e contamino gli schizzi lasciati a casa per il libro, coi segni di mare del moleskine tolto dalla valigia.



Figura.

Relitti abbandonati alla risacca, fossili sputati dall’abisso
stiamo su questa spiaggia come dentro l’eternità
culla di venti, cortina di sale che ci fa
invisibili
calcificati sui sassi tiepidi, offerti all’azzurro semicerchio
graffiato da segni che non interpretiamo
occhi negli occhi col chiarore più sfocato e fondo
vetrini colorati sgranano il bagnasciuga, collane
scivolate nelle vene, rianimate
la lingua instancabile del mare ci riempie le orecchie
con la sua trasparenza.

Giovanna Rosadini



lunedì 7 settembre 2015

Filippo Bentivegna, "Chiddu du li testi"

Siamo ritornati in Sicilia dopo quasi vent'anni. Tanto l'avevo apprezzata allora e tanto la gusto ora mentre la sto facendo scoprire agli occhi vergini ed incantati di mio figlio.
Scendendo da Palermo, dopo Trapani, Marsala, e prima di proseguire per Agrigento e la Valle dei Templi, rammento di essere venuta a conoscenza, per una fortuita coincidenza, di un luogo che ancora non ho mai visitato. 
Amo queste preziose chicche meno conosciute lungo i percorsi turistici. Decido così di fare una sorpresa ai miei compagni di viaggio.
Ci rechiamo dunque a Sciacca, al Castello Incantato sulle tracce di Filippo Bentivegna.




Affreschi di Filippo Bentiveglia nel suo umile casolare.
Pare che questi scorci di città fossero un ricordo dei grattacieli americani. 



Nato nel 1888, il pescatore Filippo Bentivegna agli inizio del '900 emigrò negli Stati Uniti.
Lì pare che si innamorò di una donna e durante una rissa, forse con un rivale d'amore, fu colpito da una violenta bastonata in testa. A causa di questo pesante trauma fisico e delle collaterali conseguenze che ne derivarono, fu dichiarato inabile e fu rimpatriato.

Senza nessuna preparazione artistica, diede il via ad un'incessante e frenetica produzione di teste umane scolpite nella pietra.
Nel suo piccolo podere sulle falde del monte Kronio, ne realizzò un numero infinito non fermandosi neppure quando il calcare si esaurì, ma proseguendo invece scavando cunicoli nella roccia.
Teste accatastate, affiancate, bifronti...
Filippo viveva isolato nella sua casupola e veniva tristemente deriso dai compaesani che lo denominavano "Chiddu du li testi" e "Filippo lu pazzu".
Alcuni sostenevano che, scavando nella roccia, volesse addirittura raggiungere una vena sotterranea di lava, per dar fuoco al paese di Sciacca e vendicarsi delle malelingue dei Saccensi.



Solo alla fine degli anni '60 un collaboratore di Jean Dubuffet ne intuì il valore e lo fece conoscere all'esponente dell'Art Brut che lo inserì meritevolmente nella collezione del Museo di Art Brut a Losanna.





Oggi il suo podere è diventato uno spazio museale all'aperto, il "Castello incantato", che si sviluppa tra ulivi e fichi e si affaccia sul mare.








Non volle mai venderne neppure una.
A chi gli domandò perché scolpisse queste teste, rispose: - Cerco la Grande Madre... Dentro la Terra c'è il seme dell'uomo. -







L’arte non viene a dormire nei letti che le hanno preparato, scappa appena si pronuncia il suo nome:
quello che ama è l’incognito. I suoi momenti migliori sono quando dimentica il suo nome. (Jean Dubuffet)



Noi proseguiamo il viaggio verso Est...