sabato 1 settembre 2018

Gnocchetti di cavolfiore al tè verde matcha

Questa è una ricetta che ho ideato nel 2010 (vedi qui).
Le cose semplici però sono senza tempo e si possono sempre riproporre con facilità e spesso con piacevoli risultati.
È accaduto che il magazine About BMW mi abbia intervistata circa le mie passioni artistiche e culinarie e così, per definire la mia cucina, ho ripensato a questo piatto colorato, semplice e sano.





(n. 25, lug/ago 2018)


Allora lo ripropongo anche qui, oltre che ai lettori della rivista.










GNOCCHETTI DI CAVOLFIORE AL TE' MATCHA

per 4 persone:
500 gr di cavolfiore crudo lavato e mondato
200 gr di farina (bianca per un risultato più delicato, ma anche integrale o almeno semiintegrale biologica per un piatto più rustico e nutrizionalmente ancor più valido)
un uovo
un cucchiaino raso di sale
un cucchiaino colmo di tè matcha in polvere (o più se gradito)
due-tre cucchiai di piselli freschi o congelati cotti per accentuare il colore verde (facoltativi)
olio extravergine di oliva biologico

Lessare il cavolfiore al vapore finchè risulterà molto morbido (nulla vieta di utilizzare anche le foglie o il gambo, purchè ben cotte). Lasciare raffreddare.
In un mixer tritarlo molto finemente con i piselli cotti. Aggiungere l'uovo, la farina ed il sale ed il tè matcha.
Volendo l'uovo può essere anche abolito, semplicemente aggiungendo un po' più di farina all'impasto (basterà fare una prova cuocendo un solo gnocco all'inizio per testare la consistenza dell'impasto; eventualmente potrete facilmente addizionare ancora altra farina all'impasto)
Tuffare piccole cucchiaiate d'impasto in acqua bollente salata e cuocere brevemente gli gnocchi, raccogliendoli  con la schiumarola non appena vengono a galla.
Condire con olio d'oliva extravergine e un'abbondante macinata di pepe.

A parer mio è possibile sbizzarrirsi aromatizzando l'olio con aglio, acciughe, peperoncino, pasta di curry rossa, o erbette fresche.



Abbinamento vino:
Il piatto può essere piacevolmente abbinato ad un vino bianco come la Malvasia Istriana dei Vignai di Duline.
Ringrazio per questo prezioso suggerimento l'amico esperto sommelier Federico Graziani che mi ha  sapientemente guidata alla scoperta di un bianco con un'aromaticità non dolce e una delicata finezza minerale, nonché particolari note verdi che si accostano armoniosamente con quelle solforose e non facili di questo ortaggio.




Il mio portfolio di illustratrice qui: behance.net/robertacadorin



lunedì 7 maggio 2018

Al son de la melodía comenzó el baile... (Tango)




Al son de la melodía comenzó el baile...
Tango.


Mica era pianificato, eh no. La musica è arrivata all'improvviso. E questa volta era un tango.
La matita ha iniziato a danzare. Le dita sporche accarezzavano la carta.
L'associazione di parole è venuta da sé...

Nasce così, al volo, questo video un po' improvvisato, mentre disegnavo col quaderno sulle ginocchia e cercavo di riprendermi da sola. 
Si poteva far di meglio, certo, ma avrei perso l'istante prezioso. Mi sono gustata così il gioco di parole suggeritomi inaspettatamente dalla musica, che volevo catturare tra un cabaceo e una mirada.



Un ballerino non deve mai pensare a ciò che sta per fare
perché si balla la musica, non le figure.

Egli deve solo sentire la musica.
I nostri piedi sono come i pennelli di un pittore.
Con essi dipingiamo la musica.

(Carlos Gavito)

lunedì 30 aprile 2018

Spezza con un bacio il filo a cui sto appeso.



Ti bacio,
A occhi chiusi, 
Bacio gli occhi chiusi e le ossa
Che stanno negli universi più nascosti
E quello che di te, c'è qui
In questo mondo
che si scuce,
la carne appena calda carezzata
in controluce.
Portami con te in un supermercato,
dentro un bar, nel parcheggio
di un ospedale.
Spezza con un bacio il filo
a cui sto appeso.
Portami con te in una strada di campagna,
dove abbaiano i cani,
vicino a un'officina meccanica,
dentro a una profumeria.
Portami dove c'è il mondo,
Non dove c'è la poesia.
Chiamami, e conta
Da uno a cento
È bellissimo sentirti dire
Ventidue, trentasette,
Novanta.
Ascoltami, c'è voluto
mezzo secolo di vento
per mettere insieme
Quello che ti sto
Dicendo.
Spesso, di notte,
mi piace pensare
che lo abbiano solo nascosto
il nostro amore,
Messo nella terra come un seme,
E forse altri lo vedranno spuntare.
È bellissimo un amore
Che sopravvive ai suoi amanti.


(Franco Arminio)










sabato 24 marzo 2018

Mettersi a nudo






“METTERSI A NUDO”
Un video self-made e frammenti di una conversazione sulla femminilità
nata sfogliando le pagine di un quaderno di schizzi.



- Roberta, perché ultimamente disegni spesso figure femminili? -
- Ho semplicemente realizzato che è una cosa che non so fare. Mi terrorizzava provarci, ma era anche troppo comodo continuare a disegnare solo soggetti più familiari. E allora mi ci sono buttata.
Sinceramente pensavo che non li avrei neppure mostrati a nessuno. -
- Questi schizzi sono molto sensuali, dolci e forti nello stesso tempo. A che tipo di donne pensi mentre disegni? -
- Non penso proprio! Anzi, sono riuscita a disegnarle solo per questo motivo. Io non vorrei caricarle di significati eccessivi neppure a posteriori. Se vuole, può farlo liberamente l'osservatore. -
Essere donna è talvolta molto faticoso e complicato, però anche molto divertente e indubbiamente creativo. Così, mentre disegno quei corpi mi concedo la libertà di reinventarli e di guardarli pure, forse, con sguardo maschile. Perché no? Ne accarezzo con il mio pennello le rotondità e mi diverto.
Forse qualche illustrazione può apparire anche forte e rude (non queste del video, intendo), ma l'essere donna per me non si limita solo alla dolcezza e alla delicatezza.
Io non ho fatto studi accademici, non so padroneggiare correttamente l'anatomia. Sono pertanto disegni sporchi, pieni di errori e sbavature. Non lo dico per giustificarmi, ma perché ho compreso che ciò che mi interessa non è tanto indugiare sulla riproduzione di forme e proporzioni perfette, in un maniacale esercizio stilistico. Mi stimola concedermi l'immediatezza del gesto e la sfida per me ora è accettare gli errori che ne derivano. È come se guardassi con occhio benevolo queste donne cercando di accettarne anche tutti i difetti che vedo comparire sulla carta affinché loro stesse non si sottraggano alla loro vulnerabilità. Anzi, interpreto i loro difetti come la loro fiera unicità, la loro forza, nella fragile preziosità di un istante complice e sincero in cui si svelano, esattamente come dovrebbe accadere nella vita reale quando due persone si osservano e si ascoltano con attenzione, curiosità e rispetto reciproci.
- "Dipingere è il mestiere di un cieco" ha detto Picasso. Sei d'accordo? -
- Eh, lui la sapeva lunga, artisticamente parlando...
Effettivamente mi piace disegnare utilizzando empiricamente tutti gli altri sensi e solo alla fine guardare il risultato.
Per quanto riguarda le donne, però, sotto sotto lui era sadico e misogino, quindi non aveva uno sguardo amorevole verso di esse, no? -



p.s. perdonate il mio nome a caratteri cubitali nel video, da megalomane, ma è il primo video che realizzo così da sola e non sono riuscita a rimpicciolirlo!

martedì 20 marzo 2018

Senza parole




Nell’Amleto, c'è una frase che recita più o meno così:
«Mai le parole senza i pensieri poterono salire al cielo».
Se dico una cosa senza pensarci, evidentemente non ha dunque alto valore.
Ma pensiamo anche ai tanti, bei, pensieri rimasti senza le parole.
Che delitto! Che occasione sprecata! 
Per fatica, per paura, per indolenza, per incapacità, per mancanza d'esercizio.
Comunque per resa.





mercoledì 14 febbraio 2018

Sottocoperta







"Ah, che cosss'è l'amor", come cantava Vinicio Capossela...

dalle pagine del mio quadernetto degli schizzi per I SOGNI DEGLI ALTRI


(tutti gli altri sogni illustrati, qui)






mercoledì 24 gennaio 2018

Le lacrime al risveglio





"Stanotte è venuto a trovarmi.
Si è seduto sul letto accanto a me e ha appoggiato la sua mano sulle mie gambe pronunciando il mio nome"
"E tu?"
"Ho provato a rispondergli, ma la mia voce era strozzata in gola.
Ha atteso un attimo, poi si è alzato e se ne è andato, senza che io potessi fare nulla."
"Stai tranquilla. Era solo un sogno..."
"Certo. Ma le mie lacrime al risveglio, no. Era il mio papà"

da I sogni degli altri #26
Che cosa sono "I sogni degli altri"? qui

domenica 21 gennaio 2018

Crostata ricotta, cioccolato fondente e zenzero candito



Questa volta ho fatto la brava.
Ho impastato a caso, ma mi sono appuntata le dosi, nel caso la torta fosse risultata buona.
E allora ecco qui la ricetta, pronta per essere rifatta, perché era esattamente come l'avevo immaginata sulla mia lingua.
Inoltre è facile, facile.

per la pasta:
250 gr di farina di grano tenero (la mia era di tipo 1, macinata a pietra)
100 gr di zucchero di canna (il mio era muscovado, per una pasta scura e molto aromatica)
un uovo (l'ho già rifatta anche abolendo l'uovo e sostituendolo con mezzo vasetto di yogurt bianco o di soia)
100 gr di burro (nulla vieta di sostituirlo con - direi - 70 gr di olio di mais)
mezza bustina di lievito (il mio cremortartaro)
la scorza grattugiata di un limone non trattato

per il ripieno:
250 gr di ricotta fresca
30 gr di zucchero a velo (a me sembra più che sufficiente, ma qualcuno potrebbe preferirne di più)
50 gr di cioccolato fondente tritato a coltello
30 gr di zenzero candito ridotto a dadini
un cucchiaio di fecola di patate (o amido di mais) che può essere anche tralasciato nel caso la ricotta fosse molto asciutta
un cucchiaio di rum o liquore a scelta (facoltativo)

Scaldare il forno a 180° C (statico).
Impastare tutti gli ingredienti per la pasta e creare una palla. Lasciarla riposare in frigo in una ciotola coperta per mezz'ora.
Montare la ricotta con una frusta insieme allo zucchero. Unirvi il cioccolato, lo zenzero e per ultimo la fecola (profumando con un goccio di liquore o un pizzico di cannella, se gradito).

Foderare una tortiera (la mia apribile da 20 cm di diametro) con 2/3 dell'impasto. Farcire con il ripieno alla ricotta, livellandolo bene.
Coprire con la pasta rimanente in strisce o come più gradito.

Cuocere in forno per 25-30 minuti, a seconda del vostro forno.






mercoledì 10 gennaio 2018

Io sono suono



"Ho ascoltato ed ho trovato il mio accordo"
vedi su www.behance.net/Il-mio-accordo




Depliant per un percorso conoscitivo ed esperenziale
di ascolto di sé nella dimensione del suono.

lunedì 8 gennaio 2018

Come una conchiglia



Vuoi sapere che cosa sento?

Avvicina il tuo orecchio al mio. Copri l’altro con la tua mano.

Ascoltami come fossi una conchiglia.

Mi faccio cassa armonica del tuo mare silenzio.



lunedì 25 dicembre 2017

Buon Natale 2017





Buone feste, così.
In semplicità, ma sempre con qualche piccolo, essenziale, tocco di colore.


martedì 19 dicembre 2017

Pezzi di me



Son fatta di sogni infranti dettagli inosservati amori irrisolti Son fatta di pianti senza ragione persone nel cuore atti impulsivi Sento la mancanza di luoghi che non ho conosciuto esperienze che non ho vissuto momenti che ho già dimenticato Sono amore e affetto costante, distratta quanto basta non mi fermo un istante Già ho avuto notti insonni ho perso persone molto care ho fatto cose non promesse Molte volte ho desistito senza tentare ho pensato a volte di fuggire, per non affrontare ho sorriso per trattenere il pianto Sono dispiaciuta per le cose non cambiate le amicizie non coltivate chi ho giudicato ciò che ho detto Ho nostalgia delle persone che ho conosciuto dei ricordi che ho dimenticato ed altri che temo di dimenticare, degli amici che ho perso Ma continuo a vivere e imparare. (Martha Medeiros)

venerdì 10 novembre 2017

Ballare il silenzio





Non so suonare. Non so ballare.

Solo - e poco e come riesco - muovere la matita ed il pennello sulla carta, mentre ad esempio ora sto ascoltando questo:



In tanti pensano che i disegni acerbi ed incerti vadano tenuti in un cassetto. Non dico che abbiano torto.

Solo che io sento che devo mettere in atto la strategia opposta con me stessa. Altrimenti chiuderei anche tutta me stessa in quel cassetto. E un metro e settantaquattro ci starebbe scomodo dopo un po', effettivamente.



Non c'è un sistema che funzioni per tutti uguale.

Disegnare ogni volta è un rischio, è esprimere un segno per fermare un istante, è metterci la faccia, anche disegnando solo i piedi. È accettare anche gli errori e le paure.

lunedì 16 ottobre 2017

La Sicilia a Parigi. N'am'a scialari!




Dopo questo evento qui, ancora una volta ho avuto il piacere e l'onore di disegnare per celebrare il cibo italiano, e più precisamente di Sicilia - terra che amo particolarmente pur essendo una montanara nordica - a cui verrà dedicata a Parigi una bella festa a novembre, grazie a Alessandra Pierini e Alain Cirelli, presso Le Purgatoire - 54 Paradis.


Dunque: - N'am'a scialari! -
(trad. Andiamo a spassarcela! On va s'amuser!) 




L'illustrazione anche sull'ultimo numero di Paris c'est bon 

lunedì 9 ottobre 2017

Orecchiette giramondo (zucca cipolla e pistacchi)



Ci son periodi in cui l'agenda richiederebbe di possedere il dono dell'ubiquità.
Poi invece le giornate scorrono col culo inchiodato alla sedia, davanti al tavolo di disegno, per rispettare le scadenze di consegna.
Io però il senso del viaggio ce l'ho dentro. C'è poco da fare, qualsiasi cosa pensi.
Così me ne creo uno anche quando mi alzo da qui e vado ad inventare il pranzo.
Parto così dal Bellunese (con una zucca nostrana - carrozza di cenerentola dolomitica! :-D), scendo in Puglia (orecchiette), faccio una puntatina in Sicilia (pistacchi), e poi risalgo un attimo in Calabria (cipolle rosse di Tropea) in quei soli dieci minuti in cui cuocio ed impiatto una semplice pasta.
Facilissima, buona, veloce.

Unica condizione: aver cucinato prima (anche il giorno antecedente) in forno la zucca a fette, adagiata sulla leccarda, senza condimento e le cipolle, invece, tagliate a spicchietti, leggermente condite con olio, sale e erbette aromatiche dell'orto in una piccola teglia. Quest'ultime necessiteranno di maggior tempo di cottura, finché risulteranno belle morbide, ma preferibilmente anche un po' caramellizzate.

Mentre la pasta cuoce, ho tagliato la zucca a dadini e ne ho schiacciato la maggior parte con la forchetta, stemperandola con qualche cucchiaiata di acqua calda e salata di cottura della pasta.
Ho aggiunto la cipolla tagliata a pezzetti.
A parte ho tostato i pistacchi in un padellino.
Infine ho condito la pasta con la verdura aggiustando di olio e unendo ancora un po' d'acqua di cottura, per mantenerla cremosa.
Io non amo metterci il parmigiano, perché mi piace sentire il sapore netto delle verdure, quindi ho condito semplicemente con i pistacchi tritati e un'abbondante macinata di pepe nero.




martedì 5 settembre 2017

Pasta al gazpacho

Colpi di coda.
Qualche peperone e pomodoro ben maturo sul tavolo della cucina.
Mi illudo che l'estate non sia finita.
Intanto sulla mia scrivania è ricomparsa la tazza di tè caldo. Sob.





No, niente ricetta, né dosi.

quattro pomodori ben maturi
due peperoni
un pezzetto di cipollotto dolce
un ninìn d'aglio 
un cetriolo
erbe aromatiche a piacere
olio, aceto, sale e pepe q.b.

Ho cubettato un terzo della verdura e tenuta da parte per impiattare.
Il resto, frullato, condendo con olio e aceto secondo i gusti. Aglio e cipollotto, ad libitum. Un tocchetto di pan vecchio, sbriciolato, se si vuole aumentare al cremosità.
Era stata pensata e già fatta un po' di tempo fa, per essere mangiata fredda, col gran caldo, ma anche tiepida credo non sia male.







giovedì 31 agosto 2017

Vino

Mi piace molto disegnare per il mondo del vino.
Prima è nata questa etichetta:




Ora per lo stesso produttore ma per questo nuovo bianco, un Riesling, che ha preso il nome di "Col de Doro" dal colle bellunese sul quale questo vitigno è coltivato con rispetto e passione.
Un bianco da far girar ... la testa?!  Non solo!






Il vino è un composto di luce ed umore.
Galileo Galilei


giovedì 24 agosto 2017

I sogni degli altri

Effettivamente i sogni d'estate possiedono spesso tinte forti e lasciano talvolta emozioni vivide sulla pelle.
Così, in una notte d'agosto ne è nato uno un po' strano sulla carta, per mano di due bionde, Francesca Boccaletto (autrice e giornalista) e la sottoscritta, che senza premeditazione, a mezz'aria, si sono incontrate proprio lì in uno spazio surreale e nebuloso...

Io disegnavo da qualche giorno senza un obiettivo preciso, se non quello di sciogliere nuovamente la mano dopo una pausa vacanziera e lei, ad un po' di km di distanza, creava e appuntava conversazioni oniriche un po' con lo stesso spirito d'esercizio.
Nessuna delle due era però a conoscenza dell'operato dell'altra.
Tuttavia il caso ha voluto però che, con un po' di pudore e tra molte ilarità, ad un certo punto ci mostrassimo timidamente i rispettivi quadernetti.
In una fragorosa risata carica di stupore ed incoscienza, ci siamo dette all'unisono: - Ma perché non mescoliamo tutte queste cose? Potrebbe essere divertente! -

Così ha preso il via: I SOGNI DEGLI ALTRI, il nostro progetto onirico scritto e disegnato.









"Ci siamo incontrate a metà strada, nella terra di confine che accoglie i sogni. I nostri e quelli degli altri.
Abbiamo deciso di raccontare quello che abbiamo visto, o anche solo ascoltato, durante il nostro soggiorno in uno spazio sospeso. Ci piace pensare che qualcosa sia realmente accaduto."

--


"I sogni degli altri"
Illustrazioni: Roberta Cadorin 
Conversazioni: Francesca Boccaletto

Tutti i links per seguire il progetto online, qui:
blog:  isognideglialtriblog.wordpress.com/

facebook: www.facebook.com/Isognideglialtri/
instagram:  www.instagram.com/isognideglialtri/

mail: isognideglialtri@gmail.com




sabato 19 agosto 2017

Ciclamini




Passeggiando, ho trovato un tappeto inaspettato di ciclamini.
Quando gli occhi sono spalancati, ci si accorge di cose, piccolissime ed incantevoli, che sembrano lì, quasi per magia. 
E le mani e la matita vogliono prepotentemente catturarle.

mercoledì 9 agosto 2017

Ad-agio estivo




L’unità vissuta dal bambino piccolo: che stringe una mano, trova poi un polso, un braccio, e imparerà a capire come questi siano aspetti, cose, che possono essere distinti, dissociati, possono ricevere un nome, uno dopo l’altro; ma che ancora sa, nel più profondo della sua coscienza senza parole, che essi sono ‘uno’, in quanto vivono, respirano; e sperimenta quindi l’unità come intimità, come felicità. Passare, allora, con il contatto delle dita, da una ‘parte’ del corpo, se questa è la parola, a un’altra. E non sarà carezzare, ma l’esercizio di un senso di cui i cinque più tardi, compresa la vista, non saranno che vane ombre. Così sarà amare. Così sarà, così dovrebbe essere disegnare.

da "Osservazioni sul disegno – Il disegno e la voce", Yves Bonnefoy.

venerdì 30 giugno 2017

Melanzane e amici



Meravigliosa l'estate e le serate trascorse con amici belli...
La musica a volume alto, io cucino contenta.


4 melanzane lunghe viola striate
peperoncino
salsa Worcester
shoyu o tamari, (salsa di soia)
coriandolo fresco o prezzemolo
aglio
olio


Lavare e spuntare le melanzane.
Tagliarle per lungo in quattro e praticare delle incisioni sulla polpa, senza intaccare la buccia (per facilitarne la cottura)
Spennellare leggermente con olio. Cospargere con sale, peperoncino in polvere ed aglio (fresco o secco)
Cuocere in forno a 200°C per mezz'ora o q.b.
Lasciar raffreddare.
Mescolare 1 cucchiai di salsa Worcester con due cucchiai di salsa di soia e spennellare le melanzane.
Cospargere di coriandolo fresco tritato (o prezzemolo)
Lasciar riposare ed insaporire per qualche ora.





Buone servite con hummus o formaggio secondo i gusti.
Semplice, semplice.


mercoledì 21 giugno 2017

Abbracci musicali




"Di fronte a una sonata o a un quartetto che si ama, non sono esattamente idee, né parole, quelle che si affollano dopo l’ascolto; si sente che ci sarebbe tanto da esprimere, ma non in un ordine logico, e nemmeno coerente; è un impeto più simile a quello che a volte sfocia in un singhiozzo, in un abbraccio.”

J. Cortázar

lunedì 12 giugno 2017

Notturni

Notturni.
Disegnare (e rilegare) con John Field e poi a seguire.



In queste notti d'estate e luna piena:
https://youtu.be/AEgqHbe_WXQ



RIso e quinoa rossa con trota e salicornia




per 4 persone:

200 gr  riso basmati
50 gr di quinoa rossa (o riso venere o riso rosso selvatico)
un mazzo di asparagi
il filetto di una trota salmonata (o salmone o gamberi)
un limone non trattato (o arancia o pompelmo)
salicornia, qualche rametto (quantità a gusto, tenendo presente che è salata)
pepe (io ho usato del pepe Timut proviene dal Nepal che ha bacche più piccole e scure del pepe di Szechuan e possiede un'eccezionale nota agrumata che ricorda il pompelmo e il frutto della passione. In cucina si accosta bene con il pesce bianco e i frutti di mare. Ovviamente però potrete usare altro pepe o peperoncino)
olio extravergine d'oliva
sale



Lessare i cereali come da indicazione della confezione e lasciar raffreddare.
Lessare a vapore il pesce (o cuocerlo sulla griglia per un sapore più deciso), lasciarlo raffreddare e spezzettarlo.
Scottare in acqua bollente non salata la salicornia per un minuto (qualcuno la usa cruda, ma sinceramente essendo rimasta sul banco del pescivendolo io non mi sono azzardata a consumarla così) e tritarla grossolanamente a coltello.
Bollire gli asparagi e raffreddarli bene in acqua gelida, affinché preservino il loro bel verde.
Condire sul fondo di una capace ciotola gli asparagi a tocchetti con l'olio, il succo e le zeste dell'agrume, sale e pepe q.b.
Unire il pesce, la salicornia e i cereali.

Facile, veloce e fresco. 
L'avevo promesso qui, no?











giovedì 1 giugno 2017

Limone





[...]

Così, quando la tua mano
strizza l'emisfero
del tagliato
limone sul tuo piatto,
un universo d'oro
tu spargi,
un giallo calice
di miracoli,
uno dei capezzoli odorosi
del petto della terra,
raggio di luce convertito in frutto,
il minuscolo fuoco di un pianeta.


(P. Neruda)

mercoledì 24 maggio 2017

lunedì 22 maggio 2017

Tracce







Non so se questo fatto di non avere un paio d’ali sia premio o castigo […] Io non so se in questa schiena senza ali ci son grandi pianure da cui fare il decollo, se in questa spina dorsale ci sono istruzioni per la manovra di decollo, se sono io la freccia di questo arco della schiena, se sono io arco e freccia (M.G.) Ecco perché io, Roberta, amo che gli abbracci siano a tutto tondo: quando le mani arrivano a toccare le scapole, radici di quelle ali che non ci sono più o che debbono ancora spuntare.
Chi lo sa.

lunedì 8 maggio 2017

Gentilezza




La gentilezza nelle parole crea intimità.

La gentilezza nei pensieri crea profondità.

La gentilezza nel dare crea amore.

(versi Lao-tzŭ - illustrazione Roberta Cadorin) 

giovedì 9 febbraio 2017

Variazioni musicali



"Quello che esce fuori è ciò che sento.
Non mi va di fare una cosa così com'è. Devo cambiarla alla mia maniera.
È tutto quello che so.“


(Billie Holiday)


Io sottoscrivo coi miei pastelli nuovi che mi sono regalata e di cui mi sto innamorando.

lunedì 6 febbraio 2017

Musica






È un trapasso di forme da una vita / ad un’altra. Concerto in cui / cambia solo l’orchestra. / Ma la musica resta, è là.
versi di Mariangela Gualtieri