venerdì 20 marzo 2020

Dammi quella tua bocca

"Dammi quella tua bocca, il secolo che serve per sentirla tutta con le mie labbra per accarezzarla con la cautela di tutti e cinque i sensi. 
Dammi quei tuoi occhi. Mi sentono, mi serve. 
Dammi il secolo che serve per sentire il velluto dei tuoi occhi.
Riempimi del rumore di te, ingombrami dell’odore. 
E dopo dimmi questo che cos’è.
Dimmelo con una luce o col colore.
Le nostre labbra parole non ne hanno."







Questa donna era nata in totale libertà sulla carta, un po' di tempo fa.
Avevo donato il disegno d'istinto agli occhi belli di Federica.
Poi me ne ero perfino scordata, come ultimamente spesso mi accade con alcune piccole cose (e certo non perché sminuisca cose o gesti, ma per ben altri motivi indipendenti dalla mia volontà).
Ieri però Federica mi ha stupito e commosso all'improvviso, così, inviandomi questo testo scritto appositamente.
Abituata a lavorare da sola, amo tanto farlo invece con qualcuno anche che magari conosco poco, ma che già mi piace.
Due teste e due mani si possono incontrare lì, a mezz'aria, e regalare un terzo nuovo sentiero, inaspettato.
Grazie Federica.

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