venerdì 14 dicembre 2012

Un regalino sotto la neve

Per gli spiriti vintage e per i rari, irriducibili nostalgici e romantici che desiderano ancora inviare i propri auguri di Natale utilizzando un cartoncino illustrato, anzichè spedire in automatico sms o mail a profusione, ho preparato questo:



Sarà a vostra disposizione, (il file in pdf, in alta risoluzione, in formato 10x15cm), qualora desideriate stamparvelo, facendomene semplicemente richiesta alla mail: cobrizoperla@gmail.com
Se li stampate invece in formato più ridotto, potrete utilizzarli anche per cartoncini fermapacchi natalizi fai da te.


Ed ora via di corsa a giocare sulla neve!




ieri...         ed oggi

mercoledì 12 dicembre 2012

A crumbled day: un giorno del cavolo... in briciole.

Non ricordo se l'ho già detto... ma la mia adorabile nonna Amabile (un nome, una verità) era solita dire:
"Co' i afari va mal, el corpo nol ha da patìr"
Traduco: quando gli affari vanno male, il corpo non deve patire.
Ovviamente per affari non intendeva necessariamente affari economici, ma in senso più ampio, affari di vita... percui lei sosteneva che fosse meglio non trascurarsi, ma mangiare, per sostenersi.

Con la tristezza nel cuore talvolta non è facile neppure mangiare. 
It's a crumbled day... e allora io scherzo così oggi (giocando con questo rosso irriverente in quest'immagine frivola che ho preparato per Salutiamoci), anche se non ci sarebbe nulla per cui scherzare, ma solo stare a guardare in silenzio il cielo azzurro e quanto belle sono le montagne oggi, anche per te.
Se è vero che "il cielo è di tutti gli occhi," siamo in tanti oggi lassù... e forse sarà un po' meno difficile...
ma accidenti:

Spiegatemi voi dunque,
in prosa od in versetti,
perché il cielo è uno solo
e la terra è tutta a pezzetti.
(G. R.)





 Crumble salato di cavolfiore al garam masala


il cavolo veste Prada ;-)


un cavolfiore bianco (sarà stato 1/2 kg crudo, mondato)
un cucchiaino di garam masala (o curry in alternativa)
2 cucchiai di olio e.v.o.
50 gr di farina di riso
20 gr di farina di ceci
50 gr di nocciole tostate tritate finemente
sale q.b.
acqua fredda q.b.

Lessare le cimette di cavolfiore al vapore o in acqua leggermente salata bollente (non dovranno essere troppo al dente ma un poco morbide).
Mescolare le farine con le nocciole, l'olio, il sale, il garam masala e poca acqua, quanta sarà sufficiente per ottenere un composto bricioloso simile a quello tipico del crumble (bastano poche cucchiaiate). Lasciar riposare al fresco.
Le mie ricette lasciano aperta ogni possibilità, lo sapete: a questo punto potrete allora lasciare le cimette integre del cavolfiore oppure ripassarlo in padella con un po' d'olio ed ancora un pizzico di garam masala e/o ricavarne una purea utilizzando lo schiacciapatate a fori grossi.
(io li ho cotti al vapore e poi ripassati in padella)
Porzionare comunque infine in cocottine da forno individuali (oppure usare un'unica teglia grande).
Coprire con l'impasto di pasta, pressandolo un poco.
Passare in forno per 10 min sotto il grill a 200° o q.b. a seconda del vostro forno, finchè la crosta sarà croccante.



sabato 8 dicembre 2012

Il corpo e lo spazio



I
Il corpo è lo spazio
primo e ultimo dell’uomo.

II
Il corpo ha un posto nello spazio
e lo spazio ha un posto nel corpo.

III
Non ci possono essere due corpi
nello stesso spazio nello stesso momento
ma due tempi e due spazi
nello stesso corpo.

IV
Lo spazio non è forma o materia,
non causa o orizzonte;
è ventre, è aria, è ombra,
e, soprattutto, lo spazio.

V
Lo spazio non si muove con il corpo,
rimane al suo posto;
ma a volte
il mio spazio è il tuo corpo.

VI
Il tuo spazio è indifferente per il corpo,
finché non lo occupa;
poi si trasforma in spazio occupato.

VII
Il problema di Aristotele era di sapere
se lo spazio stesso occupa spazio;
il problema della morte era quello di occupare
lo spazio di Aristotele.

VIII
Il corpo è uno spazio
tende ad andare in un altro spazio;
verso l'alto il pesante
verso il basso leggero
il mio verso te.
In questo modo nessuno
è felice nel suo spazio.

IX
In amore lo spazio non si muove
quando il corpo invade il centro;
lo spazio rimane quieto,
solo il tempo si muove nello spazio.

X
Il corpo dell'uomo viene da un posto lontano,
il tuo da vicino.

XI
Andato il corpo,
lo spazio rimane.
                (Homero Aridjis)







Poi il mio corpo si è spostato, nello spazio.
Non ci possono essere due corpi
nello stesso spazio nello stesso momento
 ... e, dallo spazio, è piombato a terra.
Non potevi dirmi che c'eri tu, già lì?
Ora il mio corpo occupa un nuovo spazio, quello di una caviglia gonfia come una mongolfiera che non ha retto il volo e tu chissà che risata hai fatto.

martedì 4 dicembre 2012

La verde trama



Disfano, i giorni, il cencio da Te fatto:
Si stringe a vista d’occhio, sotto mano.
La verde trama è presto diventata
Celeste, grigia, e poi marrone, stinta.
E ai bordi è lisa, come di batista.
Mai i pittori descrivono la fine
Del viale. A quanto pare si ritira,
A lavarlo, il vestito della sposa,
E anche il corpo non si fa più bianco.
Sia che secchi il formaggio, o manchi il fiato. 
Ossia: l’uccello è un corvo, di profilo,
Ma in cuore è un canarino. E’ che la volpe,
Quando l’azzanna, semplice, alla gola,
Non sta a badare se è sangue o tenore.

Iosif Brodskij





sabato 1 dicembre 2012

Salutiamoci. Dicembre e i cavolfiori.



Pistaaaaaaa. Arrivano i cavolfiori!
Io li ho disegnati, ma in realtà a dicembre cavolfiore (bianco, verde, rosso, viola), broccolo, cavolo romanesco e fiolaro saranno gli ingredienti protagonisti del nostro progetto "Salutiamoci"
Per tutto il mese l'iniziativa sarà ospitata da Mirco nel suo bel blog verde L'Orto di Michelle e potrete parteciparvi secondo le solite regole.
Che aspettate allora? Scaldate i muscoli e scendete in pista con... i mestoli ai piedi! :-)



Qualche ricetta semplice di Cobrizo coi cavoli 'fiorati':

pasta integrale con cavolfiore, pistacchi e epices colombo
gnocchi di cavolfiore al tè matcha 
torta salata di riso integrale e broccoli
purè di cavolfiore



Con queste ricetta salate partecipo anche al contest Felici e Curiosi di Ravanello Curioso 


 

venerdì 30 novembre 2012

Medusa

Un ombrello medusa traghetta sirene...
Tu venissi a trovarmi oggi, ti farei ascoltare questa canzone che mi piace tanto tanto.



 




Respira
prenditi
il tuo tempo, di te e di me
ancora un po'
pensa a noi
perché quando poi tu leggerai
io non ci sarò
sarai lì immobile come polvere
ricorderai noi due
piangerai
ormai io non sarò che un triste addio
io non ci sarò
tu non ci sarai
immobile, di pietra, senza di me.


Sembra forse un po' triste per il testo, ma ha un'incredibile bellezza acquea fluttuante ed io ci nuoto dentro, leggera...



... e questa sera me la sono ascoltata, live, in teatro.

video

 (Belluno, 30 novembre 2012)

lunedì 19 novembre 2012

Bluebird




C’è un uccellino blu nel mio cuore
che vuol venir fuori
ma io sono furbo,
lo faccio uscire solo qualche volta
di notte
quando tutti dormono.
Gli dico: -Io lo so che sei lì, quindi
non essere triste.-
Poi lo rimetto dentro
ma lui in quel frangente
canta un po’
(non l’ho fatto morire del tutto)
e in quel modo
dormiamo insieme
con il nostro patto segreto.
Ed è bello abbastanza
da far piangere
un uomo.






Ma io non piango,
e voi?
(C.B.)


qui la versione originale






giovedì 15 novembre 2012

Zuppa di cipolle e lenticchie con miglio dorato

La temperatura qui è scesa bruscamente da qualche giorno.
Altro che pic-nic fuori porta! Di sera si è riacceso il caminetto e si gradisce ancora qualcosa di caldo e confortevole.
Si riassapora la necessità di qualcosa di sano ed equilibrato dopo i piacevoli eccessi pasquali.




1,3 kg di cipolle bianche fresche
150 gr di lenticchie decorticate
1 cucchiaio e mezzo di questo dado vegetale
800-1000 gr d acqua
timo, alloro e/o erbe a piacere
2 cucchiai d'olio
un pezzo di alga wakame (facoltativo)
pepe a scelta

2 tazzine di miglio
7 tazzine d'acqua
un pizzico di sale

Mondare e lavare le cipolle.
Tagliarle a fette, non necessariamente troppo sottili.
Farle appassire nell'olio riscaldato in un tegame dal fondo pesante (di ghisa o di coccio).
Aggiungere metà dell'acqua bollente, il dado vegetale, l'alga e gli aromi.
Cuocere con il coperchio a fuoco basso per venti minuti.
Lavare le lenticchie e scolarle. Unirle alla zuppa, insieme alla restante acqua calda e lasciar cuocere, sempre coperta per venti-trenta minuti.
Rimuovere l'alga (o se piace, tagliarla a filetti sottili e tenerla da parte per la decorazione finale).
A parte cuocere il miglio lavato e tostato nell'acqua, per assorbimento della stessa, per venti minuti. Lasciar riposare perchè si sgrani meglio.
Prelevare metà della zuppa e ridurla in crema con un frullatore, quindi riunirla al resto nel tegame.
Unire il miglio alla zuppa e regolare di sale, se necessita e condire con altre erbette tritate ed una macinata del vostro pepe preferito.

Per una zuppa macrobiotica bilanciata, non occorrerebbe neppure aggiungere altro olio a crudo.
Fate vobis.
:-)


La mia vita ad impatto zero

Ciao luna Tao.


Chi mi segue da tempo sa che non sono vegana anche se idealmente mi piacerebbe che il mio rispetto universale mi portasse a tanto. Sono tendenzialmente macrobiotica, ma ultimamente non amo neppure usare tali definizioni per parlare di persone e di cibo perchè queste sono davvero troppo limitative. Talvolta il termine macrobiotica mi serve per far capire sinteticamente che non sono neppure vegetariana, perchè mangio il pesce, ma, a differenza di vegetariani e vegan, cerco di non mangiare lo zucchero, le uova, i latticini.
La macrobiotica però è molto di più e mi piace per questo (perchè se davvero la si conosce si comprende che in realtà non vieta proprio nulla), ma non è a questo a cui pensavo mentre disegnavo oggi...
Mi andava invece di fare alcune riflessioni circa i pregiudizi che spesso tutti noi abbiamo nel confronti di coloro che sentiamo diversi da noi e le forme di fanatismo che talvolta le idee, seppur valide, prendono.
Il diverso spaventa, mette in discussione, richiede di fare una scelta e poi pretende coerenza, tenacia, ma anche rispetto, tout court.
Avevo leggiucchiato qua e là in rete di una vip vegana italiana che aveva fatto un esperimento ecologico: si era prefissata di vivere per qualche mese ad impatto zero.
Sì, vabbè, forse direte voi, come ho pensato all'inizio io, la solita trovata eclatante, fine a se stessa fatta da una che vive a Milano e lavora pure nel mondo della moda, della musica e spettacolo... Che senso ha fare un gesto del genere, trascinando figlio piccolo e padre anziano in una crociata che mi pareva solo un isolato colpo di testa plateale?, mi chiedevo. L'ennesima radical chic che ha tempo da perdere e si è svegliata un giorno con l'idea di farci una ramanzina sull'ambiente? La versione de noialtri di Leo Hickman?
Il personaggio in questione mi era pure sempre stato simpatico in realtà (è una bella donna, briosa e piena di capacità professionali), poi di recente l'ho sentita anche parlare in una grande convention a riguardo e mi son piaciute pure la sua sicilianità infarcita di energia positiva e la sua facile comunicatività piena di ottimismo e, sì, così mi sono ricreduta: ho comperato subito il suo libro e mi è piaciuto!
Mi son detta: Roberta, vedi come eri stupidamente prevenuta pure tu, pur masticando da tempo di questi temi e questa sorta di cibo?
Lei si chiama
Paola Maugeri e il titolo è "La mia vita ad impatto zero"

E allora ben venga un messaggio così risonante se ha da essere un esempio e un modo per risvegliare menti assopite o menefreghiste per sottrarsi dalla logica: "Work, buy, consume, and die" (= Lavora, compra, consuma e muori)
Era nel film Fight Club che si recitava qualcosa che suonava più o meno così: "Ci affanniamo per comprare cose che non ci servono con soldi che non abbiamo per impressionare persone che non ci piacciono"?
Paola ci esorta a riflettere sui nostri ritmi di vita e lo fa parlandoci anche di alimentazione perchè "meno benessere porta più ben vivere" e mangiare raffinato non significa davvero essere più raffinati ed evoluti.
Se l'intelligenza creatrice ci ha dato la possibilità di studiare e comprendere il nostro potere di critica individuale, - ci ricorda - abbiamo il dovere di essere presenti alla nostra vita, ed essere consumatori critici.
Ecco perchè mi piace chi parla di e consuma cibo in un certo modo, prediligendo la semplicità, la genuinità e la misura, cercando nel contempo di evitare l'arroganza che talvolta hanno coloro che in questo ruolo si ergono da "illuminati" e che vorrebbero evangelizzare il mondo.
[Mi auguro sempre che il nostro progetto di Salutiamoci non scivoli in questo errore! ;-)]
Non è solo mangiare in un certo modo che ci salvaguardia dallo stare male. Mangiare in un certo modo ci permette un equilibrio diverso e migliore. Il cibo nutre il nostro sangue, il sangue nutre le nostre cellule, le nostre cellule danno vita ai nostri pensieri, ricorda anche la Maugeri (non è fantascienza, credetemi: millenni di Medicina Tradizionale Cinese documentano la correlazione tra i 5 elementi, il sistema di organi ed emozioni ad essi associate sottolineando che una buona alimentazione va a ripercuotersi positivamente tanto sul nostro corpo che sulla nostra mente).
Il mondo può essere cambiato a partire dal cambiamento del singolo: una persona alla volta (come dice il buddismo) e con piccoli passi può operare una rivoluzione lenta, ma profonda, e le prime artefici di questa rivoluzione siamo noi donne, femmine, che possediamo il più grande potere, in cucina.
Noi abbiamo il potere di mantenere in vita o di far morire la gente che amiamo! (Michio Kushi). Il nostro regno è la cucina e qui possiamo fare la nostra rivoluzione, tre volte al giorno, nel piatto: "Change the world three time a day!"
Noi dobbiamo essere l'azione, dobbiamo far parte della soluzione, non del problema, prosegue la v.j.
L'alimentazione sana e biologica non è cosa solo per pochi eletti: comperare cereali integrali e legumi è la base e non costa davvero molto. Ciò che costa è abolire il superfluo, (quando questo diventa un'abitudine e non più uno sfizio ogni tanto), e cercare sistemi alternativi per fare la spesa (come i G.A.S.), ad esempio, e ancora leggere le etichette, riflettere prima di riempire il carrello di prodotti industriali, ecc...
Essere attenti all'ambiente non vuol dire essere rinunciatari, nè timorosi di possibili incongruenze nel nostro percorso di crescita e di miglioramento, perchè questo è lento e può durare una vita, senza dever essere giudicanti e punitivi.
La vita può e deve essere piacevole e godibile, anche se ci si pone un fine nobile, senza dover essere troppo rigidi con sè stessi, ma anche senza curarci di coloro che staranno comunque ad aspettare e condannare sempre l'umanità dei nostri errori!

Brava Paola!

qui vi consiglio di ascoltare integralmente il suo intervento all'OK Expo 2012 Sana Editio, (anche se ve ne ho già anticipato i passi salienti), comunque anche se non foste vegan o non vi risultasse simpatica questa categoria.




martedì 13 novembre 2012

In sordina


Non sono pittore, sono poeta.
Perché? Forse preferirei essere pittore, ma non lo sono.
Ad esempio, Mike Goldberg sta iniziando un quadro.
Vado a trovarlo. "Siediti e bevi qualcosa" dice.
Bevo, beviamo. Guardo in alto. "Ci hai scritto SARDINE."
"Sì, lì ci mancava qualcosa." "Ah." 
Me ne vado, passano i giorni e ritorno. Il quadro va avanti;
me ne vado, passano i giorni. Ritorno.
Il quadro è finito. "Dov'è SARDINE?"
Resta solo qualche lettera, "Era troppo pieno," dice Mike.
E io?
Un giorno penso a un colore: l'arancio. Scrivo un verso sull'arancio.
Ben presto diventa una pagina di parole, non di versi.
Poi un'altra pagina. Ci dovrebbe essere molto di più, non d'arancio, ma di parole,
su quanto sia terribile l'arancio e la vita. Passano i giorni.
È perfino in prosa, sono un vero poeta. La poesia è finita
e non ho ancora nominato l'arancio.
Sono dodici poesie, le chiamo ARANCE.
E un giorno in una galleria
vedo il quadro di Mike intitolato SARDINE.
(Frank O'Hara)







illustrazioni per Salutiamoci

venerdì 9 novembre 2012

Pour d(ess)iner... la Zucca. Salutiamoci di novembre.




Qui si cerca di disegnare più che si può... e quindi non c'è tempo di inventarsi grandi cose ai fornelli nè di fotografarle...
Io però sono tanto contenta di nutrirmi di nuovo anche così.

Il mese di novembre della nostra iniziativa Salutiamoci festeggia intanto la zucca, e la raccolta è ospitata da Dealma, de La via macrobiotica.
Cercate dunque la vostra zucca, e una volta superata la mezzanotte e accertato che non sia una carrozza, cucinatevi tutte le vostre idee e portatele da lei.
Io intanto vi suggerisco queste mie, se già non le conoscete.


Cocottine di zucca e cardi
Gnocchi di cavolo nero con zucca e profumo d'arancia
Zuppa Zeta, di zucca, zenzero e zafferano
Ravioli ripieni di zucca e porri
Riso e zucca
Pasta al forno con cavolfiore, zucca e Genmaicha
Sformatini morbidi di zucca al vapore
Zuppa di zucca, porcini e castagne





martedì 6 novembre 2012

Sarmede. Rifornimento in volo.



Mi faccio un regalo: ritorno a Sarmede dopo, credo, 12-13 anni.
Mi affido all'istinto e scelgo quasi a scatola chiusa il mio maestro illustratore.
Dapprima tanta paura. Pochissimo sonno. Poi non sento neppure più il bisogno di mangiare.
h 9.30-19.00: titubanze, disegni, emozioni, intuizioni, errori, sorprese, regali, risate e tesori.
Ritrovo un senso per tutti i miei colori accumulati e le pagine lasciate bianche, negli anni.
Dopo 4 giorni di full immersion, rincaso con la febbre per il freddo patito nel b&b, ma anche con un carico di inestimabile calore e colore in valigia.
Grazie Javier per la tua generosità, l'onestà e la sincerità professionale, e a tutte le belle persone che ho incontrato.
Meglio non avrei potuto scegliere: le persone giuste nel momento giusto.
Molto, molto più di un regalo.

 (il sito del mio maestro, Javier Zabala  qui)



Las palabras en los dedos.




giovedì 25 ottobre 2012

Insalata autunnale d'uva, cavolfiore e castagne (per Salutiamoci)



Ho composto quest'insalata mentre stavo cucinando questa torta salata, con un pensiero al nostro progetto di Salutiamoci,  questo mese ospitato nella tana golosa di Kitchenbloodykitchen di Alice. 
L'accoppiamento è facile, ma piacevole. Se non avete le castagne andranno bene anche altri semi oleaginosi tostati a vostro piacere.
Il sommacco (cos'è qui) non è indispensabile, ma secondo me la sua nota acidula si sposa benissimo con il resto degli ingredienti.

un cavolfiore medio (comprese le foglie più tenere)
un grappolo d'uva bianca pizzutella (o altra uva dolce con buccia sottile)
8-10 grossi datteri
una manciata di castagne arroste o bollite oppure di anacardi non salati (o nocciole, noci, ecc.) o entrambi
olio extra vergine d'oliva q. b.
sommacco
sale e pepe

Lessare il cavolfiore al dente, diviso in cimette. Lessare anche le foglie verdi (quelle più belle e tenere), quindi una volta fredde, tritarle finemente a coltello.
Lavare l'uva e staccarne gli acini. I più meticolosi, elimineranno anche i semini. Io no. ;-)
Denocciolare i datteri e tagliarli a dadini.
Spezzettare le castagne arroste o tostare a secco in un padellino gli anacardi.
Condire tutto in un'insalatiera con olio, sale, pepe e sommacco, girando delicatamente.



lunedì 22 ottobre 2012

Giochi per una festa di compleanno


Son passate ormai un po' di settimane, ma da queste parti si son festeggiate le 8 primavere di Giacomo.
L'organizzazione della festa di compleanno, per quanto semplice e casareccia, ci ha visti impegnati per qualche giorno.
Pur non essendo questo un "mommy blog", ho pensato che forse questo breve decalogo potrebbe ugualmente essere d'aiuto per qualcuno, facilitando la ricerca e la concretizzazione d'idee per un'occasione da festeggiare tra bambini. Lo avessi trovato già pronto, anzichè dovermi scervellare, lo avrei gradito molto e mi sarei risparmiata un bel po' di tempo!
Conditio sine qua non: è indispensabile che la festa avvenga all'aperto e con una bella giornata.

- Tralascio tutta la parte degli inviti, numero degli invitati, decori e cibarie varie in cui farete come meglio credete. (i miei dolci erano senza zucchero, burro e uova: se vi interessa il perchè, è riassunto bene qui)

- Dividete i bambini in due o più squadre (suggerisco di far lanciare una monetina, altrimenti è dura organizzarle e dividere certe coppie di amici)

- Qui sotto ci sono i giochi che avevamo pianificato noi. I percorsi potranno essere tracciati con gessetti per terra o con nastro adesivo o ancora con il nastro da cantiere, a strisce bianche e rosse.
Vi consiglio di creare una scaletta di giochi alternando quelli dinamici a quelli di ragionamento, quelli manuali o di pazienza, per bilanciare le energie impiegate ed equiparare al meglio slanci maschili e femminili, dando così la possibilità di concedere loro un po' di riposo fisico dopo il movimento, ma anche per far applicare al meglio ogni gruppo dando risalto alle caratteristiche diverse dei singoli bambini.
Sceglieteli, mescolateli e adattateli alle vostre esigenze, come preferite:

  • Corse con la carriola. C'è bisogno che la spieghi? (vedi foto)
  •  Corsa coi sacchi. Io ho reperito i sacchi di iuta in un consorzio agrario. Credo comunque che alla peggio anche dei grandi sacchi per i rifiuti potranno essere un'alternativa accettabile.
  • Collane di pasta. Saranno sufficienti un pacco o più di pasta di qualità scadente e basso prezzo e dello spago tagliato in parti uguali. Vincerà chi infilerà più maccheroni nel minor tempo, annodando lo spago in collane.
  • Percorso coi cucchiai (sono necessari un cucchiaio di plastica usa e getta per ciascun bambino e delle palline da ping pong anche se si potrebbe giocare con le uova che però ho reputato troppo pesanti e... sconvenienti per ovvi motivi). Si potrà costruire un percorso da far fare loro col cucchiaio in bocca che regge la pallina che non dovrà cadere (altrimenti si dovrà retrocedere e ricominciare il percorso) e cronometrare il tempo oppure metterli in fila e obbligare il primo a fare un tratto di andata e ritorno verso il secondo della fila a cui dovrà consegnare la pallina come testimone di una staffetta.
  •  Camminata coi barattoli. Sono necessari della corda di nylon o comunque resistente e quattro barattoli di latta con coperchio, vuoti e possibilmente nuovi. Io li ho reperiti in un negozio di colori che me li ha venduti vuoti. Con un punteruolo o un chiodo e un martello dovranno essere forati in due punti diametralmente oppsti, appena al di sotto del tappo. Infilata la corda nei fori, tagliata della misura che intercorre circa tra piede e mano di un bambino in piedi, e chiusa ad anello, possibilmente all'interno del barattolo, i barattoli veranno usati a mò di trampoli per camminare.
  • Salto con le castagne. Noi abbiamo utilizzato delle castagne matte (quelle dell'ippocastano, raccolte in abbondanza) contrassegnate con un po' di smalto colorato per differenziarle per le due squadre. Il gioco prevederà due tracciati uguali e speculari che dovranno essere percorsi da ciascuna squadra saltellando su una gamba sola. Lungo il tragitto vi saranno delle castagne da raccogliere (sempre senza mai appoggiare il secondo piede a terra, altrimenti si dovrà ritornare alla partenza e ricominciare da capo). Al termine del percorso, raccolte tutte le castagne, le stesse dovranno essere tirate dentro un unico secchio,  comune alle due squadre. Vince ovviamente la squadra che raccoglie il maggior numero di castagne.
  •  Il pallone nel sandwich. Si gioca a coppie. I due bambini si mettono uno di fronte all'altro, molto vicini con un pallone premuto tra il petto. Non potramnno prendersi per le braccia e le man dovranno invece essere tenute dietro la schiena. In questa posizione dovranno camminare lateralmente e raggiugnere un traguardo senza far cadere il pallone. Chi sbaglia dovrà lasciare il turno ad un'altra coppia.
  • Tangram. Il tangram è un rompicapo cinese composto da 7 pezzi (il nome significa appunto "le sette pietre della saggezza"). Io ne ho riprodotti due (tante erano le squadre) in grande scala, 30x30 cm, in un cartoncino molto spesso, per intenderci quello grigio, da rinforzo, usato ad esempio dai rilegatori, che ho reperito in una cartoleria-tipografia. Se avete fortuna, magari ve ne regaleranno anche solo qualche pezzo di scarto. Non sarà semplicissimo tagliarlo, ma saranno sufficienti un buon cutter resistente, un po' di pazienza e di attenzione, seguendo il disegno qui. Lo scopo del gioco varierà a seconda dell'età dei bambini e del tempo che vorranno dedicarci: potrà essere sufficiente vedere quale delle due squadre sarà in grado per prima di ricomporre il quadrato, oppure potrà diventare più complesso se si vorrà sfidarli anche ad inventarsi qualche figure utilizzando in modo creativo tutti i pezzi, ma in diversa composizione, come si può vedere qui
  •  Acqua in bocca. Saranno necessarie 2 bottiglie di plastica piene d'acqua e 2 vuote, del nastro adesivo di plastica o carta e tanti bicchierini di plastica quanti sono i bambini. Abbiam tagliato le bottiglie vuote circa a due terzi dell'altezza, in coincidenza con la parte più bombata e rivestito la parte tagliata con il nastro adesivo, perchè non risultasse pericolosa e tagliente per i visetti dei bimbi. Ogni bambino, a turno, si riempirà il bicchiere d'acqua e con questo berrà e tratterrà in bocca quanta più acqua potrà. Di corsa andrà poi a versarla nella bottiglia tagliata della propria squadra, posta distante, dando quindi il via a partire al secondo bambno... Lo scopo del gioco sarà ovviamente raggiungere il maggior livello di acqua raccolta nella bottiglia della propria squadra.
  • Tiro al bersaglio. Procuratevi quante più lattine vuote potete di coca, aranciata, ecc... di ugual dimensione. Nel nostro caso non facendone uso, ho chiesto in un paio di pizzerie ed un kebab di mettermele gentilmente da parte. Una volta ben lavate, abbiamo costruito una piramide e con un paio di palline morbide se n'è fatto un tiro al bersaglio rumoroso e divertente. Le palline potranno essere anche realizzate con carta recuperata di giornale, appallottolata ed avvolta con scotch.
  •  Bicchieri in equilibrio. Con una piccola asse (lunga circa un metro e larga 5 cm e ma non troppo pesante) ogni bambino dovrà percorrere un tragitto prestabilito tenendo su ciascuna estremità della stessa qualche bicchiere di palastica pieno d'acqua senza rovesciarla.
  • Il minestrone di legumi. Procuratevi due grandi piatti o vassoi possibilmente uguali. Pesate ugual peso di granaglie miste secche (esempio: 50 gr di lenticchie, 100 gr di ceci, 100 gr di fagioli cannellini, 100 gr di fave, ecc.; per me è stato anche un modo per controllare la dispensa e svuotarle da legumi prossimi alla scadenza) e versateli, mescolandoli, in ciascun vassoio. Il gioco consisterà di selezionare, con pazienza e minuzia i diversi tipi di semi nel minor tempo possibile, riponendoli in tanti piatti di plastica quanti sono i tipi di legumi utilizzati per il gioco.
  • L'esercizio matematico prevederà la risoluzione di qualche operazione (che ovviamente varierà nella difficoltà a seconda dell'età dei bambini giocanti). Vince evidentemente la squadra più veloce e con maggiori risultati esatti. Nel nostro caso erano ad esempio come queste:
7 x 6 = . . . . . . . . . .  - 34 = . . . . . . . . . .  x 4 = ?
3 x 8 = . . . . . . . . . .  - 18 = . . . . . . . . . .  x 4 = ?
4 x 5 = . . . . . . . . . .  - 17 = . . . . . . . . . .  x 6 = ?

  • L'esercizio linguistico, a tempo, prevederà ad esempio la ricerca di parole in rima al fine di completare un breve testo assegnato loro. Vince evidentemente la squadra più veloce nella consegna. Nel nostro caso avevamo assegnato questo:  
Dopo il giorno vien la . . . . . . . . . .
dopo l'inverno vien la  . . . . . . . . . . 
dalle viti viene il . . . . . . . . . .
viene il fumo dal . . . . . . . . . .
va la mucca con il bue
van le ochette a due a . . . . . . . . . .
e la vita in fondo in fondo
è un allegro . . . . . . . . . . !


Inoltre potete aggiungere i classici:
  • Tiro alla fune
  • Bandierina
  • Moscacieca
  • Caccia al tesoro 
  • Strega comanda color
  • Quattro cantoni
O per ridere:
  • Vocino, vocione, vociò. Un bambino scelto a turno verrà bendato e lasciato al centro del gruppo in cerchio. Interrogando ciascuno degli altri bambini, segnandoli col dito (o chiamando un numero loro assegnato in precedenza), dovrà riconoscerli dalla voce. Ovviamente tutti dovranno rispondere modificando la loro voce, ora con un vocione o un vocino sottile.
  • Telefono senza fili. I bambini devono disporsi tutti in un'unica fila. il primo ad un'estremità inizia il gioco bisbigliando una parola o una frase all'orecchio del suo vicino. Questo deve ripetere la stessa frase al bambino accanto, e così via fino all'ultimo della fila, che ripete la frase ad alta voce. Il divertimento deriva dal fatto che la frase riportata dall'ultimo giocatore è spesso molto diversa da quella di partenza, a causa del combinarsi e sommarsi di errori successivi di interpretazione. In questo caso non ci son vincitori o vinti.
Premi.
Noi abbiamo deciso alla fine di premiare ciascun bambino (e non solo la squadra vincitrice) con un piccolo pensiero, uguale per tutti, ma facendo distinzione di sesso. Abbiamo confezionato ciascun regalino in un semplice sacchettino bianco (con contrassegno diverso per maschi e femmine) da far pescare loro in una grande scatola.

Allora, siete pronti? Viaaa... e buon divertimento! ;-)



p.s. : vi va di aggiungere nei commenti anche le vostre idee?


lunedì 15 ottobre 2012

Ruvida ma morbida (torta morbida di ceci)

Sono indietro su tutti i fronti. Ci sono illustrazioni, post, bijoux e altri lavori che aspettano, con accumulato ritardo... Io corro tra un corso pomeridiano e l'altro, con un libro in borsa e ritrovo, attraverso le pagine, amici belli che mi commuovono nel racconto del loro dolore, ma rinfrancati dalla saggezza che la maturità fortunatamente ci regala, anche se a prezzo di qualche magagna...

... Ma i grop i vien al pèten, l'è destin.
e dal vestito liss e inamidà,
sponta fora doi man da contadin
che me tradiss, beata verità...
 
Abbraccio e poi sento al telefono pezzi di vita che mi fanno vibrare, piangere e ridere insieme.
Poi le mie mani tornano ad impastare la pioggia.



Non è una farinata, nè assomiglia a questa  pur utilizzando le cipolle.

470 gr ca di ceci già lessati (evvabbè, per chi vuole anche in barattolo, ma almeno di vetro)
3 patate (ca 330 gr)
200  gr di latte di soia
60 gr di farina di riso
1 cucchiaino di curcuma
2+2 cucchiai di olio d'oliva e.v.
cinque cipolle rosse di tropea non troppo grandi
2 cucchiai di shoyu (salsa di soia più leggera del tamari)
1 cucchiaio di mirin (facoltativo, si può sostituire con una puntina di malto, invece di zucchero o miele, ché questi ultimi due non son concessi per partecipare al progetto di Salutiamoci)
2 cucchiai di acqua
un po' di peperoncino o qualche goccia di tabasco
due rametti di rosmarino
farina di mais integrale
sale q.b.

Scaldare 2 cucchiai d'olio in una teglia antiaderente ed appassirvi le cipolle a spicchi sottili, insieme al rosmarino tritato.
Quando saranno morbide e quasi cotte del tutto, alzate la fiamma e versateci sopra lo shoyu mescolato con il mirin, il peperoncino e l'acqua. Spegnere il fuoco e lasciar raffreddare.
A parte cuocere a vapore le patate (io a fette e in pentola a pressione per ridurre i tempi di cottura). Una volta raffreddate un poco, tritarle finemente con i ceci, il latte, un cucchiaio di olio, la curcuma e sale q.b. fino a farlo diventare un purè senza grumi.
Unire per ultimo la farina.
Ungere bene una teglia rotonda grande e cospargela di farina di mais.
Versare il purè e livellarlo.
Adagiarvi le cipolle a raggiera, premendovele un poco.
Nella pentola in cui vi erano le cipolle, aggiungere ancora un cucchiaio d'olio ed uno di shoyu, mescolando e asportando le parti precedenti caramellate del fondo di cottura. Versare questo condimento sulla torta e cospargere con un po' di farina di mais e ancora qualche ago di rosmarino.
Cuocere a 200° per 20 minuti (o anche meno a seconda del vostro forno: occhio a non seccarla!), quindi grigliare un po' affinchè la farina gialla faccia una crosticina croccante... e ruvida.
La torta rimarrà piacevolmente morbida e cremosa all'interno. ;-)

lunedì 8 ottobre 2012

Salutiamoci. Ottobre e le Castagne: mousse di castagne ed amasake

Salutiamoci è già arrivato al sesto mese di vita!
Per tutta la durata di ottobre si parlerà di castagne e potrete inviare tutte le vostre ricette a casa di Alice di Kitchen Bloody Kitchen, mentre le raccolte dei mesi precedenti sono reperibili nel blog di Le ricette di Salutiamoci (dove trovate anche molti altri spunti di lettura e le info per partecipare all'iniziativa).


Io non ho ancora avuto modo di trovare e cucinare le castagne fresche, ma ho utilizzato la farina di castagne per inventarmi una mousse veloce, ma un po' diversa, per l'uso di un ingrediente dolcificante naturale (giusto per lo spirito di Salutiamoci, leggi qui) forse inconsueto per molti, ma molto noto nella tradizione giapponese e macrobiotica: l'amasake.

dose per 5 coppette:
100 gr di farina di castagne setacciata
500 gr di latte vegetale non zuccherato (io ho messo metà soia e metà riso, ma potrete scegliere il latte vegetale che più vi aggrada ed anche il latte di mandorle credo potrebbe andare più che bene)
un vasetto di amasake di riso integrale da 250 gr
2 cucchiai colmi di crema di mandorle bianca
1 cucchiaino di caffè d'orzo solubile (facoltativo o sostituibile con una puntina di cacao)
1 cucchiaino scarso di vaniglia in polvere (quella vera, nera, non vanillina)
2 cucchiai di buon rum (solo ovviamente nel caso il dolce sia destinato ad adulti)
malto di riso, nocciole tostate, cioccolato fondente a scaglie oppure un caco, per decorare

Setacciare la farina di castagne.
Stemperarla con una frusta nel latte. Aggiungere tutti gli altri ingredienti, mescolando bene. Lasciare riposare 15 min.
Riempire le coppette e cuocere a 20 min a bagnomaria (o nel forno a vapore).
Lasciar raffreddare e decorare con malto di riso, nocciole tostate, cioccolato fondente a scaglie.
Anche un caco maturo frullato fornirà un'ottima salsina di accompagnamento.
Il gusto guadagnerà molto se avrete l'accortezza di prepararlo con almeno mezza giornata o più di anticipo.




Per chi non conosce l'amasake forse potrà interessare saperne qualcosa in più.
"Amasake" in giapponese significa "amore dolce".
È una densa crema dolce di colore chiaro, appunto di tradizione giapponese, a base di riso fermentato (o più raramente di avena o di miglio) dalle riconosciute proprietà energizzanti e rinvigorenti, adatta ad esempio in convalescenza dopo un periodo di malattia, per anziani deboli, per svezzare i bambini o per le merende dei più grandicelli, oppure ancora per le mamme in gravidanza o che allattano... e ovviamente anche per tutti i golosi!
Generalmente si trova in vendita già pronto in barattolo di vetro, ma è possibile anche prepararlo in casa facendo fermentare il cereale con il cogi (il Koji, cioè l'Asperglilus Oriyzae, è un benefico saccaromiceto in grado di scindere gli amidi in zuccheri più semplici cosicchè il risultato ultimo di questa preparazione racchiude tutti i pregi del chicco integrale di partenza insieme alla sua migliorata digeribilità).
Essendo dunque un prezioso prodotto fermentato al pari della salsa di soia, del miso e del sakè, come quest'ultimo prevede la germinazione enzimatica del riso e come tale aumenta la buona produzione batterica intestinale amica (e non causa gonfiore) e aiuta a ritrovare energia e benessere.
Tra i commenti in calce troverete anche la ricetta per riprodurlo, ma vi assicuro che il suo prezzo in commercio giustifica il tempo e la difficoltà di reperire il Koji e di ottenere un buon risultato casalingo.

Tradizionalmente veniva usato allungato come bevanda (sciolto in acqua con appena un pizzico di sale marino per equilibrarlo). Oggi può essere impiegato anche come sana e semplice alternativa per dolcificare latte vegetale (di soia, di mandole, ecc.), o il porridge, oppure essere consumato così com'è, come veloce dessert, insieme a frutta secca, o utilizzato per creare gelati oppure per realizzare una crema dolce, ad esempio procedendo così, per farcire una torta:

Crema dolce di Amasake
Mettere in un pentolino mezzo litro di latte di riso o di avena, un cucchiaio di malto di riso, 3 cucchiai di amido di mais (o un po' di kuzu) e 3 cucchiai di amasake. Far bollire il tutto, girare con la frusta fino a farlo rapprendere e, quando raggiunge la consistenza di budino, farlo raffreddare.
A questa base, volendo, si può aggiungere a piacere cannella, zenzero, vaniglia, mandorle, pistacchi, farina di carrube, o un po' di composta di frutta e gustarla così o utilizzarla per farcire una torta.

oppure, addensato con kuzu o agar agar, per preparare budini come questo:

Kanten di Amasake
Sciogliere, in mezzo litro d'acqua, due cucchiai di malto di riso o di orzo, ed aggiungere 8 - 10 g di fiocchi di agar agar con un bel pizzico di sale.
Cuocere per 5 minuti. Aggiungete 500 cc di Amasake e cuocete per altri 5 minuti. Togliere dal fuoco, ed aggiungete 500 cc di succo d'arancia, mescolando bene.
Disporre in coppette da dessert, lasciando raffreddare completamente e decorate con granella di nocciole tostate o altro.

oppure per un frappè estivo di frutta fresca:
Frullare una tazza di amasake per 2 tazze ad esempio di fragole (ma non certo in questa stagione) e una tazza e mezza di latte di riso, due cucchiai di malto di riso e di un pizzico di vaniglia.


Se invece cercate altre ricette cobrizolose con le castagne:







lunedì 1 ottobre 2012

Ravioli dolci e croccanti



Una piccola idea, semplice semplice, realizzata con un avanzo di pasta (la sfoglia era quella di questa ricetta qui): un ventaglio dal guscio liscio e croccante che racchiude un boccone morbido e dolce, da gustare con un caffè, un tè profumato o una centrifuga.
Solo gli zuccheri della frutta e pochi, anzi zero grassi.

per la pasta:
100 gr di farina integrale 2
100 gr di farina bianca 0
100 gr di acqua
un pizzico di sale

per il ripieno solo:
datteri medjoul (devono essere proprio quelli giganti e morbidi, e non trattati!)
buccia d'arancia essiccata e polverizzata
cardamomo in polvere o altra spezia a piacere (facoltativo)


Impastare la farina con l'acqua, lavorandola bene.
Lasciar riposare un quarto d'ora in luogo fresco, tenendolo coperto perchè non asciughi.
Stendere la sfoglia sottile e con un coppa pasta tagliare dei cerchi.
Denocciolare i datteri e premere la parte del taglio sulla polvere di arancia (aromatizzata dall'aggiunta eventualmente della spezia più gradita).
Posizionare un mezzo dattero sopra ogni cerchio e chiuderlo come preferite.
Ungere pochissimo una teglia antiaderente e scaldarla bene sul fuoco.
Cuocervi sopra i ravioli, con l'ausilio di un coperchio, rigirandoli un paio di volte.





venerdì 28 settembre 2012

Focaccia semplice con uva fragola (senza zucchero, burro e uova)

Giornate dense, alternanza di pioggia e sole, tante corse a dx e sn... e la voglia di una merenda che profumi di infanzia (l'uva fragola) ma raccolga l'esperienza della maturità (no uova, burro e uova).
Una schiacciata o una focaccia, o come dir si voglia.




420 gr farina (la mia, metà bianca e metà integrale)
100 gr di uvetta
300 gr di latte di riso tiepido
lievito di birra secco (5-6 gr; meno ne si impiega e più son lunghi i tempi di lievitazione, meglio è)
50 gr di crema di mandorle bianca
un pizzico di sale
un grappolo di uva fragola regalatami


Attivare il lievito in una ciotola mescolandolo al latte tiepido e un cucchiaino di malto, aspettando 5-10 min.
Polverizzare le uvette finemente tritandole con la farina. (il metodo è questo)
Impastare bene la farina con il latte misto al lievito e tutti gli altri ingredienti. (L'impasto è molto umido ma ovviamente dipenderà dal tipo di farina che userete.)
Formare una palla e lasciare riposare al caldo, coperto, finchè raggiunge il doppio del volume.
Posare in una teglia ben unta e schiacciare un poco, rigirare l'impasto e poi stendere del tutto.
Decorare con i chicchi di uva fragola lavati ed asciugati. (lasciare riposare ancora 15 min se possibile ma non è indispensabile)
Emulsionare 2 cucchiai di malto con 2 cucchiai di latte di riso ed uno di olio d'oliva e pennellare delicatamente la superficie della schiacciata, per non sgonfiarla.
Cuocere in forno già caldo, a 180° per circa mezz'ora (o q.b.)

venerdì 14 settembre 2012

Salutiamoci. Settembre e le alghe.



Parliamo di alghe?
Non quelle che avete trovato sulla battigia o quelle contenute nelle creme anticellulite... ma quelle che Salutiamoci questo mese vuole farvi conoscere un po' di più, grazie ad Elvira che ospita l'iniziativa tutto il mese qui (insieme agli altri due ingredienti: alici e sardine).

Alghe dunque da mangiare, anche se a piccole dosi.
Non arricciate il naso, che vi vedo. :-)
Molte donne ai fornelli fanno salti mortali per accaparrarsi la fava tonka, il sommacco, lo zaʿtar o rianimare la pasta madre, ma sono restie a riconoscere magari gli indubbi pregi di queste sconosciute e spendono invece una fortuna in integratori in farmacia od erboristeria.
Non lasciamoci spaventare da quello che ancora non conosciamo e cerchiamo di non formulare pregiudizi: tanto strane le alghe invece non sono visto che, già dal dal 600 a.C., anche i Greci le consigliavano per la cura delle abrasioni della pelle e come rimedio di disturbi gastrointestinali e tra i Romani era diffuso il loro impiego nella realizzazione di un pane particolare.

Ecco, allora vi do subito una dritta facile facile per farvele diventare un po' più simpatiche.
Vi siete bruciati sui fornelli o col ferro da stiro?
Pronto soccorso naturale e casalingo per ustioni e piccole abrasioni:
procuratevi dell'alga nori (per i pochi che ancora non la conoscono, si presenta in forma di fogli di color verde scuro che vengono impiegati, ad esempio nella cucina giapponese, avvolti intorno o all'interno dei maki, con l'ausilio dello stuoino di bambù, vedi qui)
Tagliatene un pezzetto poco più grande della parte di pelle ustionata.
Bagnatelo sotto l'acqua fredda e fatelo aderire all'ustione come fosse una seconda pelle. Tenete l'alga così addosso per quanto più potete, ribagnandola quando, seccandosi, tenderà a staccarsi. Eventualmente rinnovatela una volta al giorno o il giorno seguente, a seconda dell'entità della scottatura.
All'inizio forse vi brucerà un pochino (o forse neppure), ma aiuterà tantissimo la riepitelizzazione della cute facilitando e velocizzando la guarigione.
Parole di giovane marmotta macrobiotica. :-))

Sfatiamo un'altro preconcetto: "Hanno un sapore difficile e non mi piacciono" dicono alcuni. Ma non occorre mangiarne chissà quante! E' più utile un uso molto moderato e frequente, piuttosto che ingozzarsene a nausea una tantum; pertanto basterà trovare il modo più congeniale a voi per impiegarle.
Sarà sufficiente una forchettata di alghe cotte al giorno, per esempio, o un cucchiaio in patè o qualche pizzico in polvere, aromatizzandole con molto succo e/o buccia di limone o arancia o quello che più vi piace, ecc. (guardate anche le ricettine ad esempio di Chiara Petula qui, Stella qui o di Lorenza qui)
Come ho già detto nella pagina facebook di Salutiamoci, vi suggerisco di iniziare dalle arame, le nori, le dulse che sono più delicate per passare alle kombu, wakame ed hiziki (o hijiki) in un secondo tempo.
Tenete presente però che le
kombu risulteranno da subito di facile ed utile impiego comunque nella cottura dei legumi (sostituendo egregiamente il bicarbonato) rendendoli morbidi, più digeribili e facilmente assimilabili per il nostro intestino. Non occorrerà mangiarle, se non vi piacciono, ma gioverete ugualmente dei sali minerali rilasciati e, una volta risciacquata l'alga, potrete pure riutilizzarla per un'altra cottura.
Parimenti potrete mettere un pezzo di wakame nel più semplice ed occidentali dei minestroni, magari non salato ma insaporito solo al termine, fuori dal fuoco, con un po' di miso stemperato (l'uso tipico orientale della wakame è infatti nella zuppa di miso). Anche in questo caso se non ne gradite il sapore, potete toglierla a fine cottura.

Sapete inoltre che le alghe favoriscono l'eliminazione delle sostanze tossiche e degli elementi radioattivi che ingeriamo e ad esempio 10 gr di alghe cotte contengono, nel caso di:
arame, 117 mg di calcio,
dulse, 15 gr di ferro
nori
, 58 mg di fosforo e 2 mg di vitamina C
hijiki
(o hizichi), 140 mg di calcio
kombu,
580 gr di potassio?
(dalle tabelle del Dipartimento Americano per l'Alimentazione e dell'Associazione Nutrizionista Giapponese - E. Roggero Guglielmo "Cucinare per il corpo e per lo spirito")

E sapete che le wakame, grazie alla fucoxantina contenuta, stimolano il metabolismo e la tiroide, facilitando l'eliminazione del grasso corporeo in eccesso, e mediante un loro particolare tipo di polisaccaride (acido alginico) aumentano il nostro senso di sazietà e fungono da leggero lassativo?
(da Marco Bianchi "I magnifici 20")

Gradite ancora qualche facile suggerimento per avvicinarvi a questi tesori marini?
  • potreste prendere un po' di nori e farla in tempura con altre verdure pastellate (per la pastella: stemperate acqua frizzante o birra fredda con 4 cucchiai di farina integrale, 2 cucchiai di farina di mais, un cucchiaio di arrowroot o fecola, un pizzico di sale e lasciate riposare per mezz'ora in frigo quindi friggete) e servitela con 1/2 cucchiaio di shoyu allungato con 5 cucchiai di acqua e dello zenzero grattugiato;
  • oppure tostare un foglio di nori sopra la fiamma del gas (con il lato più lucido rivolto verso l'alto a circa 25 cm dalla fiamma, muovendolo uniformemente) finchè il colore non si schiarisce e la consistenza diventa croccante. Tostate in un padellino, a secco, anche 3 cucchiai di sesamo. Quindi pestateli (non completamente) in un mortaio o un suribachi ed uniteli alla nori finemente sbriciolata con le mani. Ne potrete fare uso su cereali, verdure, ecc... come del normale gomasio o insomma come usate o usavate il parmigiano :-) (se già conoscete gli effetti collaterali negativi di quest'ultimo e volete evitarli, altrimenti leggete questo libro qui!);
  • analogamente si può preparare con l'alga wakame (possono bastare indicativamente 10-12 min di forno a 190°) o l'alga dulse (5-7 minuti), mescolandole a semi di zucca o di girasole o di sesamo o pinoli tostati o quanto la fantasia vi suggerisce. Potrete ovviamente aggiungere queste "polverine magiche" (con o senza i semi tostati) anche nei vostri pani, focacce, grissini, ecc...
Semplice no?

Altre idee algose e cobrizolose:
risotto con wakame, vaniglia e zafferano
cavatelli fatti in casa con curcuma, cavolfiore ed alghe hizichi (o hijiki )
gnocchi di cavolfiore al tè matcha con fiocchi di nori e sesamo
zuppa di cipolle e lenticchie con miglio dorato e wakame
orzo giallo allo zafferano con fave, asparagi e arame
salatini di zucchine con dulse e tris di pepe
purè bianco di cavolfiore con gomasio alle alghe


Ci sarebbero ancora mille cose da dire in proposito, ma per il momento vi saluto lasciando anche per le chic-foodies un paio di note sfiziose:
bicchieri commestibili realizzati con alghe
alghe di design per un sushi chic
Belli vero?


lunedì 3 settembre 2012

Fa la felicità... un falafel, al forno.

So che fritti sono impareggiabili, ma io oggi non avevo proprio voglia di friggere (il fresco arrivato obbliga a tenere già le finestre chiuse. sob) e soprattutto di cuccarmi il dopo frittura da pulire.




250 gr di ceci crudi (da ammollare per 24-48 ore in acqua fredda)
un grosso mazzo di prezzemolo lavato ed ben asciugato
1 cucchiaino e 1/2 di polvere di coriandolo
1 cucchiaino e 1/2 di polvere di cumino
uno spicchio di aglio
una piccola cipolla
1-2 cucchiaino di sale fino

Sciacquare i ceci e scolarli molto bene.
Frullare ceci, prezzemolo e tutti gli altri ingredienti molto finemente in un tritatutto robusto.
Lasciare riposare almeno una mezz'ora in frigo (coperto).
Formare delle palline e lasciar riposare ancora un poco, sempre in frigo, coperte.
Cuocere a 180°-200° per 15 min (avendo l'accortezza di tenere nel forno, non ventilato, un pentolino di acqua bollente, affinchè non si secchino troppo).
Estrarre dal forno, pennellare le palline con un po' d'olio evo e passarle per 5 minuti sotto il grill per dorarle (tenendo nel forno sempre il pentolino).

Non avendo al momento in casa yogurt in abbondanza e sufficiente tahin, ho optato per una salsina alternativa.
E' da provare! E' un'ottima alternativa leggera alla maionese. La ricetta originale l'ho trovata qui

150 gr. di patate lessate
2 cucchiai di olio di mais o girasole
2 cucchiai di yogurt di soia al naturale
60 ml di latte di soia
2 cucchiai scarsi di aceto di mele (o limone, secondo il vostro gusto)
sale q.b

Frullate le patate sbucciate con il latte, l’olio ed il sale.
Unite lo yogurt e mescolate gentilmente con un cucchiaio.
Lasciate riposare in frigorifero perchè si addensi ulteriormente.
Buona e ancora più consistente anche il giorno dopo.
Ovviamente può essere aromatizzata a piacere, con erbette, senape od altro.



sabato 1 settembre 2012

Altro che riso! (risotto al sedano rapa con profumo d'arancia ed acquavite)

Tilo e Cobrizo van sempre a braccetto (perché? qui), dunque, ancora, riso=riso, nel senso di risata, si spera sempre.



Oggi ci va ancora di giocare.
Chiudo gli occhi, apro il cassetto e pesco quest'arnese.
Non so neppure come si chiami, ma mi poteva andar peggio, considerati i 20 minuti a disposizione.





Doveva essere un gioco? 
Che sia. Veloce come una partita di tris o quatris. 
Intanto io metto su un risottino, signore foodbloggers, altro che il tè...
Banalissimo, ma colorato e profumato. 

300 di riso carnaroli 
300 gr di sedano rapa tagliato a cubettini
la buccia di un'arancia bio
uno spicchio d'aglio 
1-2 cucchiai di olio e.v.o. 
brodo vegetale (vedi qui) 
3-4 cucchiai di acquavite o grappa bianca [nel caso volesse replicare la ricetta, una certa signorina in questione dovrà farlo rigorosamente in tacco 12 ;-) ] 
una manciata di pistacchi non salati tritati finemente alla fine, al posto per parmigiano (per sapere perchè è meglio non usarlo leggi questo bellissimo libro) 
pepe nero macinato al momento, q.b. 

Scaldate l'olio con l'aglio. Tostate il riso...
Ma cosa vi sto a dire io come si fa, un risotto?
Solo un consiglio: il sedano rapa è migliore se aggiunto a metà cottura del riso, perchè rimanga più consistente.
L'acquavite può essere usata per sfumare il riso durante la tostatura, al posto del solito vino, ma io invece l'ho messa quasi alla fine, per preservarne maggiormente il profumo.





Altre idee per ricette a base di riso qui