venerdì 16 luglio 2010

Tsutsumi

Ci sono a volte delle occasioni speciali da festeggiare... allora Cobrizo cerca d'impegnarsi a dovere: questa volta decora la carta con piccoli fiori, ed avviluppa i pacchettini. Lega un laccio bianco e fa un'asola attorno ad un perla.
Senza rendersene conto dà vita a questi, dal gusto un po' giapponese.

Inconsapevole
Tsutsumi con Sakura.



Poi si mette a studiare un po'...

Se Sakura sono i fiori del ciliegio, Tsutsumi è invece termine giapponese che indica la complessa arte dell’impacchettamento: letteralmente la parola significa pacco, oggetto, dono e deriva da verbi col significato di avvolgere, coprire, come anche nascondere, tenere segreto.
Il senso di uno tsutsumi, dunque, per un giapponese è proteggere il dono avvolgendolo nel sacro, per offrirlo in segno di pace e armonia.
La tradizione di scambiarsi doni ha origine religiosa, più precisamente scintoista. Riso, sale, frutta, semi, ecc. venivano offerti agli dei per avere in cambio buona fortuna e salute, privilegiando materiali naturali quali foglie, cortecce, bambù, paglia, pietra, terracotta, carta per abbellirli.
L’utilizzo della carta era considerato un materiale sacro. Pare che la pronuncia degli ideogrammi che significano “Dio” e “carta” sia infatti omofona. Avvolgere nella carta corrispondeva dunque ad avvolgere col nome degli dei.
L’attenzione e il tempo che anche al giorno d'oggi vengono dedicati al confezionamento denotano dunque la preziosità e il valore simbolico del gesto, al di là del valore del regalo stesso.
L'idea affascinante del termine orientale è quella di proteggere il dono in materiali, forme e colori semplici, sottolineando il piacere estetico della contemplazione del pacchetto stesso, senza avere la fretta di strapparne l’involucro.
Basti pensare che anticamente alcuni tsutsumi realizzati per occasioni cerimoniali particolari non dovevano neanche aprirsi; era sufficiente sapere che al loro interno qualcosa rimaneva protetto al sicuro.

Da una scatolina fiorita, lo spunto per venire a conoscenza di quest'antica storia preziosa e seducente.

altre informazioni sul tema qui

10 commenti:

  1. Amo fare regali e poi avvolgerli in pacchetti un po' studiati e un po' preziosi, anche più del regalo contenuto. Il tuo piccolo racconto mi é piaciuto perchè profuma di delicatezza e di poesia come credo tu sia. Poetica. Ciao Luisa.

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  2. ciao !ti seguo sempre fai delle cose speciali e soprattutto adoro i tuoi pacchetti...io sono una maniaca...quando faccio un regalo ci metto sempre un fiore un bastoncino di cannella,lo spago...oppure mi piace utilizzare carta da giornale o da pacco...lo trovo un pensiero in piu'...cosi' mi viene da dire che tu sei un po' speciale perche' non ti limiti al pacchetto ma crei un dono...e cosi' brava!!!!a presto con un acquisto...che faro' da te...ciao raffa

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  3. Bellissima spiegazione :-) grazie!

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  4. Che bello questo post, Roberta, grazie.
    Amo fare i pacchetti e faccio innervosire sempre tutti per la lentezza con cui apro quelli che ricevo...
    E questi ultimi sono stupendi.
    Che poesia, poi, l'idea di non aprirlo sapendo che il contenuto resterà per sempre al sicuro..molto romantico e spirituale.
    Un abbraccio!
    G

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  5. davvero bello quello che ha scritto é un po' come vederti danzare,sentirti parlare in un'altra lingua... sai sempre la parola giusto al momento giusto.. bacetto sei ineguagliabile...

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  6. beh ora diciamolo, sono arrivati a me questi due gioielli in tutti i sensi!
    un bacio dall'inghilterra

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  7. prima cosa grazie per essere passata da me, appena Lidia si sarà sposata pubblicheremo il topper che ho realizzato per lei, lei ed io siamo diventate amiche per caso ed è stata ei a convincermi a creare un blog e a venire una sera a casa mia ad aiutarmi a metterlo in piedi.
    Poi complimenti per il tuo blog, per tutto, davvero molto interessante.
    tamara

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  8. grazie a tutte, perline care! ;-)

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  9. I pacchetti sono bellissimi, la tua sensibilità al gusto non mi sorprende più ormai :-)
    Mi piace molto il concetto giapponese della confezione intesa come protezione.
    Ti abbraccio (e ti avvolgo) ;-)

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