venerdì 20 febbraio 2009

Rosa viola verde


svolazzi di risate


bugie di primavera


sonagli dispettosi


scherzi di bambina

La primavera mi solletica: ho prodotto questi primi orecchini per questo...
info qui


mercoledì 18 febbraio 2009

Post-it # 8

Come un'implosione, una demolizione ha cancellato ogni punto di riferimento. Ora c'è polvere, tanta polvere spessa e pesante, in quel piccolo spazio tra me e il cielo.
Non basta essere architetto per avere un nuovo progetto in testa. Ci vuole speranza, fiducia per ricominciare daccapo.



Io non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all'orecchio degli amanti....
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.


Alda Merini




lunedì 16 febbraio 2009

A chi ha brutti pensieri...


Se comandasse Arlecchino
il cielo sai come lo vuole?
A toppe di cento colori
cucite con un raggio di sole.
Se Gianduia diventasse
ministro dello Stato,
farebbe le case di zucchero
con le porte di cioccolato.
Se comandasse Pulcinella
la legge sarebbe questa:
a chi ha brutti pensieri
sia data una nuova testa.

Gianni Rodari




mercoledì 11 febbraio 2009

Polvere di vetro



Tra le tante cose fatte nella mia vita non si sa bene perchè, ma che poi si sono rivelate delle belle esperienze, a prescindere dagli sviluppi, c'è anche questa.
A Venezia, tra le isole minori e sconosciute ai più, c'è l'isola di San Servolo.


Un tempo era nota per essere la sede del manicomio della città. Ora è l'unica isola della laguna ad esser stata recuperata dalla Provincia di Venezia.
Parecchi anni fa, quando i lavori di restauro erano appena iniziati, un gruppo di rinomati maestri muranesi del vetro, soffiatori e artisti della lavorazione a lume, casting, ecc. unirono i loro talenti dando vita ad una bellissima associazione che denominarono "Scuola del Vetro". A questa invitarono altrettanto grandi maestri internazionali da tutto il mondo, maghi in altre tecniche quali la pate de verre, il fusing...
L'intento era quello di trasferire temporaneamente parte della loro attrezzatura nei mesi estivi da Murano a San Servolo e di offrire il loro sapere affinchè venisse divulgato e tramandato, attraverso dei corsi settimanali estivi. La frequenza del corso prevedeva anche l'alloggio e il consumo dei pasti nell'isola.
L'ambiente era molto singolare. Si respirava un'atmosfera rilassante (zanzare e tafani a parte ;-), ma altrettanto carica di energia e creatività! Un posto irreale, forse, a detta di qualcuno, carico ancora della memoria un po' inquietante del suo passato.
Non avendo esperienza in campo (tutti gli altri partecipanti erano già un pochino sgrezzati in materia), allora avevo dovuto scegliere il corso che a prima vista meno mi attirava, quello cioè di pate de verre.
E invece è stata una rivelazione! In fin dei conti vi erano anche parecchie similitudini con la cucina e la precisione della pesatura e della composizione degli ingredienti...
Due maestri giapponesi, marito e moglie nella vita, Shini e Kimiake Higuchi (il loro sito qui), inevitabilmente mi hanno affascinato col loro sapere e la loro filosofia di vita. Con un passato di architetto lui e di cantante lirica e musicista lei, se non ricordo male, mi raccontavano della loro vita in questa campagna isolata giapponese, fatta di solo lavoro sul vetro e sulla terra, nell'orto e nella loro serra.
Ad essere sincera non amavo tutti i soggetti scelti per le loro opere, ma questa tecnica, abbinata alla cura, la dedizione e la poesia tipiche nipponiche mi è risultata affascinantissima.
Kimi poi era assolutamente fantastica nella riproduzione in pasta vitrea di alcuni semplici elementi naturali, come ad esempio anche solo semplicissime foglie di cavolo (vedi qui) o cime di cavolfiore, che farebbero la felicità di ogni foodblogger, ci scommetto.

Nel video al lavoro:



Mentre sedevo accanto a Kimi e cercavo di carpire i segreti di ogni suo gesto, le chiesi di aiutarmi a creare un ideogramma.


Desideravo suggellare con questo il mio piccolo lavoro, una semplice coppa che avevo creato bianca, ma con una riproduzione (non è dipinta, ma in rilievo) di una bellissima foglia raccolta durante una delle mie passeggiate nel parco. Mi pare di ricordare fosse di fico; l'avevo voluta riprodurre scomposta all'esterno e poi, nuovamente ricomposta, all'interno della coppa.
Rammento che ci avventurammo in un faticosissimo discorso, in bilico tra italiano ed inglese, fatto di amore, passione, sensibilità e natura.
Ora davvero, a distanza di tanti anni, non saprei ricostruirlo e restituirlo, ma ne porto nel cuore tutta la sensazione e l'emozione. Quel che è uscito è questo, con cui tutt'oggi amo firmare i miei post-it.

E questo è il mio souvenir, ancora sporco di gesso (la polvere bianca nelle pieghe) perchè non l'ho mai più molato.
Le foto sono davvero scadenti ma forse rendono un poco l'idea della consistenza del pate de verre, molto diversa da quella del vetro lavorato tradizionalmente.







(Scoprii in quei giorni comunque che era possibile girare di aula in aula a curiosare gli altri corsi e fu fantastico!)

Purtroppo l'associazione non esiste più, per motivi politici che non sto qui a raccontarvi... fortunatamente però ogni singolo maestro continua nel proprio magico lavoro, con grande successo.


per qualche informazione in più sulle tecniche di produzione e lavorazione del vetro vedere qui




lunedì 9 febbraio 2009

Post-it # 7


Questi post-it nascono sempre così, quasi per caso. Prima il disegno, sempre più facilmente delle parole, che vengono dopo e talvolta vengono peggio, o non vengono proprio...

Lo riguardavo e mi sembrava di non vederci proprio più niente. Pensavo allora ai colori...
Verde acido, il colore della vita, della terra e della natura in continua rigenerazione. Amore, onestà, costanza, bontà d’animo che non chiede nulla in cambio. Colore rilassante che favorisce la riflessione, la calma, sviluppa l’armonia nei nostri pensieri e dà pace ai sensi.
Viola, incontro armonico tra le vibrazioni del rosso e quelle opposte del blu. Il violetto chiude lo spettro di colori visibili ed ha un'alta frequenza vibratoria che stimola il sistema parasimpatico inibendo la secrezione di adrenalina e consentendo pertanto di abbassare al frequenza cardiaca e favorendo quindi la concentrazione e la meditazione.


Ho pensato allora ad un piccolo germoglio, tenero e fragile, ma pieno di vita. E ho visto quelli che mi sono sembrati cuoricini...
Oh sì, ora mi è chiaro! Questa è una dedica per la mia nipotina Viola. Benvenuta piccola!
;-)







venerdì 6 febbraio 2009

Raptus coloratissimi: Raptus & Rose invita Cobrizo.




Desidero condividere con voi una cosa.
Domani in città ci sarà l'inaugurazione di un posto davvero carino.
Questo atelier, che prende vita da una reale vecchia sartoria maschile dismessa, ora impreziosita da vanità e colori molto molto femminili, confeziona coloratissimi vestitini fatti su misura. Pezzi unici artigianalmente composti con tessuti vintage dalle abili mani di Silvia Bisconti e dei suoi collaboratori.
L'idea è simpatica, il posto piacevole, le persone capaci. Quanto basta per andare a curiosare.
Volete un altro piccolo motivo in più per andarci?
Sì, Silvia ha voluto proprio i miei lavori per ornare le sue creazioni Raptus and Rose!
Ci saranno quindi per un po' di tempo anche alcuni accessori appositamente realizzati da me per i suoi abiti.



 il packaging dipinto a mano da me, per i miei bijoux
















il mio portfolio invece di illustratrice qui

mercoledì 4 febbraio 2009

Ma scusa...

I Lor Signori che scaricano le mie illustrazioni per farsi cartoncini invito e d'auguri o chissà che altro potrebbero almeno dire qualcosa, o no?
Chessò, uno "scusa", "per piacere", "grazie" ... non fanno parte del Loro vocabolario?
......





martedì 3 febbraio 2009

Ancora un poco...




...e neve è stata.
Eppure, il bel titolo di Silone ci racconta proprio questo paradosso: è la neve che protegge, nutre e fa sviluppare il seme che si trova sotto le sue coltri. La neve non annulla il seme, ne permette la vita!


com'è bella questa copertina, vero?

...e anche i miei "semi" colorati sembra stiano per germogliare... Sono davvero contenta!






venerdì 30 gennaio 2009

Come schiuma di rose




Per domenica le previsioni parlano nuovamente di neve. Eppure io son due giorni che sento profumo di primavera. Nelle mie narici fiori di pesco... il mio cuore batte a mille e i miei occhi, se pur stanchi, non hanno voglia di chiudersi...



Colmo di fiori è il pesco
non tutti diverranno frutti,
splendono limpidi
come schiuma di rose

per l’azzurra fuga delle nubi
come fiori sbocciano i pensieri
cento al giorno
lasciali fiorire
lascia alle cose
il loro corso

non domandare del raccolto
occorrono anche giuoco e innocenza
e fiori in abbondanza
altrimenti il mondo
ci sarebbe angusto

e la vita
priva di piacere.

(Herman Hesse, Il canto degli alberi)

Sono stanchissima ma all'erta...
Infilo perle (rosa davvero), mi distruggo le mani, ma mi par di giocare.





venerdì 23 gennaio 2009

Post-it # 6



...

L'astuccio trasparente di un sospiro,
uscita dalla canna vola in giro,
ballonzolando senza direzione,
per farsi dondolar, come che sia,
dall'aria stessa che la porta via.
Una farfalla bianca, un certo giorno,
vedendo quella palla cristallina,
che rifletteva come una vetrina
tutte le cose ch'essa aveva attorno,
le andò incontro e la chiamò: - Sorella!
Fatti ammirare! Oh, come sei bella!
Son bella, si, ma duro troppo poco.
La vita mia, che nasce per un gioco
come la maggior parte delle cose,
sta chiusa in una goccia. Tutto quanto
finisce in una lacrima di pianto.

("La bolla di sapone" di Carlo Alberto Salustri, alias Trilussa)






martedì 20 gennaio 2009

Moqueca

Sembra assurdo provare a riprodurre una ricetta solo perchè ha un bel nome? A me è successo con la "Moqueca".
La moqueca (pr. muchèca) è un piatto brasiliano, che io non ho mai assaggiato.
Questo nome però mi piaceva e così ho voluto saperne di più. In sostanza è uno stufato cotto a lungo in pentole di coccio, con olio di palma, aglio, cipolla, pomodori, peperoni, ecc. Alcune versioni prevedono anche il latte di cocco e il lime, che conferiscono un sapore molto particolare.
Mi attirava la versione di pesce, che solitamente prevede una marinatura preventiva. In loco, ho letto, si trova quella di aratu, una specie di vongola, di arraia (razza), di gamberi, di aragosta, di sirì (piccoli granchietti), oppure mista.
Io oggi avevo solo dei semplici polpetti... e non mi trovavo, ahimé, a Bahia...
quindi sono andata un po' di fantasia!





4 polpetti (circa 5oo gr) o l'equivalente se avete un'unica polpo grande (o piovra, che si dica)
250 pomodori datterini tagliati a metà (sbucciati dopo averli tuffati in acqua bollente)
una cipolla rossa
un peperone verde (non amo usare la verdura fuori stagione ma pare fosse questo un elemento indispensabile. io ne ho trovato uno, biologico, che sapeva incredibilmente davvero da peperone, anche a gennaio)
2 spicchi di aglio tritati
un pezzo di zenzero (3 cm) grattugiato e spremuto
un cucchiaio di olio
200 cl di latte di cocco
un cucchiaio di burro di arachide (facoltativo)
due limoni confit a pezzetti (sostituibili con succo e buccia di limone fresco a piacere)

Nell'olio rosolare appena cipolla, aglio e zenzero; aggiungere il burro d'arachide, i pomodori. A fuoco vivo unire i polpetti eviscerati e lavati. Dopo qualche minuto aggiungere il latte di cocco, un pizzico di sale, e lasciar cuocere per 30 minuti. A questo punto unire il peperone tagliato a pezzi non troppo piccoli coi limoni e portare a fine cottura (un'altra mezz'ora o più) anche a pentola scoperta se serve addensare.
Guarnire con coriandolo fresco o prezzemolo tritato

Servire con riso basmati (in lingua originale l'accento cade sulla prima sillaba: bàsmati, che significa regina del profumo) o cous cous, ascoltando Maria Bethania o Caetano Veloso e assaporare sognando di avere i piedi nella sabbia....
;-)


Il sugo alla fine è risultato abbondante.
Le possibilità sono molte: o si va di scarpetta alla grande, o si aumenta la quantità di pesce, o si riducono gli ingredienti per il sugo, o se ne congela un po' (come ho fatto io, per un'altro "viaggio" di fantasia).

NON usare come balsamo per i capelli! ;-))


immagine da qui



giovedì 15 gennaio 2009

Tu ne cede malis...

"Tu ne cede malis, sed contra audentior ito."
Non cedi ai mali, ma resisti con cuore più ardito
(Virgilio, Aen., 6, 95)

Ancora pesce... (kamikaze!) o la va o la spacca...
Cotto 'sta volta
;-)

Salmone in satay con contorno
di cavolo cappuccio e riso basmati
Ho lasciato marinare i filetti di salmone in un pesto di aglio, peperoncino, sale, zenzero fresco, cumino tritato, zucchero di canna (in dosi assolutamente ad occhio), stemperato con un un paio di cucchiai d'olio.
Tagliato finemente con la mandolina il cavolo cappuccio e cotto a parte il basmati.
Separatamente ho mescolato una tazza di latte di cocco, shoyu q.b., una punta di cucchiaino di pasta di tamarindo, un pizzico di curcuma, ancora un po' d'aglio e la scorza di un limone. Ho unito il tutto ad una manciata di arachidi non salate tritate finemente (sostituibili con un paio di cucchiai di burro d'arachide) e cotto a fuoco dolce per qualche minuto, finchè si raddensa un poco (eventualmente aggiungendo un pizzico di maizena stemperata in acqua fredda, se occorre).
Ho saltato a fuoco vivo il salmone in una pentola antiaderente senza condimento, da entrambi i lati.
Indi servito con la salsa, il riso e il cavolo fresco.





tavola per il concorso d'illustrazione di Bordano   (
testo di Marina Neri)







mercoledì 14 gennaio 2009

Tox o detox?




Altro che cura post natalizia detossinante!
Nausea per due giorni e conseguente digiuno (con uso di soli Ume-Kuzu e Genmatcha, deglutiti a fatica) col timore di un'intossicazione da pesce crudo, al ristorante, che evidentemente non era freschissimo, il tutto condito da sospetto virus gastrointestinale influenzale... et voilà, come d'incanto ci si rimette in forma smagliante!
Due kg in meno e in più una fiacca mortale!
;-)




lunedì 12 gennaio 2009

Lurkers


Ho lasciato la porta aperta.
Ti vedo entrare, oramai da qualche giorno. Sei curioso ma ti aggiri come fanno certi clienti titubanti che indietreggiano non appena sopraggiunge una commessa troppo invadente.
Puoi guardare, curiosare, fermarti a pensare quanto vuoi.
Ti prego, almeno non rubare, non sottrarre le cose da questo luogo di nascosto. Comunque sarebbe poco piacevole, anche se sei convinto che io non ti abbia visto.
Se stai bene, ritorna, ritorna quando vuoi. Rimani quanto vuoi. Sarei bugiarda se non dicessi che mi fa piacere.


Qualche giorno fa disegnavo questo. Appuntando queste parole...
Poi solo oggi in rete vengo a conoscenza del Delurking day che scopro ricorre puntualmente tra il 4 e il 12 gennaio. Un giorno dedicato ai "lurkers", osservatori silenziosi da dietro le quinte, che seguono con più o meno costanza i blogs, ma non vi lasciano traccia.
Oggi dunque vi invito esplicitamente a dare una forma alla vostra presenza.
Drinks e pasticcini.
Si vous voulez...



mercoledì 7 gennaio 2009

Una finestra



Ecco un’altra finestra,
dove ancora non dormono.
Forse – bevono vino,
forse – siedono così.
O semplicemente – le due
mani non staccano.
In ogni casa, amico,
c’è una finestra così.
Né candele né lampade hanno acceso il buio:
ma gli occhi insonni.
Grido di distacchi e d’incontri:
tu, finestra nella notte!
Forse, centinaia di candele,
forse, tre candele…
Non c’è, non c’è per la mia
mente quiete.
Anche nella mia casa
è entrata una cosa come questa.
Prega, amico, per la casa insonne,
per la finestra con la luce.


Marina Cvetaeva