martedì 1 dicembre 2009

Infusioni preziose a profusione

Conosco Francesca oramai da anni, incontrata per caso in un certo negozietto, in una delle mie tante passeggiate per il centro di Treviso.
In più occasioni, insieme, se ne era parlato, ma evidentemente finora i tempi non erano giusti. Questa volta lei invece qualche mese fa mi ha ribadito esplicitamente il suo desiderio.
Il luogo in questione è la sua bottega: La stanza del Tè.
Non è la prima volta che faccio riferimento qui, nel blog, alla mia passione per il tè (vedi qui e qui), ma in questo caso, visto che questo luogo mi è particolarmente familiare anche perchè debbo a lei, oramai parecchio tempo fa, i miei primi assaggi, ad esempio, di Lapsang Souchong o di Yin Zhen Silver Needle, mi piacerebbe essere in grado di trasmettervene i profumi e regalarvi la delizia di certe forme dell'oggettistica a cui le mie poche foto bruttine non rendono, ahimè, sufficiente merito...
La fragranza è indefinibile, perché è un misto di aromi di erba, frutti, fiori, caffè, cioccolato, spezie... E' una fusione molto piacevole, irriproducibile, perché cambia ogni giorno, ogni volta che apre un vaso di latta per farlo annusare al cliente.
Ad ogni mia visita mi lascio stordire da quell'aulenza seducente e penso ingenuamente che vorrei portarmela tutt'intera a casa, se solo fosse un aroma o un incenso per la casa!
Come dice Francesca: "Un tè non si compra e basta... si sceglie o si incontra per caso... dipende dall'umore del giorno, dal tempo che fa, da un profumo che colpisce più di altri e certo anche tanto dai consigli di chi lo propone. Per questo non bisogna avere fretta, ma guardare, annusare e ascoltare."
E' per questo che ho colto subito il suo invito: i miei lavori (illustrazioni&bijoux) avrebbero provato sicuramente piacere nel respirare quel profumo e nel soggiornare lì un poco, tra quelle foglie e quelle teiere Yixing.

(fino a martedì 28 dicembre)






La stanza del tè
Via S.Margherita 26/b Treviso
tel.346.0464252
sito web qui


“Quando bevi il tè, stai bevendo nuvole”
(Thich Nhat Hanh)

giovedì 26 novembre 2009

Classica, ma non troppo


avorio, corno, legno maldiviano, perle, vetro
info qui


esempio di packaging handmade
per altri esempi vedi anche qui
(questo pacchetto, non con questa collana ma con altri bijoux,
è volato da Valentina, qui
)

mercoledì 25 novembre 2009

Esercizi & pasticci

China nera e bianca, inchiostri colorati (profumati)
e un Moleskine nuovo di zecca
.
Oggi esercizi di calligrafia, per piccoli e grandi.
Da autodidatta, naturalmente...



...ma mentre armeggio con boccette e pennini, sento già che la mano sta per sfuggire...


eppure insisto, per vanitosa cocciutaggine... et voilà, tutto si fa verde!


Sarà pure inchiostro profumato, ma beata biro!
La sua...


Il 5° natale di Giacomo e la sua impazienza di imparare a scrivere

venerdì 20 novembre 2009

mercoledì 18 novembre 2009

Recicliamo ed impacchettiamo

Oggi facciamo un altro lavoretto divertente.
Avete presente tutte quelle scatoline di cosmetici, farmaci o prodotti alimentari che riempiono il vostro cestino della carta?
E' carta da reclicare, sì o no? E allora recicliamola!
1. Io ho scelto formati piccoli ma nulla impedisce di fare scatole più grandi anche in previsione dei regali di natale.
2. Ho usato del gesso bianco (il mio è Maimeri coprente opaco) per dare una prima mano coprente che mi permetterà di usare meno colore per coprire le scritte e darà anche una texture interessante alla carta (si possono usare anche medium specifici per effetti particolari).


3. Una volta perfettamente asciutto, ho dipinto con acrilico bianco (ma potete ovviamente scegliere il colore che preferite)
4. 5. Su un pezzetto di cartoncino qualsiasi ho ritagliato qualche sagoma a piacere e l'ho usata con la tecnica dello stencil per iniziare a decorare le scatole.
Un piatto di plastica usa-e-getta fungerà perfettamente da tavolozza per mescolare le diverse tinte.
6. 7. Successivamente ho continuato a dipingere con pennelli e colori a piacere.
8. Ho confezionato con un po' di rafia e qualche perlina.












lunedì 16 novembre 2009

Tocco viola

Dopo "vedo rosso", ora "tocco viola"...
sì, stamane mi sento un Mida cromoforo! ;-)
Tutto si spiega perchè, dopo strapazzi a tavola nel weekend, solitamente mi ripropongo un giorno o due di riso integrale e verdurine, con pochissimi condimenti.
Detta così mette già tristezza, lo so, ma non è così! Il trucco, divertente per di più, sta nell'inventarsi ogni volta una salsina nuova, colorata e saporita che spesso poi diviene fonte di ispirazione per ricette successive...




E' velocissima da farsi e ottima per condire cereali o verdure o quel che si vuole.
(ok, state già pensando che sta bene sulla carne, vero? ... lo sapevo, ;-) incorreggibili!)

una cipolla rossa di tropea lessata al vapore
un cucchiaino di miso
due gocce di tabasco (o un pizzico di peperoncino)
mezzo cucchiaino di pasta di tamarindo
1-2 acciughe sott'olio
un cucchiaio di salsa worchester
una macinata di pepe
qualche cucchiaio d'acqua di cottura della cipolla

Mixare tutto insieme. Io non ho neppure aggiunto olio in più, oltre al poco delle acciughe, ma se si gradisce...


giovedì 12 novembre 2009

One ring...




"One Ring to rule them all,
one Ring to find them,

One Ring to bring them all
and in the darkness bind them
"...


(Sir John Ronald Reuel Tolkien
)

info qui


mercoledì 11 novembre 2009

Contenuti&contenitori


Cobrizo decora la carta a mano e confeziona poi ogni pacchettino con cura, l'uno diverso dall'altro...

pour vous

..così tanti piccoli scrigni colorati sono già volati a milano, venezia, roma, firenze, verona, bologna, trieste, treviso, torino, ecc.

Grazie, grazie a tutti voi.
♥

info qui ✎


lunedì 9 novembre 2009

Col cavolo che va bene


Giornata grigia, ma io vedo rosso... rosso rabbia!
Ho i nervi a fior di pelle.
Ogni volta recarmi in cantiere è uno sfinimento, un'arrabbiatura, una desolazione.
Non c'è fine al pressapochismo e alla mancanza di professionalità di certa gente...

..ma poi un amico mi regala una cassetta di melette nostrane, belle belle.
Così mi metto ai fornelli e decido:
-Stasera il rosso ce lo mangiamo e ce ne facciamo un baffo!- ;-)

cavolo rosso mezzo
2 melette rosse
2 C di olio evo
2 C di acidulato di umeboshi
1 C di aceto rosso
3-4 chiodi di garofano
3-4 bacche di ginepro
3 bacche di pepe nero
sale e acqua qb

Appassire il cavolo tagliato a listarelle non troppo sottili nell'olio scaldato. Unire le mele tagliate a dadi, l'acidulato, l'aceto e tutti gli aromi. Cuocere per 20 min o quanto necessario affichè il cavolo sia morbido.







p.s.: sono stata via qualche giorno e mi sono dimenticata del tutto di questa iniziativa qui relativa a questa ricetta qui, uno dei più citati esempi di plagio in rete, da blogger.
si desidera porre l'attenzione ancora una volta su chi, sempre più frequentemente, preleva materiale dai blog, senza previa richiesta e ne fa un uso sconsiderato
. urge davvero un codice corretto di comportamento!
dal momento che si parla di ingiustizie e mele ;-), però, sono ancora in tempo per aggiungere questo post scriptum arrabbiato, no?

giovedì 5 novembre 2009

イヤリング

Chissà se イヤリング significa veramente orecchini... qualcuno me lo sa dire?


raku, avorio, agata


info qui

martedì 3 novembre 2009

Tiramisù di cachi?



Ma sì, chiamiamolo tiramisù, giusto per intenderci e perchè questo nome ha sempre quest'effetto irresistibilmente taumaturgico, ma in effetti del tiramisù, alla fine, avrà solo la consistenza cremosa, visto che non c'è il Principe Mascarpone.
Inoltre, essendoci a cena pure alcuni bimbi, la mia versione è senza caffeina.

(per 8 persone)
Sbuccio 4 cachi piccolini e li cuocio un paio di minuti sul fuoco dolce (questo per riscaldare un po' energicamente la frutta che altrimenti cruda sarebbe troppo ying, ma su questo non vi tedio oltre... (eventualmente guardate qui) con i semini prelevati da un bacello di vaniglia.
Una volta raffreddati li frullo con 275 gr di silk tofu (quello cremoso, che si chiama kinugoshi), 4 cucchiai di malto di riso e un po' di buccia d'arancia. (l'ho provato anche col succo d'agave al posto del malto e con gocce di cioccolato fondente al posto dell'arancia)
Preparo una tazza di caffè d'orzo (fatto con latte di riso o acqua, caffè solubile d'orzo e un cucchiaio di malto) e lascio raffreddare. Quindi vi intingo 12 savoiardi (o fette biscottate per una versione più punitiva :-D ), ciascuno tagliato a metà.
In ogni tazzina pongo 3 mezzi savoiardi e copro con la crema.
Lascio riposare in frigo tutto il pomeriggio.
Spolvero con cacao.




Non ci fossero stati bambini avrei azzardato altri aromi e forse una nota alcolica...
Se ci provate voi, sappiatemi dire.



ps: un pensiero va a Francesca e la sua raccolta di ricette di tiramisù a cui avrei voluto dedicare questo dessert, anche se purtroppo sono arrivata in ritardo. Basta l'idea, no?

domenica 1 novembre 2009

"La mia voce pare lontana perchè telefono dal cielo"


Come hai detto tu, la vita è inarrestabile. Il prodigio della morte è l'arte di saper attendere in eterno.
Concludere una vita vuol dire rinunciare a morire.

E allora vola in alto, Alda.
Sempre con il tuo inseparabile rossetto e marchia a fuoco tutti i tuoi angeli amanti.


foto di Guido Harari

venerdì 30 ottobre 2009

Con il nastro rosa...

Giusto in extremis: ho scoperto da Alex che ottobre è il mese deputato alla prevenzione dei tumori al seno.
Il nastro rosa è il sito che in associazione con la LILT, Lega Italiana Lotta contro i Tumori, promuove questa campagna di sensibilizzazione al femminile, ideata negli Stati Uniti già nel 1989.
In rete, fra blogger, più d'uno ha deciso di aderire a quest'iniziativa cucinando o facendo comunque qualcosa in rosa.
Io lo faccio così.




"Mi sto accorgendo

che son giunto dentro casa
con la mia cassa ancora
con il nastro rosa "
...



"Non perdere tempo. La miglior difesa - in questo caso, aggiungo io - è l'attacco!"
Per conoscere giorni e orari di apertura dell’ambulatorio LILT più vicino, in cui effettuare anche esami di diagnosi precoce e controlli, si può chiamare, per informazioni, il numero verde SOS LILT 800-998877 o consultare il sito http://www.lilt.it

mercoledì 28 ottobre 2009

Craft&food: tovaglia usa e getta



L'ispirazione nasce da sweetpaultypepad (grazie ad Alex che me l'ha segnalato).
Dovevamo essere in otto, di spirito, a cena, di cui tre bambini: ho pensato di preparare una tovaglia colorata e decorata handmade, usa e getta.
Pennarelli, ritagli di giornale, colla e un rotolo di carta beige leggera han fatto il resto...
Io avevo poco tempo a disposizione, come sempre, ma prendendosi un po' più in anticipo certamente si può far anche di meglio!
Naturalmente si può operare per tovaglia intera (per me in versione fucsia, sotto) ma anche per singole tovagliette (le mie in versione in verde, sopra). Le possibilità sono infinite!
Good craft! ;-)

ps: ad ogni commensale ho poi lasciato, accanto alle posate, un colore per aggiungere il proprio contributo...


lunedì 26 ottobre 2009

Rosso di sera...



Un appuntamento a Feltre (a 30 km da dove abito) mi offre la possibilità di passeggiare per il centro...
La giornata è inverosimilmente calda e il cielo turchese.








Per un attimo credo siano segnali morse...

[ Quand'ero piccola abitavo in linea d'aria di fronte ad una caserma, anche se a distanza di almeno un chilometro. Uno dei giochi inventati era quello di comunicare con qualche luce di quelle finestre attraverso l'accensione e lo spegnimento di una mia lampadina.
E funzionava! Mi rispondevano... Quante risate! ;-D ]


Rientrando a casa, sento la necessità, come spesso accade, di velocizzare la preparazione della cena visto che il tempo a disposizione si è fatto limitato.
Mi sovviene un ripieno per certi pomodori " petulanti " che io adoro e agguanto nel frigo gli unici (700 gr) che ho comperato di tutta l'estate, in un raptus molto poco macrobiotico, ma almeno molto rossi e maturi, a fine stagione.




-Ora vi yangizzo io per bene in forno!-

Incisi leggermente, li tuffo dieci secondi in acqua bollente e li sbuccio.
Li frullo interi, con acqua e semi, nel mixer insieme ad uno spicchio grosso d'aglio, sale q.b. e due cucchiai d'olio evo. Metto in una pirofila (o più pirofiline monoporzione) 400 gr di riso roma, una manciata di olive nere snocciolate tagliate a pezzetti e un cucchiaio di capperi dissalati e bagno tutto con il liquido pomodoroso.
Mescolo bene ed inforno a 180°-200° per 25 minuti coperto con carta stagnola.
Scopro ed irroro con un filo d'olio ancora. Quindi mescolo un cucchiaio abbondante di lievito a scaglie con origano (o altre erbette a piacere) e spolvero la superficie e passo a gratinare ancora per cinque minuti sotto il grill.
Buonissimo anche il giorno dopo.


mercoledì 21 ottobre 2009

martedì 20 ottobre 2009

Golosità&azzardi



La sfida per un macrobiotico nel fare un dolce goloso e che piaccia anche ai non macrobiotici è stuzzicante. Quando riesce nel suo intento poi è doppiamente soddisfacente.
Sì, goloso e macrobiotico è possibile, senza uova, nè zucchero, nè latte.

Giacomo mi ha chiesto esplicitamente una torta al cioccolato ma s-e-n-z-a zucchero.
L'ometto ha le idee chiare, ma alla mamma, con immane tristezza, non resta che constatare impotente che le scorte segrete di cioccolato fondente sono già state saccheggiate (ho detto macrobiotici, sì, mica santi...)
Non posso dunque che mescolare spunti, da fonti perdute nel turbinio del tempo che passa e azzardare accostamenti che la dispensa suggerisce...
... E poi, doppio salto mortale senza rete!

Mescolo questi ingredienti asciutti:
300 gr di farina bianca
100 gr di mandorle tritate non troppo finemente
(di cui tengo da parte 2 cucchiai per la guarnitura)
50 gr di uvetta
50 gr di polvere di carruba
una bustina di cremor tartaro
un pizzico di cannella, di vaniglia e di sale

Frullo a crema fine in un quarto di latte di riso:
due pere a cui ho tolto il torsolo ma non la buccia (purchè bio)
4 cucchiai di olio di mais + 2 cucchiai di burro di soia (o 6 di olio)
5 cucchiai di succo di acero (o malto)
qualche scorzetta secca di buccia d'arancia non trattata

Amalgamo bene i due componenti, asciutto e fluido.
Verso in una teglia grande (30 cm di diametro) unta ed infarinata e cospargo con le mandorle tritate avanzate.
Inforno a 200° per dieci minuti, quindi finisco di cuocere per altri 25 min a 180°.

p.s. se si vuole davvero esagerare, una volta fredda, si tagli a metà e si farcisca con malto di nocciole (o malto di riso mescolato con crema di mandorle o nocciole, in parti uguali oppure marmellata di albicocche).

Sìììììì. Buona, buona, buona!
Capitolerà anche il commensale più schizzinoso che vi guarda compassionevolmente al solo sentir parlar di macrobiotica! ;-)