sabato 23 aprile 2011

L'uovo di colombo



Che scoperta.
Una zuppetta tiepida, semplicissima, ma che, servita così pare proprio un uovo...
... un uovo dal cuore ricco eppur leggero, pieno di auguri per una rinascita coraggiosa.

per 4 pers:
700 gr di carote sbucciate e tagliate a tocchi
il succo di un'arancia
un pezzetto di zenzero (un cm o più o meno a seconda del gusto personale)
timo limone fresco
sale e pepe
Cuocere le carote in 750 gr di acqua bollente leggermente salata (o brodo vegetale).
Frullare finemente, una volta raffreddatesi un poco, insieme allo zenzero e al succo d'arancia.
Allungare con altra acqua se necessario ed
eventualmente passare al colino.
Servire col timo limone tritato e olio, sale e pepe q.b.



Buona Pasqua a tutti!

Giocate con me, mentre mangiate la colomba?
E' nato prima l'uovo o la gallina?
Copiate e ritagliate la sagoma sotto e divertitevi a comporre tutti i volatili che conoscete:
tacchini, pollastri, pulcini, galline, oche e chi più ne ha più ne metta...
:-))
(Io ho un debole per questi qui e queste.)







Wikipedia narra qui l'aneddoto dell'uovo di colombo.

Nel blu dipinto di blu



agata dal pizzo blu, perline di fiume, monachelle placcate oro con farfalline impreziosite da swaroski (
info qui)


... "e continuo a volare felice
più in alto del sole
ed ancora più su
mentre il mondo pian piano scompare piccino laggiù" ...





la sua versione qui




martedì 19 aprile 2011

Abbecedario sentimentale


Giacomo mi ha chiesto di che cosa son fatte le lacrime.
Avrei dovuto dirgli di baci non dati... [E' per quello che non si esauriscono mai?]


Ma, amore mio, sappi che c'è una vita intera per illudersi di recuperarli, quei baci, anche fosse solo nelle lacrime, dolci, altrui.
Chissà che quelle almeno sian sincere, più dei baci rubati.



Ooooooh. La meraviglia, dentro.



mercoledì 13 aprile 2011

Tanto tanto

Salvia, stamattina fammi compagnia.
Sono io il cane, oggi.
Portami a passeggio. Scegli un percorso facile. Fammi faticare un poco, perchè il cuore è troppo gonfio e comprime polmoni e stomaco, togliendomi il respiro e la fame.
Leggi i cartelli, Salvia.


E ora sediamoci qui, nel silenzio. L'aria dopo il temporale si è fatta fredda e il vento pungente.
Sembra sempre che stia per arrivare qualcuno, col vento.
Ma è solo il vento.
Tanto tanto.



Non c'è nessuno da aspettare, nessuno da temere.


Siamo già tutti qua. Sempre.
E c'è di nuovo il sole.

Portami a casa, Salvia.
Ho un po' di fame...

lunedì 11 aprile 2011

mercoledì 6 aprile 2011

Non affondiamo la verità

Solo 8 minuti del vostro tempo, vi chiedo.
Guardate questo filmato:



oppure cliccate qui

Gianni Lennes è un giornalista e fotografo italiano investigativo, freelance, direttore dal giugno del 2009 del giornale online Italiaterranostra.it
Ha subito minacce ed attentati, attuati contro la sua persona, nel tentativo di dissuaderlo dal continuare nelle sue inchieste scomode e scottanti.
La Stampa di Torino per cui ha lavorato per tanti anni, ha congelato il suo lavoro, perchè molto compromettente, facendo sì che continuasse a percepire lo stipendio, ma con l'obbligo di NON lavorare!

Ascoltate e diffondete questo video. E' l'unica cosa che possiamo fare noi. Grazie.

lunedì 4 aprile 2011

Merenda al sole. Torta vegan di nocciole e carote



Diciamo che a tutti gli effetti, potrebbe essere proprio un dolce quaresimale, lenten, come dicono i cristiani ortodossi che durante questo periodo evitano non solo la carne, ma anche latticini e uova, come ha ricordato Alice.
Io qui ho eliminato anche lo zucchero (il perchè qui , ad esempio) a favore stavolta del succo d'acero.

160 gr di farina di kamut bianca
200 gr di carote pelate
100 gr di nocciole
la buccia di un'arancia non trattata
70 gr di burro di soia (o olio o quel che volete)
80 gr di sciroppo d'acero (una decina di cucchiai ca.)
120 gr di latte di riso (il mio alla vaniglia)
un cucchiaio di cremortartaro
1/2 cucchiaino di zenzero secco in polvere
una manciata di gocce di cioccolato fondente
un pizzico di sale

Nel mixer tritare farina, nocciole e buccia d'arancia. Unire il burro e sabbiare. Unire il cremortartaro.
Versare in una ciotola a parte, al fresco.
Nello stesso bicchiere del mixer, porre le carote tagliate a grossi pezzi, il latte, il succo d'acero.
Unire il composto alla farina nella ciotola, insieme ad una manciata di gocce di cioccolato fondente.
Mescolare molto brevemente.
Versare in pirottini di carta (a me son venute 6 tortine basse, ma larghe 10 cm)
Cuocere in forno a 170° per 30 min e poi ancora 5 min a 150° ma ovviamente dipenderà dal formato: verificate con uno stuzzicadenti!



Già feci la ricetta in formato torta intera, senza cioccolato, con l'aggiunta di uvetta all'interno ed un poco di nocciole tritate sopra, ma l'ho preferita in versione monoporzione, nei pirottini bassi qui sopra, risultando morbida ed umida il giusto.





Buon pic-nic al sole!

mercoledì 30 marzo 2011

Mousse (di pesce) al tè matcha

Il silenzio.
E' ciò che non si ode, ma ascolta, fecondo. E' terra, verde, è humus che raccoglie e custodisce, mentre il mondo gira sulle parole lubrificate con l'olio della pazienza. (come diceva più o meno, mi par di ricordare, Saramago)
Vorrei tanto riuscire a disegnare questo silenzio. Vorrei tanto colorare anche queste nostre parole che lo riempiono di sorrisi ed emozioni ritrovate, lì, in questi giorni.



Eppure non ci riesco. Ancora non ci riesco.
Mi racconto che i pennelli seri e pezzi del mio cuore son rimasti in chissà quali scatoloni che non riesco a trovar la forza, nè il tempo di aprire.
Ho bisogno di ri-prendermi un po', ora.
Mi metto ai fornelli con concentrazione, ma senza pregiudizi.
Mi viene una piccola idea, veloce, se non altro per un aperitivo (un'ouverture, più che un'entrée, considerato il mio contesto... il francesismo non è un caso, è evidente):
un omaggio per una persona importante della mia vita, che immagino apprezzerebbe per più di un motivo, in un mare di fiorellini e nuvolette di pancarrè, in pieno periodo di hanami, tra lacrime e sacrifici.
Con un bicchiere di vino. Forse due.

100 gr di sgombro lessato (andrà benissimo quello in vasetti, purchè al naturale)
4 cl di latte di soia non zuccherato
2 cl di olio d'oliva extra vergine leggero
un cucchiaino di polvere di tè matcha

Montare con le fruste elettriche come fosse una maionese.
Ne risulterà una mousse verde, leggermente sabbiosa, marina, e molto evocativa. Per me.
Sa di terra, di mare, ma è verde...




Nulla impedisce anche di cuocerla leggermente (e pure di addensarla ulteriormente con fecola o kuzu) e una volta raffreddata di frullarla nuovamente.


Si astengano i non estimatori di matcha e i deboli di cuore (questa la capisco solo io, pardon).




The edge of the deep green sea

Wave after wave after wave
It's all for her
"I know this can't be wrong" I say
...
"Why do you cry?
What did I say?"
"But it's just rain" I smile
Brushing my tears away...



la ciotola-tazza è un gradito regalo di Acilia







lunedì 28 marzo 2011

Biancomangiare (ma salato e pure vegan)

Niente a che vedere col blanc manger dolce, nè valdostano, nè siciliano.
E' decisamente bianco, sì, il mio esperimento, ma dichiaratamente salato e pure vegan.



1/4 litro di latte di soia (non zuccherato)
2 cucchiai di agar agar in fiocchi (oppure 2 cucchiaini se in polvere)
2 cucchiai e mezzo di tahin
2 cucchiai di lievito alimentare a scaglie*
2 cucchiaini di succo di limone
mezzo cucchiaino di senape (la mia moutarde à l'ancienne, coi semini interi)
un cucchiaino di olio di oliva extra vergine (nel mio avevo lasciato qualche foglia di basilico a marinare)
sale qb (io ho usato il maldon affumicato)
qualche oliva nera e alcuni pomodori secchi
prezzemolo, aneto, origano, ecc. a piacere
pepe rosa, nero o verde



Sciogliere l'agar agar nel latte e scaldare sul fuoco fino a bollore.
Cuocere dolcemente per 5-6 min.
Lasciar raffreddare.
Nel bicchiere del frullatore porre tahin, limone, lievito, sale. Una volta aggiunto il latte con l'agar agar, frullare bene.
Unire la senape e mescolare con un cucchiaio.
Assaggiate e regolate di sale.
Versare in un unico stampo o, come ho preferito io, in piccole formine (da ghiaccio o da cioccolatini), preventivamente inumidite.
Sul fondo di ogni formina, avrete cura di porre qualche pezzetto di pomodoro secco, di oliva e qualche pizzico di erbe aromatica a piacere, grani di pepe rosa, nero e verde.
Lasciare riposare un paio d'ore in frigorifero, quindi sformare.

Serviti con patatine novelle al vapore, ma ottimi anche come aperitivo.

qui la prima versione

altre idee invece per sformatini:
sformatini di tofu
sformatini di tofu e topinambur
sformatini di zucca
cestini di polenta
sformatini vegan con spinaci


mercoledì 23 marzo 2011

Honeysuckle

Pare che La Pantone Inc. abbia deciso che il colore del 2011 sia il numero 18-2120 "Honeysuckle" (vedi qui), il rosa caprifoglio, una sfumatura di rosa assolutamente nuova, "coraggiosa, fiduciosa, vitale".
E dunque arredamento, tessile, trucco, abbigliamento ed accessori ... e musica si tingono di rosa!




"Nei momenti di stress abbiamo bisogno di qualcosa per sollevare il nostro spirito, sostiene Leatrice Eiseman, direttore esecutivo del Pantone Color Institute. E' un colore affascinante e stimolante che rilascia l'adrenalina, perfetto per scongiurare la depressione".

E se invece, non funziona, aggiungo io, non ci rimane che l'Honeysuckle da scegliere tra i fiori di Bach! ;-)) (vedi qui)




rocailles rosa antico, fiorellini in vetro, piccoli cristalli e chiusura a perno




info qui


lunedì 21 marzo 2011

Huin

Huin in etrusco significa primavera


Perle bianche e ciondoli a pallina che ricordano un po' l'oro etrusco, appunto, per la lavorazione a filigrana e granulazione.



info qui


lunedì 14 marzo 2011

Non solo un assolo


Ho ricevuto una mail dal Giappone. I nostri cari amici Kimi e Shini (vedi qui) hanno risposto alla mia richiesta di avere loro notizie, dopo quanto tristemente accaduto in questi giorni.

Spero non me ne vogliano se ho pensato di riportare il testo della loro mail, perchè anche voi possiate vivere questo spezzone di realtà, dalle loro parole, al di là di quanto riportano i giornali, ma soprattutto per condividere la loro richiesta di pregare per loro.
Non parlo di preghiera limitatamente in senso cattolico cristiano, ma di pensiero e di comunione con quella gente.
Un tacito accordo
e, come letteralmente recitano i suoi molteplici significati, una conformità di opinioni, di intenti; un'intesa, un patto; un'emissione simultanea di più suoni, come concordanza tra soggetto e verbo.

Ricerco accordo, ecco, tra voi. (tra l'altro anche il nome "cuore" deriva dal latino cor, cordis)
L'improvvisazione richiede, comunque, accordo.
Come mi piacerebbe se per questa volta, ciascuno di voi battesse un colpo, passando di qui (un segno è sufficiente, non occorrono neppure parole, sollevandovi dal timore di scivolare nello scontato o nella banalità).
Non per Cobrizo: Cobrizo vorrà farsi solo cassa armonica. Per loro.

Ho chiacchierato in questi giorni con la mia cara amica Petula e con Stefania, la mia conterranea nippoblogger.
Entrambe mi hanno ricordato ancora una volta la grande dignità, la fiducia e il senso civile di quel popolo che io così poco conosco, ma da cui molto vorrei imparare.
A Stefania, in particolare, ho chiesto (analogamente a qui) se mi volesse aiutare a sintetizzare, in un ideogramma, questi pensieri d'accordo da aggiungere al mio disegno qui sopra.
La parola/ideogramma a cui lei ha immediatamente pensato è WA e il suo relativo ideogramma
WA, guarda caso, significa principalmente armonia. (basta così poco, penso e la catena già prosegue da sè...)
Dal dizionario giapponese, lei mi riporta, WA significa:
1. somma, addizione
2. pace.
3. armonia, concordia, amicizia
(e ancora, nota bene, in musica, WA + l'ideogramma di suono significa "accordo")
4. Giappone, giapponese

WA è cioè infatti il simbolo che i giapponesi usano per indicare se stessi, il loro paese, ciò che appartiene alla loro cultura!


"Hi Roberta,
thank you for worrying us.
Kimiake and I were not injured. But the studio was destroyed completely and a part of house too.
Aftershock is shaking continuously.
Electricity and water came back, we have enough foods and we have a room to sleep in a part of house where had less damage. Yesterday, firemen rescued the car from garage. So, for the moment we can survive ourselves.
Now, we have to worry about the accident of nuclear power station .
Thank you again and if someone ask about us please tell we are safe.
Also please pray for the earthquake victims.
Love.
Shin-ichi"


qui una traduzione (anche se approssimativa) per i pochi che so potrebbero faticare a comprendere il testo in inglese

qui il link per una donazione alla Croce Rossa Giapponese
qui il link per una donazione alla Croce Rossa Italiana


p.s.: qui sotto lascio un piccolo banner, da prelevare, per coloro che me lo hanno richiesto e desiderano condividere l'intento:



Ancora un p.s.: io pensavo fosse del tutto scontato, ma forse non lo è.
Il banner sopra è qui a disposizione per chiunque lo voglia. Mi farà ovviamente piacere che lo prendiate per i motivi che ho già detto, ma è opportuno anche che rimandi al link di questo post, per spiegarne il significato, per specificare le intenzioni di quella scritta "accordiamoci" e fornire i links per le donazioni.
Altrimenti, come in alcuni casi ho visto fare, apparirebbe come solo un quadratino colorato, no?
Grazie.

Melaformamandalica


Una semplice tortina di mele.
Realizzata qualche giorno fa, quando lessi del cake di francescav, ma io non avevo che un piccolo avanzo di yogurt di soia nel frigo (nè uova, nè burro).
Ho rimediato così.


220 gr di farro integrale (per un sapore meno rustico meglio bianca o metà e metà)
100 gr malto
5 cucchiai di sciroppo acero
1-2 cucchiai di rhum
50 gr burro di soia bio (vedi qui ma sostituibile penso egregiamente con olio, anche omettendo lo yogurt, ma aumentandone un poco la dose, forse)
80 gr yogurt soia
1/2 bustina di cremortartaro
2 mele piccole
la buccia di un'arancia non trattata
un pezzo (5 cm) di cannella in canna
una manciata di uvetta
40 gr di pinoli
un cucchiaio di sciroppo acero per lucidarla

Nel mixer tritare la farina con la buccia d'arancia e la cannella spezzettata con le mani.
Unire la margarina e sabbiare la farina. Unire il cremortartaro, il sale e i pinoli.
A parte lavorare malto, sciroppo d'acero, yogurt. Unire le uvette affinchè si idratino un poco.
Unire il composto asciutto a quello liquido, mescolando brevemente.
Mettere in un teglia da plumcake unta ed infarinata e coprire con le fettine di mela sbucciata. Bagnare la superficie delle mele con un cucchiaio ancora di sciroppo d'acero.
Cuocere in forno per 35 min a 175°






giovedì 10 marzo 2011

Prologo. Azione. Epilogo. DoNNe con eNNe.

[Prologo]
Mi illudo di delegare il mare a raccontare questa storia, come se già ogni conchiglia ne cristallizzasse un frangente.
Mi avvolgo nella mia, come un paguro e cerco conforto nella mia stessa paura.
In questi giorni non ci son parole.
Un rimestio senza fine, come il flusso delle onde.

Oggi, per caso (?!) ho trovato questo vecchio filmato relativo ad un lavoro di Heidi Bucher (qui), artista donna, non a caso, (1926-1993).
Purtroppo non ne comprendo il testo, ma fa nulla.



[Azione
]



E ancora un suo schizzo di una labirintica conchiglia e la foto di un bozzolo umano.



Ho pensato d'istinto subito a Nina (qui), quel filo sottile che disegna essenze, sciogliendo matasse aggrovigliate.
Ma non capivo. Ancora non capivo, pur avendole segnalato subito la visione del video.

Solo stasera ho ricominciato a respirare dopo l'apnea che è seguita al nostro incontro e alle tue parole, Nicoletta (v. qui).
Quell'interruzione del respiro nel gesto artistico come nel parto; quel pianto empatico nella commozione adulta, come nella distensione dei polmoni del neonato.
"Non è il mare che dice le parole".
Mi piace credere, N., che il blu, l'azzurro, il rosso siano i primi colori che il bambino percepisce già nel mare amniotico materno.
"Il potenziale cinetico"
Così mi spiego solo ora quanto ti ho detto oggi pomeriggio, quando un particolare cromatico mi ha attratta inspiegabilmente, inducendomi alla sosta davanti ad una tela, con meraviglia, semplicemente perchè prima d'ora non lo avevo mai contemplato, pur contenendolo da sempre.
Rothko optava per forme piatte " perchè distruggono l'illusione e rivelano la verità".
Le scelte degli uomini della nostra vita, abbiam notato tu ed io, hanno optato per il blu e il bianco, (acqua-aria?), tralasciando il rosso.
Noi, donne, madri, invece siamo ancor così piene di rosso, rotondo, bruciante...


[Epilogo]
In questi giorni per me tutto combacia, anche se nessuno, o quasi, capirà. Poco importa.
Non so neppure dove siano i miei pennelli e il mio scanner, per acquisire ed aggiungere qui anche solo uno mio schizzo, non è neppure collegato.
Eppure devo fermare quest'istante per me, per ricordare che non è un'illusione, ma una dichiarazione d'amore: "Ho troppo a cuore sia l'oggetto che il sogno per vederli dissolversi nell'inconsistenza vaporosa del ricordo e dell'allucinazione".
Un eNNesimo grazie.

Stasera solo ho capito, mentre scrivevo, che queste parole rotolano sulla sabbia partecipando anche a questa danza:



martedì 1 marzo 2011

lunedì 28 febbraio 2011

Dolce e lento biscottar (seconda versione)

Giornata mondiale della lentezza, oggi, 28 febbraio. (qui)
Un tempo più lento, perchè "il tempo non guida le cose, ma le segue".

Gli esercizi di AUTO-convincimento non bastano...
Faccio quella telefonata, oggi. Ok.
Mangio un biscotto ed esco a piedi.





Mi contraddico? Non è mica la prima volta (vedi qui).
Una seconda versione, dunque, ritoccata, ancor più gradita di questi (e non solo per l'uso del cioccolato, ma per consistenza e profumo).

30 gr di fiocchi di cereali misti: avena, orzo, riso, farro, frumento, segale (ma anche di sola avena andranno bene)
470 gr di farina (vedi ricetta precedente)
120 gr di olio di mais
200 gr di malto di mais (o di riso o di grano, ma non di orzo)
3-4 cucchiai di sciroppo d'acero
la buccia di 2 arance non trattate
50 gr di buon cioccolato fondente
2 cucchiaini di cremor tartaro
una puntina di cucchiaino di sale
latte di riso q.b.

Tritate i fiocchi di cereali con le bucce d'arancia (prelevate col pelapatate) insieme a 100 gr di farina. Unire tutto alla rimanente farina.
Procedere quindi come per la ricetta precedente (vedi sempre qui)
(questa volta io li ho fatti un poco più spessi.)
Infornare a 170° e cuocere per 7 min, o più a seconda del formato.
Non fare colorire, ma preferibilmente toglierli ancora chiari e un poco morbidi dal forno, perchè induriranno raffreddandosi.
Sciogliere a bagnomaria il cioccolato e decorare (a) con piacere.


lunedì 21 febbraio 2011

Taglio, cucio e volo via! I biscotti di Arianna e Teseo.

Questi biscotti-bottoni potrebbero essere stati confezionati anche da Caterina, sarta minuta di Biscotti&Sospetti, ma mi piace pensarli in termini di "botòn e busèta" ("come culo e camicia", per i lettori non veneti), espressione che trovo quanto mai simpatica, definendo artefice e destinatario.
Molte delle difficoltà nascono ancora dalla sfiducia circa la presenza di quel filo.
La scelta più sbrigativa di reciderlo spesso sortisce l'effetto opposto.
La leggerezza primaverile consente però di sbottonarsi ed invita ad un benaugurante volo leggiadro ... e farfallino!

...



Ora però, qui, astenetevi da questa ricetta voi che usate il burro e lo zucchero in quantità almeno 1:2 rispetto la farina. Non c'è storia.
Un invito che faccio a me stessa in questo periodo è anche quello di limitare i prodotti da forno e dei cibi salati, con l'arrivo imminente della primavera.
Avete notato maggior nervosismo, suscettibilità, rabbia, insonnia in e attorno a voi? o forse risvegli intorni alle 5 del mattino? occhi arrossati e lacrimanti? L'energia stagnante accumulata durante l'inverno, che ha appesantito il fegato, ha bisogno di sciogliersi ed uscire. Secondo la macrobiotica, cotture più brevi (a vapore o saltando velocemente con pochissimo condimento), il sapore agro (di limone, aceto di mele o di umeboshi) e alimenti leggermenti fermentati (verdure pressate, insalatini come i crauti, qualche sottaceto) ci verranno in aiuto.
Anche il colore la dice lunga: saranno gli alimenti verdi (appena scottati) o blu chiaro ad apportare particolare beneficio per fegato e cistifellea.
Non vedo l'ora di trovare i primi agretti, gli
sciopeti (o carletti, quell'erba che viene chiamata anche strigolo, la Silene inflata), di raccogliere il tarassaco... per ricette leggere.





500 gr di farina semiintegrale (o bianca)
125 gr di olio di mais
200 gr di malto di mais (o di grano, ma non di orzo)
la buccia di un'arancia non trattata
2 cucchiaini di cremor tartaro
una puntina di cucchiaino di sale
gocce di cioccolato fondente
succo di mela q.b. (ma anche latte di riso o soia andranno bene, penso)

un'altra versione di biscotti QUI

Nel mixer mettere la farina, il malto, la buccia d'arancia grattugiata, l'olio, il sale e il cremor tartaro. Tritare per una veloce sabbiatura, quindi unire qualche cucchiaio di succo di mela (a me ne son bastati 3-4) per impastarlo.
Lavorare brevemente con le mani ed avvolgerlo nella pellicola. Lasciar riposare in frigo per 15 min.
Scaldare il forno a 175°.
Stendere la pasta in una sfoglia di mezzo cm di spessore e tagliare a piacere (una parte dell'impasto è stata arricchita con gocce di cioccolato)
Cuocere in forno per 7-8 min o q.b. , facendo attenzione a che non colorino troppo.

Si conservano bene in una scatola di latta.
La pasta risulta ideale anche per una crostata.
I buchini di ali e bottoni sono ricavati con una cannuccia di plastica.


mercoledì 16 febbraio 2011

lunedì 14 febbraio 2011

Yume




(yume=sogno)



la perla nera è in seta


A cavallo tra reminescenze di forme architettoniche che riaffiorano per bizzarre associazioni di idee, oggi, e sogni di cose ancora mai viste che profumano d'oriente, ogni tanto il japan mood riemerge...

La storia di Cobrizo e dell'ideogramma delle foto, qui


giovedì 10 febbraio 2011

Abbracciami

Abbracciami. E' molto più facile di quanto sembri.



con un bracciale




Stanno come in gruppo e sono lì,
tutte le miserie degli uomini
- l’esito di quel che non si sa –
e c’è la sola vanità che può respingerle,
spostando il giorno in cui dovrà soccombere.

Stanno… e non si estingueranno mai.
E per questo esistono le favole,
che raccontano di un aldilà
dove trovar di nuovo ciò che andremo a perdere:
amori… affetti… Ed è compassionevole.

Abbracciami e baciami con il baccano della felicità:
godiamoci con voluttà. Godiamoci.
“Everything’s vanity” is what you say,
My sweet, sweet love (rispose lei)
But “everything” means that even these words are vain.
My love (ancora lei)
“Everything can be beautiful now” I say,
My dove…
Also beauty must die anyway.

Stanno pronte ad ogni evenienza:
nello sguardo di quel vecchio instabile,
dietro al gran cespuglio, proprio là,
e nel portamonete di quello sbruffone che
gioca all’idiota con le sue macchine.

Stanno… e non potrai starne senza,
non per sempre, dolce mia adorabile.
Perciò, come fa la vanità,
spostiamoci dall’ombra che le genera,
sapendo che non vorrà dire vincerle.

Abbracciami e baciami con il baccano della felicità:
godiamoci con voluttà. Godiamoci…



info qui (per il bracciale)