venerdì 11 dicembre 2009

Rosa antico, viola, prugna...


vetro vintage e nuovo, rose and purple jasper, cristallo, perla lunga di vetro di murano
soffiato a bocca da maestro muranese, rame anallergico




info qui

lunedì 7 dicembre 2009

Farinata di ceci con peperoni e cipolle di tropea

Ingredienti mediterraneissimi, ma con un più caldo tocco orientale: a spicchi come antipastino, semplice secondo o per farcire del buon pane fatto in casa.



150 gr farina di ceci
un cucchiaino di sale
un cucchiaino di semi di ajwan (o in alternativa di cumino)
1/2 peperone già cotto sotto il grill, pelato e tagliato a filetti (se in stagione, sennò sostituire con altro ortaggio od omettere)
1/2 cipolla di tropea
2 (o 3) cucchiai di olio

Mescolare con la frusta la farina, due cucchiai d'olio e acqua qb fino ad ottenere una pastella molto liquida. Lasciar riposare 2-3 ore oppure anche tutta la notte in frigo (preferibilmente rimuovendo la schiumetta che si forma sopra).
Versare in teglia antiaderente e guarnire con i peperoni cotti, gli anelli sottili di cipolla cruda, il cumino (e ancora il terzo cucchiaio d'olio, se vi pare necessario).

40 min a 180° + grill se occorre



La doppia cottura del peperone (in dose minima qui) ne equilibrerà la natura molto ying, di cui è comunque meglio non abusare (come per tutte le solanacee). E' preferibile consumarlo piuttosto in stagione calda.

venerdì 4 dicembre 2009

Tra terra e mare

Rimaniamo in Marca trevigiana (ma non di "marchetta" si tratta, poichè si parla di nuovo di cose fatte col cuore).
Quando sono a Treviso, (come è accaduto sabato scorso che stavo allestendo la microesposizione di due post fa) e voglio farmi coccolare in un ambiente caldo e familiare, vado da Carla.
Ho bellissimi ricordi legati a questo posto: tête-à-tête romantici e rilassanti, le prime uscite a tre fuori porta con Giacomo che, dopo lo svezzamento, mangiava pasta integrale con le mani, chiacchierate emozionanti dopo cena con Carla, davanti ad un buon bicchiere senza solfiti, a parlar di vita e di vino...



Carla, Simone ed Alessio sono un bel trio affiatato e con tanta voglia di cucinare il buono, per nutrire e non solo per incantare l'occhio e i sensi.
Non aspettatevi eccessivi virtuosismi fini a se stessi! Il loro menù dichiara un forte legame alla tradizione del territorio, ma altrettanto brio e voglia di nuove contaminazioni, perchè anche gli ingredienti un po' diversi e meno noti possono riservare emozioni positive, oltre ad essere sane alternative.




Con annesso negozio di prodotti biologici e naturali, propongono una cucina biologica vegetariana, vegana ma anche con numerose eccezioni di pesce. Insomma una goduria per una famiglia di macrobiotici, ma non solo, visto che il ristorante è frequentato da gente davvero di tutti i tipi!
Trionfo di tofu fresco con porro e miele, scaloppe di seitan, quinoa alle verdure e hiziki, crema di borlotti e spadone... ma anche cous cous di farro con pesce e verdure, baccalà mantecato e triglie gratinate con carciofi, radicchio rosso al mosto cotto e arance, sardine gratinate con verze e radicchio di treviso... solo per citarne alcuni (con esplicita segnalazioni nel caso d'uso di solanacee, uova o formaggio). Inoltre pane, pasta e dolci sono fatti in casa, alcuni realizzati anche senza latte, uova, burro e zucchero, ma con malto, miele, succo d'agave o d'acero.

Teneteli d'occhio! Con la primavera (fine aprile 2010) si trasferiranno da qui:

La Vera Terra
Via Girolamo da Treviso, 5 Treviso


PS: attenzione, evitate accuratamente di finire anche solo per errore nell'osteria venti metri più avanti! Quest'estate quando Carla era in ferie ci siamo caduti in trappola, purtroppo...
Abbiamo dovuto chiamare i carabinieri per come siamo stati trattati... non aggiungo altro!

a qui:

Basilico 13, (ex osteria al Canevon)
piazza San Vito 13, proprio dietro Palazzo dei Trecento
tel. 0422.549789

Sono andata 2-3 volte nella nuova sede. Mi spiace dirlo ma secondo me qualcosa è andato perduto e il locale e la cucina non hanno mantenuto la piacevolezza di un tempo.
Che peccato!

giovedì 3 dicembre 2009

Pasta al forno con zucca, cavolfiore e Genmaicha



Zucca e cavolfiore in questi giorni abbondano nella nostra cucina tanto che oggi ho cotto entrambi contemporaneamente (l'una al forno e l'altro al vapore).
Ho riflettuto su come legarli in un piatto insieme ed è nata questa teglia. Ho usato gli ziti, ma ovviamente anche le lasagne sarebbero indicatissime.
Il Genmaicha è questo tè verde, con i chicchi di riso tostato. (Io lo amo molto anche servito a pasto).




L'intento qui però è di apportare una nota erbosa e croccantina al palato per animare il dolce della pasta e della verdura.

500 gr di pasta (ziti, ma anche lasagne, penne o maccheroni)
mezza zucca (tagliata a fette, cotta in forno per 30 min su carta da forno)
un cavolfiore, foglie comprese, lessato al dente a vapore
800 gr latte di soia
80 gr di farina di riso
3 cucchiai d'olio di mais bio
sale e pepe q.b.
2/3 cucchiai di tè Genmaicha (玄米茶, "brown rice tea") *
un pugno di nocciole tostate (pure le arachidi, in alternativa, dovrebbero starci bene)

Lessare molto al dente la pasta in acqua salata. Scolare e raffreddare sotto l'acqua corrente.
Fare una besciamella con il latte di soia, l'olio e la farina di riso e salare q.b.
In una pirofila unta, su un primo strato sottile di besciamella, adagiare le fette di zucca mescolate alle cimette di cavolfiore, qualche nocciola tritata grossolanamente, pepe e quindi metà della pasta. Coprire con un po' di besciamella e spolverare con il tè.
Continuare fino ad esaurimento degli ingredienti, terminando con la besciamella e il tè.
Passare in forno caldo a gratinare (con l'aggiunta di una spolverata di pangrattato, lievito o farina di mais per la crostina).

*Se gradite il sapore del
Genmaicha provate anche l'olio aromatizzato
(la ricetta qui
, da Acilia)

PS: grazie al commento di Cristina LaGolosastra sono venuta a conoscenza di questa simpatica raccolta di ricette intorno al tè di Susina: dateci un'occhiata cliccando qui


mercoledì 2 dicembre 2009

Biscotti & ciàcole

Barbara seduta (con Patricia), Elisabetta sognante, Patricia alla bilancia
e Carola tra mattarello e macchina fotografica



Ora lo posso anche ammettere: mi sono dovuta un po' violentare per vincere la mia "orsitudine"... ma la curiosità alla fine ha avuto la meglio!
Ho ricevuto un invito inaspettato da quattro donzelle che non conoscevo, se non in rete: Babuska, Panemiele, Aromadicasa e la Casettadellepesche.
Mi hanno parlato appunto di una certa casetta delle pesche, di chiacchiere, biscotti e bellini e io ... ho ceduto! Sarà che a parlar di casetta e di biscotti mi è venuta in mente quella di Hänsel&Gretel, ma non ho saputo resistere!

Lo scopo era un biscottamento prenatalizio.
Ho preparato un disegnino per loro.
Le avevo messe in guardia inoltre circa le mie macrobiotiche inclinazioni, percui non mi sembrava saggio che cercassero in me suggerimenti per delizie e golosità natalizie. Mi avrebbero trovata insopportabile da subito... ma mica si sono scoraggiate, eh!
Anzi, hanno organizzato un pranzetto (vegetariano, a cui con accortezza per me hanno anche eliminato il gorgonzola - grazie! -) e poi mi hanno selezionato un paio di ricettine macrobiotiche per mettermi ad infornare...
Così, avvolte da una luce di una bellissima giornata di sole e i peschi di guardia oltre le finestre, in una moderna cucina attrezzatissima ci siamo impastate ed amalgamate proprio come gli ingredienti che avevamo tra le mani e, tra un caffè, un prosecco, un frollino e un croccante, si è fatta sera.
E' stata una giornata ricca di emozioni, sorprese e "ciàcole" tutte in rosa, come da tanto non mi accadeva!


Altra stagione, altro piacevole incontro nella casetta potete gustarlo qui




Grazie di cuore a tutte voi, Carola, Barbara, Elisabetta e Patricia. ;-)



martedì 1 dicembre 2009

Infusioni preziose a profusione

Conosco Francesca oramai da anni, incontrata per caso in un certo negozietto, in una delle mie tante passeggiate per il centro di Treviso.
In più occasioni, insieme, se ne era parlato, ma evidentemente finora i tempi non erano giusti. Questa volta lei invece qualche mese fa mi ha ribadito esplicitamente il suo desiderio.
Il luogo in questione è la sua bottega: La stanza del Tè.
Non è la prima volta che faccio riferimento qui, nel blog, alla mia passione per il tè (vedi qui e qui), ma in questo caso, visto che questo luogo mi è particolarmente familiare anche perchè debbo a lei, oramai parecchio tempo fa, i miei primi assaggi, ad esempio, di Lapsang Souchong o di Yin Zhen Silver Needle, mi piacerebbe essere in grado di trasmettervene i profumi e regalarvi la delizia di certe forme dell'oggettistica a cui le mie poche foto bruttine non rendono, ahimè, sufficiente merito...
La fragranza è indefinibile, perché è un misto di aromi di erba, frutti, fiori, caffè, cioccolato, spezie... E' una fusione molto piacevole, irriproducibile, perché cambia ogni giorno, ogni volta che apre un vaso di latta per farlo annusare al cliente.
Ad ogni mia visita mi lascio stordire da quell'aulenza seducente e penso ingenuamente che vorrei portarmela tutt'intera a casa, se solo fosse un aroma o un incenso per la casa!
Come dice Francesca: "Un tè non si compra e basta... si sceglie o si incontra per caso... dipende dall'umore del giorno, dal tempo che fa, da un profumo che colpisce più di altri e certo anche tanto dai consigli di chi lo propone. Per questo non bisogna avere fretta, ma guardare, annusare e ascoltare."
E' per questo che ho colto subito il suo invito: i miei lavori (illustrazioni&bijoux) avrebbero provato sicuramente piacere nel respirare quel profumo e nel soggiornare lì un poco, tra quelle foglie e quelle teiere Yixing.

(fino a martedì 28 dicembre)






La stanza del tè
Via S.Margherita 26/b Treviso
tel.346.0464252
sito web qui


“Quando bevi il tè, stai bevendo nuvole”
(Thich Nhat Hanh)

giovedì 26 novembre 2009

Classica, ma non troppo


avorio, corno, legno maldiviano, perle, vetro
info qui


esempio di packaging handmade
per altri esempi vedi anche qui
(questo pacchetto, non con questa collana ma con altri bijoux,
è volato da Valentina, qui
)

mercoledì 25 novembre 2009

Esercizi & pasticci

China nera e bianca, inchiostri colorati (profumati)
e un Moleskine nuovo di zecca
.
Oggi esercizi di calligrafia, per piccoli e grandi.
Da autodidatta, naturalmente...



...ma mentre armeggio con boccette e pennini, sento già che la mano sta per sfuggire...


eppure insisto, per vanitosa cocciutaggine... et voilà, tutto si fa verde!


Sarà pure inchiostro profumato, ma beata biro!
La sua...


Il 5° natale di Giacomo e la sua impazienza di imparare a scrivere

venerdì 20 novembre 2009

mercoledì 18 novembre 2009

Recicliamo ed impacchettiamo

Oggi facciamo un altro lavoretto divertente.
Avete presente tutte quelle scatoline di cosmetici, farmaci o prodotti alimentari che riempiono il vostro cestino della carta?
E' carta da reclicare, sì o no? E allora recicliamola!
1. Io ho scelto formati piccoli ma nulla impedisce di fare scatole più grandi anche in previsione dei regali di natale.
2. Ho usato del gesso bianco (il mio è Maimeri coprente opaco) per dare una prima mano coprente che mi permetterà di usare meno colore per coprire le scritte e darà anche una texture interessante alla carta (si possono usare anche medium specifici per effetti particolari).


3. Una volta perfettamente asciutto, ho dipinto con acrilico bianco (ma potete ovviamente scegliere il colore che preferite)
4. 5. Su un pezzetto di cartoncino qualsiasi ho ritagliato qualche sagoma a piacere e l'ho usata con la tecnica dello stencil per iniziare a decorare le scatole.
Un piatto di plastica usa-e-getta fungerà perfettamente da tavolozza per mescolare le diverse tinte.
6. 7. Successivamente ho continuato a dipingere con pennelli e colori a piacere.
8. Ho confezionato con un po' di rafia e qualche perlina.












lunedì 16 novembre 2009

Tocco viola

Dopo "vedo rosso", ora "tocco viola"...
sì, stamane mi sento un Mida cromoforo! ;-)
Tutto si spiega perchè, dopo strapazzi a tavola nel weekend, solitamente mi ripropongo un giorno o due di riso integrale e verdurine, con pochissimi condimenti.
Detta così mette già tristezza, lo so, ma non è così! Il trucco, divertente per di più, sta nell'inventarsi ogni volta una salsina nuova, colorata e saporita che spesso poi diviene fonte di ispirazione per ricette successive...




E' velocissima da farsi e ottima per condire cereali o verdure o quel che si vuole.
(ok, state già pensando che sta bene sulla carne, vero? ... lo sapevo, ;-) incorreggibili!)

una cipolla rossa di tropea lessata al vapore
un cucchiaino di miso
due gocce di tabasco (o un pizzico di peperoncino)
mezzo cucchiaino di pasta di tamarindo
1-2 acciughe sott'olio
un cucchiaio di salsa worchester
una macinata di pepe
qualche cucchiaio d'acqua di cottura della cipolla

Mixare tutto insieme. Io non ho neppure aggiunto olio in più, oltre al poco delle acciughe, ma se si gradisce...


giovedì 12 novembre 2009

One ring...




"One Ring to rule them all,
one Ring to find them,

One Ring to bring them all
and in the darkness bind them
"...


(Sir John Ronald Reuel Tolkien
)

info qui


mercoledì 11 novembre 2009

Contenuti&contenitori


Cobrizo decora la carta a mano e confeziona poi ogni pacchettino con cura, l'uno diverso dall'altro...

pour vous

..così tanti piccoli scrigni colorati sono già volati a milano, venezia, roma, firenze, verona, bologna, trieste, treviso, torino, ecc.

Grazie, grazie a tutti voi.
♥

info qui ✎


lunedì 9 novembre 2009

Col cavolo che va bene


Giornata grigia, ma io vedo rosso... rosso rabbia!
Ho i nervi a fior di pelle.
Ogni volta recarmi in cantiere è uno sfinimento, un'arrabbiatura, una desolazione.
Non c'è fine al pressapochismo e alla mancanza di professionalità di certa gente...

..ma poi un amico mi regala una cassetta di melette nostrane, belle belle.
Così mi metto ai fornelli e decido:
-Stasera il rosso ce lo mangiamo e ce ne facciamo un baffo!- ;-)

cavolo rosso mezzo
2 melette rosse
2 C di olio evo
2 C di acidulato di umeboshi
1 C di aceto rosso
3-4 chiodi di garofano
3-4 bacche di ginepro
3 bacche di pepe nero
sale e acqua qb

Appassire il cavolo tagliato a listarelle non troppo sottili nell'olio scaldato. Unire le mele tagliate a dadi, l'acidulato, l'aceto e tutti gli aromi. Cuocere per 20 min o quanto necessario affichè il cavolo sia morbido.







p.s.: sono stata via qualche giorno e mi sono dimenticata del tutto di questa iniziativa qui relativa a questa ricetta qui, uno dei più citati esempi di plagio in rete, da blogger.
si desidera porre l'attenzione ancora una volta su chi, sempre più frequentemente, preleva materiale dai blog, senza previa richiesta e ne fa un uso sconsiderato
. urge davvero un codice corretto di comportamento!
dal momento che si parla di ingiustizie e mele ;-), però, sono ancora in tempo per aggiungere questo post scriptum arrabbiato, no?

giovedì 5 novembre 2009

イヤリング

Chissà se イヤリング significa veramente orecchini... qualcuno me lo sa dire?


raku, avorio, agata


info qui

martedì 3 novembre 2009

Tiramisù di cachi?



Ma sì, chiamiamolo tiramisù, giusto per intenderci e perchè questo nome ha sempre quest'effetto irresistibilmente taumaturgico, ma in effetti del tiramisù, alla fine, avrà solo la consistenza cremosa, visto che non c'è il Principe Mascarpone.
Inoltre, essendoci a cena pure alcuni bimbi, la mia versione è senza caffeina.

(per 8 persone)
Sbuccio 4 cachi piccolini e li cuocio un paio di minuti sul fuoco dolce (questo per riscaldare un po' energicamente la frutta che altrimenti cruda sarebbe troppo ying, ma su questo non vi tedio oltre... (eventualmente guardate qui) con i semini prelevati da un bacello di vaniglia.
Una volta raffreddati li frullo con 275 gr di silk tofu (quello cremoso, che si chiama kinugoshi), 4 cucchiai di malto di riso e un po' di buccia d'arancia. (l'ho provato anche col succo d'agave al posto del malto e con gocce di cioccolato fondente al posto dell'arancia)
Preparo una tazza di caffè d'orzo (fatto con latte di riso o acqua, caffè solubile d'orzo e un cucchiaio di malto) e lascio raffreddare. Quindi vi intingo 12 savoiardi (o fette biscottate per una versione più punitiva :-D ), ciascuno tagliato a metà.
In ogni tazzina pongo 3 mezzi savoiardi e copro con la crema.
Lascio riposare in frigo tutto il pomeriggio.
Spolvero con cacao.




Non ci fossero stati bambini avrei azzardato altri aromi e forse una nota alcolica...
Se ci provate voi, sappiatemi dire.



ps: un pensiero va a Francesca e la sua raccolta di ricette di tiramisù a cui avrei voluto dedicare questo dessert, anche se purtroppo sono arrivata in ritardo. Basta l'idea, no?

domenica 1 novembre 2009

"La mia voce pare lontana perchè telefono dal cielo"


Come hai detto tu, la vita è inarrestabile. Il prodigio della morte è l'arte di saper attendere in eterno.
Concludere una vita vuol dire rinunciare a morire.

E allora vola in alto, Alda.
Sempre con il tuo inseparabile rossetto e marchia a fuoco tutti i tuoi angeli amanti.


foto di Guido Harari