lunedì 8 febbraio 2010

Cipolline...

No, non sono borettane, ma perle di fiume cipolline, con rame e cristalli.


info qui

mercoledì 3 febbraio 2010

Baccalà, zucchine e topinambur: proprietà commutativa


Cobrizo e il suo Cobrizoletto vanno a comperare un po' di pesce.
- Giacomo, vuoi che prenda la platessa?-
- No, voglio il baccalà! -

Il giovane ogni volta la spiazza. Non ama il merluzzo, ma mangia le alghe, non apprezza i gamberetti, ma divora vongole e piovra.
E allora anche se questa sera non c'è tempo di fare pure la polenta, vada per il baccalà con le zucchine!
- 600 gr di ammollato - chiede lei
- Verso la coda - ribatte il pescivendolo, - la pancia pare più adatta per il baccalà mantecato o alla vicentina... -

Cobrizo vorrebbe però una ricetta un po' più veloce e meno "mantecatosa" delle tradizionali.
Prova a lessarlo brevemente gettandolo (senza pelle*) in acqua bollente leggermente salata, rammentando il detto: "baccalà, fegato e ova: più se coce più s'assoda" .
Una volta scolato (dopo 10 min) e raffreddato lo spina e lo sfibra.
Trita un grosso ciuffo di prezzemolo con una puntina di spicchio d'aglio e una manciata di capperi dissalati. Mescola il trito con 50 gr di olio extravergine d'oliva. Forse anche qualche oliva nera non guasterebbe, ma meglio non eccedere se avete anche voi un Cobrizolotto in casa.
(mamme che avete bambini ben più piccoli che faticano a dormire, provate a ridurre il sale e gli alimenti molto yang - uova, formaggi, carne o pesce appunto - nel pasto serale!).


Per una vellutata, d'entrée, spazzola a parte sotto l'acqua corrente 600 gr di topinambur bio e 500 gr di patate pure bio a cui lascerà con gran sollievo e soddisfazione anche la buccia. Li taglia grossolanamente e li tuffa in acqua bollente per 15-20 minuti e riduce infine tutto in crema finissima.
Quindi cuoce a vapore qualche zucchina tagliata a julienne da accompagnare al baccalà, di contorno.

Le dosi abbondanti però fanno sì che l'indomani qualcosa rimanga.
Dal momento che come tutte le preparazioni di baccalà anche questa migliora col riposo, Cobrizo apre il frigo e inverte l'ordine degli addendi e ... il risultato cambia, eccome!
Se non per lo stomaco, almeno per una foto fatta con un po' più luce e calma, e così nasce la nuova:

Zuppetta di topinambur con insalatina di baccalà




Le lentigo scure sono di sale nero delle Hawaii.


*La pelle contiene molto collagene e quindi il risultato finale di un baccalà cotto con la pelle è più cremoso rispetto ad un baccalà spellato. La pelle però conferisce alle pietanze un colore scuro che può disturbare come ad esempio in questo caso. Da qui la decisione di toglierla.

mercoledì 27 gennaio 2010

Gnocchi di cavolfiore al tè matcha

E' certamente prevedibile e poco originale che io dica che del tè matcha amo il colore... deformazione professionale, ok... Non usando in macrobiotica lo zucchero e il burro, però, a differenza dei più sono stuzzicata maggiormente dalla possibilità di trovarne delle applicazioni in piatti salati.
Oggi ho preparato dunque questi gnocchi al cavolfiore e tè matcha.
Il cavolfiore non ne è il condimento, ma la sostanza, cotto ed ridotto a purea (quella di cui vedete qualche pennellata restante sulla ciotola blu).
Era un cavolfiore di circa un chilo, lessato a vapore, foglie comprese.
Una volta raffreddato è stato ridotto in crema, senza aggiungere liquidi. Vi ho aggiunto farina q.b. (la mia semiintegrale di frumento e un pugnetto di farina di miglio ma se non volete rischiare optate per farina bianca), un pizzico di sale e un cucchiaino di matcha (anche due non guasterebbero, purchè il leggero gusto erbaceo sia gradito e anche il colore sarebbe ravvivato).
No, le uova no, non le metto da anni negli gnocchi. Non occorrono, credete, se con l'esperienza si impara a dosare impasto e farina, ma se vi piacciono, perchè no?
Tuffate piccole cucchiaiate d'impasto nell'acqua bollente salata e cuocete brevemente gli gnocchi, raccogliendoli poi con la schiumarola.
(Fate una prova con un solo gnocco all'inizio per testare la consistenza dell'impasto; eventualmente potrete facilmente aggiungere altra farina all'impasto).







Conditi con buon olio d'oliva e semi di sesamo tostati. Se piace un altro tocco japan, al limite, un pizzico di alghe nori, tostate e polverizzate.

Se non gradite il matcha potete ometterlo e condire gli gnocchi con una po' di colatura d'alici, per esempio o delle aringhe affumicate a pezzetti.

vedi anche qui , un'altra ricetta col cavolfiore
vedi anche qui , un'altra ricetta salata col tè

lunedì 25 gennaio 2010

Cena TreT: Sformatini di topinambur, tofu e salmone (2^parte)



Nello scorso post parlavo di una cena arrangiata con qualche T superstite...
Insieme al Tempeh, di cui ho già scritto, con le altre due T a disposizione, quella sera, ho fatto questo sformatino come antipasto.
Mezzo chilo di Topinambur bio, spazzolati, lessati al dente con la buccia* e tritati non troppo finemente, mescolati ad un panetto di Tofu firm passato al setaccio, due cucchiai di olio evo, un pizzico di origano secco, sale e qualche cucchiaiata di farina di riso (3-4).
Infornati per 25 min a 180° in formine unte (a me ne sono venuti 7).
Impiattati con cappellino di salmone affumicato e aneto.


altre idee per sformatini:
sformatini di tofu
sformatini di zucca
cestini di polenta
sformatini vegan con spinaci



*I parassiti sono quelli della patata che si combattono con polvere di piretro, nicotina o peggio pesanti prodotti chimici appositi; quindi lasciare la buccia solo se i tuberi sono bio!


Scheda botanica e proprietà di questo ortaggio delizioso qui

venerdì 22 gennaio 2010

Cena Tre T: Tempeh al Murgh Musallum Masala (1^parte)

Una cena in 3T.
La nonna è venuta a trovare Giacomo che è chiuso in casa da Tre giorni con il raffreddore e la Tosse.
Niente farmaci neppure stavolta - a parte l'oscillococcinum... siamo arrivati a cinque anni senza sapere cosa sia l'antibiotico! sì, macrobiotic is working ;-) - ma ci vuole tanta pazienza. Ci si annoia mortalmente, soprattutto guardando dalla finestra il sole dispettoso che si è deciso ad uscire solo in questi ultimi giorni.
Così invito la nonna a cena e mentre loro due continuano ad dialogare con Pimpa e Giulio coniglio, io apro il frigo.
Nooo.
E' da lunedì che non faccio la spesa percui non c'è molto... considerando poi che mia mamma è una tradizionalista tendenzialmente scettica, abitudinaria, poco curiosa e neppure amante di cucinare... ci sarà da ridere! ;-))
Topinambur, Tofu, Tempeh. Questo passa il convento.

Ricordo di aver comperato questo Masala per carni bianche all'ecosolidale, che devo ancora provare.
Murgh Musallum Masala si chiama e contiene pepe bianco, curcuma, allora, cannella, cardamomo, chiodi di garofano, macis, noce moscata, peperoncino.
Il progetto RASA (Ruro Agro Seevices Association) da cui provengono i masala Altromercato (www.altromercato.it) nasce in India grazie al supporto di due organizzazioni di piccoli prodottori di commercio equo e solidale, Sarba Shanti Ayog e Sasha.
I masala sono miscele di spezie che tradizionalmente ogni famiglia seleziona e macina in proporzioni diverse e a seconda della stagione e dei cibi di accompagnamento, quindi se non avete la possibilità di concorrere alla causa di questi produttori, ma amate i sapori piccanti e speziati, potete ugualmente prepararvi il vostro a partire dagli ingredienti base.


Sulla confezione una ricettina a base di coniglio.
?
Sento un urlo dal soggiorno! Giulio (coniglio) scappa e Pimpa urla.
Ok, meglio optare per il tempeh...

Ho marinato (meglio se per almeno mezza giornata) un panetto di tempeh (per coloro che non sapessero cosa fosse: qui) tagliato a dadi, nello yogurt di soia con uno spicchio di aglio (grattuggiato con la mia grattuggina giapponese metallica per lo zenzero) un bel pezzo di zenzero (anch'esso grattugiato e spremuto), un cucchiaio di semi di papavero, 2 cucchiai di olio di sesamo, (o d'oliva) un cucchiaino colmo di masala, sale.



Aggiunto un pugno di mandorle tagliate a coltello e cotto in forno, rimestando ogni tanto, per 20-30 min a 180°, facendo attenzione che non asciughi del tutto.
Servito con polenta.

La prima T ha superato la prova nonna.
Delle altre 2 parlerò nella seconda parte.




La foto orribile del tempeh cotto fatta di sera è mia, quella bella, di quello crudo, è presa qui.

lunedì 18 gennaio 2010

Fingerfood&dvd


Cena davanti alla tv.
La focaccia con olive e funghi è già pronta; ora tocca alle tortine di zucchine.
Ho un ovetto fresco fresco di vera gallina ruspante*: lo sbatto con un bicchiere di latte di soia, 3-4 cucchiaiate di farina di riso, un cucchiaio di olio evo, un pizzico di aneto e uno di bicarbonato, una presetta di sale, due zucchine tagliate a cubetti piccini piccini.
Ho aggiunto tre wurstel di tofu, solo per svuotare il frigo, ma sono assolutamente facoltativi aggiungendo una zucchina in più. Avrei voluto mettere del pepe rosa che però ho evitato per Giacomo.
Una volta messo l'impasto nelle formine, su ciascuna ho messo una cucchiaiata di riso soffiato (non dolcificato, ovviamente) che darà una nota croccantina gradevole, sopra la tortina morbida.
20 minuti in forno a 175°

Assolutamente niente di nuovo e sconvolgente, è evidente, ma da tenere presente per la leggerezza, visto l'unico uovo e la consistenza, data all'impasto con la farina di riso.

Il film visto è questo qui: asciutto ed essenziale, come la cena ma commozione e sorriso vi convivono armoniosamente. Consigliato!

*qualcuno potrà ribadire che l'uso dell'uovo non è contemplato dalla macrobiotica. Non amo gli estremismi e come Giusy de Francesco non sono di quest'idea, soprattutto visto se ne consumano un paio l'anno, di buona qualità! ;-))

giovedì 14 gennaio 2010

Il richiamo delle sirene castraure



Ho trovato le castraure su una barca...

[La barca è realmente un'imbarcazione che si trova a Venezia, attraccata tra il ponte dei Pugni e Campo San Barnaba.
Quel che è affascinante è che in realtà è un vero e proprio negozio di verdura gestito dalla famiglia Tiozzo fin dal lontanto 1947.]

L'altra sera, sotto la pioggia battente, prima di rincasare tra i monti, il richiamo di un mazzo di dieci castraure si è fatto irresistibile, come fossero sirene adulanti in mare.
Teneri, carnosi ma spinosi e di forma allungata, con le brattee di color viola scuro, gli originari dell'isola di Sant'Erasmo, questi particolari articiochi veneziani, un tempo venivano concimati con le conchiglie o i gusci di granchio per correggere l'acidità del terreno. Ancora oggi si proteggono le piantine rialzando piccole montagnole (le motte) di terra dalla parte rivolta al mare.
Che siano ottimi crudi, fritti in pastella, col garbo (cioè rosolati in soffritto di aglio e cipolla e cotti a fuoco lento, coperti, con un goccio di aceto o limone a fine cottura) si sa, ma oggi avevo già il forno acceso per una teglia di altre verdure e ho pensato di ottimizzarne l'uso.
La mia'idea è stata di cuocerli in vaso.
Una volta mondati delle foglie più esterne e spuntate le cime spinose, li ho lasciati interi e conditi con olio, sale, uno spicchio d'aglio in camicia e pepe di sechuan.
Chiuso il vaso (senza guarnizione di gomma, ovviamente), li ho messi in forno per 20 min a 200°.



I pochi avanzati cotti sono stati frullati e diventati ottima crema per ciò che vi racconterò un'altra volta...
 
Intanto però se amate i carciofi andate a leggervi questo post !

giovedì 7 gennaio 2010

I miei ravioli vegan-cinesi a vapore

La pasta ripiena mi alletta e mi gratifica particolarmente. Quando poi in cucina siamo in tre a lavorare, è davvero divertente! C'è il mago del mattarello, la creativa per i ripieni, il ditino più veloce del west per sigillarla...
A patto di avere un po' di tempo e calma per lavorare, le possibilità sono infinite. Questa volta il richiamo è venuto da est, doppiamente rivisitato in chiave vegan-macrobiotica.
Ho scoperto a posteriori, - coincidenza? -, che i ravioli sono uno dei principali cibi consumati al capodanno cinese (anche se la data non coincide con quella del nostro).
Per tradizione, le famiglie e gli amici si riuniscono per preparare i ravioli insieme, la cui forma assomiglia a una moneta d'oro e simboleggia un augurio di buona fortuna per l'anno nuovo.

Dunque, per un buon inizio e 32 monete raviolone portafortuna:
280 gr di seitan (il mio di farro)
un porro (100 gr)
un pezzo di zenzero (2-3 cm) tagliato a cubettini piccolissimi
shoyu
mirin
salsa di gamberetti (facoltativa e da omettersi nel caso li desideriate vegan)
200 gr di farina bianca
100 gr di acqua


Impastare farina ed acqua. quindi lasciar riposare l'impasto avvolto nella pellicola in frigo per almeno mezz'ora.

In un cucchiaio d'olio rosolare molto dolcemente il seitan tritato finemente con il porro tagliato a quadrettini minutissimi. Aggiungere un paio di cucchiai di shoyu, lo zenzero, un cucchiaio di mirin, uno di salsa di gamberetti e un goccio d'acqua se necessario. Cuocere per cinque minuti e lasciar raffreddare.
Unire una cucchiaiata di porro tritato crudo.

Stendere la sfoglia sottile spessa un paio di mm. Tagliare dei dischi di 7-8 cm di diametro. Su ogni disco posizionare un cucchiaino di ripieno e chiuderlo con delle piegoline, come quelli "veri" o più semplicemente premendo e sigillando bene i lembi come un raviolo tradizionale.


Cuocere a vapore su foglie di verza per 10-15 minuti.
Servire con shoyu, con aggiunta di aceto, aglio, zenzero, aceto di riso o Sweet Chili Sauce for chicken e Chili Sauce for seafood a piacere.

mercoledì 30 dicembre 2009

Buon anno e ...

Ancora tanti auguri di buon anno, tanti buoni vecchi propositi e...
qualche nuova proposta per l'ultima serata 2009.
A presto!




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lunedì 28 dicembre 2009

Oche non si nasce ma... si diventa!


Dal titolo magari voi pensavate ad una ricetta con l'anatra, eh? No, no.
Le vacanze di Natale nei miei ricordi sono affollate da partite interminabili di Monopoly.
Giacomo è ovviamente ancora troppo piccolo per districarsi tra Vicolo Stretto e Parco della Vittoria, Società dell'acqua potabile e la Prigione.
Così la mia memoria deve pescare ancora più a ritroso...
Ci armiamo di foglio bianco e disegno un Gioco dell'Oca!
I giocatori sono impazienti e non mi lasciano il tempo per acquarelli e pennelli.
- Mamma sbrigati! - - Ma cosa si mangia stasera per cena? -
(- ma chi me l'ha fatto fare? -)
I pennarelli devono correre veloci e concludere il labirinto prima di notte.



Les jeux sont fait

ps: chi di voi si ricorda da quando si tira con un dado solo? Giocavate pagando una posta pecuniaria? vi risulta che facendo 9 al primo tiro e finendo quindi nella prima casella con l'oca si vinca direttamente la partita?

venerdì 25 dicembre 2009

Auguri cobrizolosi ;-)

Avevo mille buoni propositi per questi giorni tra cui trovare il tempo di fare un'illustrazione, dopo tanto tempo e farvi qui i miei auguri disegnati. Solo ora invece arrivo qui, a giochi fatti...
Fortunatamente ho un "assistente" d'eccezione che mi concede di rimediare forse un poco, senza rinunciare alla nota colorata. Condivido così con voi questo disegno di Giacomo che a sua volta mi ha omaggiato:


si noti la renna in alto a sn ;-))

Il nostro tormentone di questi giorni è questo:

"Faremo un bel pupazzo
con gli occhi di bottoni
il naso di carota
la sciarpa a penzoloni,
in mano avrà una scopa
che perde un po' di paglia
ci lanceremo palle
sarà una gran battaglia.
Andremo sulla slitta

veloci più del vento,
faremo scivolate,
che gran divertimento."

A tutti coloro che passano di qua
i miei auguri più luccicosi per queste feste!

martedì 22 dicembre 2009

lunedì 21 dicembre 2009

Colazione sotto l'albero


Come sia potuto succedere ancora non si sa, ma a tutt'oggi in casa deve ancora entrare un panettone.
Per calarsi un po' di più nell'atmosfera e preparare una colazione profumata, Cobrizo si attrezza per sfornare un pane dolce. Niente a vedere però con pandoro e panettoni superconditi che pullulano in rete ovunque, in questi giorni. Per quelli ha già dato, sia come consumatrice che come produttrice con la sua pasta madre, prima che spirasse.
Già se ne era scordata, ma lo scorso Natale aveva fatto questo suo dolce natalizio, qui.
Ora lo riproduce, con leggere varianti:

200 gr di farina bianca
70 gr di farina di farro integrale
100 di burro di soia bio
100 di miele d'arancio (o malto di riso o grano)
70 gr di uvetta
60 gr di mandorle tritate
30 di scorze d'arancia candite
200 gr di latte di riso
1 cucchiaio di mélange pour pain d'épices*
1 cucchiaino di cannella
una bustina di cremor tartaro
un pizzico di sale

Sciogliere il malto (o il miele) nel latte di riso intiepidito.
Mescolare le due farine con il sale, le mandorle e le spezie e il burro ammorbidito.
Unire il latte, le uvette, i canditi e per ultimo il cremor tartaro.
In forno a 170°, per un'ora.


Il pain d'épices mi piace, ma non mi convince mai del tutto per la sua consistenza un po' monotona e spugnosetta che alla fine ti obbliga sempre a spalmarlo con qualcosa. Questo invece è risultato molto morbido e già sufficientemente ricco di sapore e consistenze diverse.

Un'alternativa golosa anche qui

P.S. di gennaio 2010: per una volta che ho usato il miele...
ho scoperto che il miele in cottura diventa tossico (ad es. QUI ), quindi forse è meglio continuare ad usare il malto!

Il gioco crea dipendenza...

Dopo aver proposto -Giochiamo a dadi?- qui, ora chi si ferma più?


mercoledì 16 dicembre 2009

Zuppa di castagne e cavoletti




Freddo? Venti siberiani?
E allora che grano saraceno sia.
Alimento molto energetico e nutriente (ricco in ferro, vitamina B, vitamina E e magnesio), con proprieta' riscaldanti e quindi particolarmente adatto all'uso nei paesi freddi, oggi, in versione zuppa!
Facilissima e corroborante.

L'abbinamento è altrettanto invernale: castagne, cavoletti di bruxelles e cipolle.
Io amo cucinare le castagne nel forno (in mancanza di caminetto) così sono più gustose ma soprattutto più facili da sbucciare che lessate. Se ne avanza poi una manciata, l'indomani può sempre essere utilizzata per un dolce, un risotto o appunto una zuppa come questi.
Le dosi sono assolutamente ad occhio.
Ho rosolato una cipolla a dadini in poco olio in una pentola di coccio. Ho unito una vaschetta di cavoletti mondati e tagliati a spicchi, uno spicchio di aglio, qualche dadino di seitan affumicato, (facoltativo), un rametto di rosmarino, acqua calda q.b e un cucchiaino di questo.
(Anche qualche fungo secco potrebbe starci bene, direi)
Al bollore ho versato un pugnetto di grano saraceno e lasciato cuocere dolcemente per 20-30 minuti.
Servito con pepe macinato al momento.

sabato 12 dicembre 2009

venerdì 11 dicembre 2009

Rosa antico, viola, prugna...


vetro vintage e nuovo, rose and purple jasper, cristallo, perla lunga di vetro di murano
soffiato a bocca da maestro muranese, rame anallergico




info qui

lunedì 7 dicembre 2009

Farinata di ceci con peperoni e cipolle di tropea

Ingredienti mediterraneissimi, ma con un più caldo tocco orientale: a spicchi come antipastino, semplice secondo o per farcire del buon pane fatto in casa.



150 gr farina di ceci
un cucchiaino di sale
un cucchiaino di semi di ajwan (o in alternativa di cumino)
1/2 peperone già cotto sotto il grill, pelato e tagliato a filetti (se in stagione, sennò sostituire con altro ortaggio od omettere)
1/2 cipolla di tropea
2 (o 3) cucchiai di olio

Mescolare con la frusta la farina, due cucchiai d'olio e acqua qb fino ad ottenere una pastella molto liquida. Lasciar riposare 2-3 ore oppure anche tutta la notte in frigo (preferibilmente rimuovendo la schiumetta che si forma sopra).
Versare in teglia antiaderente e guarnire con i peperoni cotti, gli anelli sottili di cipolla cruda, il cumino (e ancora il terzo cucchiaio d'olio, se vi pare necessario).

40 min a 180° + grill se occorre



La doppia cottura del peperone (in dose minima qui) ne equilibrerà la natura molto ying, di cui è comunque meglio non abusare (come per tutte le solanacee). E' preferibile consumarlo piuttosto in stagione calda.

venerdì 4 dicembre 2009

Tra terra e mare

Rimaniamo in Marca trevigiana (ma non di "marchetta" si tratta, poichè si parla di nuovo di cose fatte col cuore).
Quando sono a Treviso, (come è accaduto sabato scorso che stavo allestendo la microesposizione di due post fa) e voglio farmi coccolare in un ambiente caldo e familiare, vado da Carla.
Ho bellissimi ricordi legati a questo posto: tête-à-tête romantici e rilassanti, le prime uscite a tre fuori porta con Giacomo che, dopo lo svezzamento, mangiava pasta integrale con le mani, chiacchierate emozionanti dopo cena con Carla, davanti ad un buon bicchiere senza solfiti, a parlar di vita e di vino...



Carla, Simone ed Alessio sono un bel trio affiatato e con tanta voglia di cucinare il buono, per nutrire e non solo per incantare l'occhio e i sensi.
Non aspettatevi eccessivi virtuosismi fini a se stessi! Il loro menù dichiara un forte legame alla tradizione del territorio, ma altrettanto brio e voglia di nuove contaminazioni, perchè anche gli ingredienti un po' diversi e meno noti possono riservare emozioni positive, oltre ad essere sane alternative.




Con annesso negozio di prodotti biologici e naturali, propongono una cucina biologica vegetariana, vegana ma anche con numerose eccezioni di pesce. Insomma una goduria per una famiglia di macrobiotici, ma non solo, visto che il ristorante è frequentato da gente davvero di tutti i tipi!
Trionfo di tofu fresco con porro e miele, scaloppe di seitan, quinoa alle verdure e hiziki, crema di borlotti e spadone... ma anche cous cous di farro con pesce e verdure, baccalà mantecato e triglie gratinate con carciofi, radicchio rosso al mosto cotto e arance, sardine gratinate con verze e radicchio di treviso... solo per citarne alcuni (con esplicita segnalazioni nel caso d'uso di solanacee, uova o formaggio). Inoltre pane, pasta e dolci sono fatti in casa, alcuni realizzati anche senza latte, uova, burro e zucchero, ma con malto, miele, succo d'agave o d'acero.

Teneteli d'occhio! Con la primavera (fine aprile 2010) si trasferiranno da qui:

La Vera Terra
Via Girolamo da Treviso, 5 Treviso


PS: attenzione, evitate accuratamente di finire anche solo per errore nell'osteria venti metri più avanti! Quest'estate quando Carla era in ferie ci siamo caduti in trappola, purtroppo...
Abbiamo dovuto chiamare i carabinieri per come siamo stati trattati... non aggiungo altro!

a qui:

Basilico 13, (ex osteria al Canevon)
piazza San Vito 13, proprio dietro Palazzo dei Trecento
tel. 0422.549789

Sono andata 2-3 volte nella nuova sede. Mi spiace dirlo ma secondo me qualcosa è andato perduto e il locale e la cucina non hanno mantenuto la piacevolezza di un tempo.
Che peccato!

giovedì 3 dicembre 2009

Pasta al forno con zucca, cavolfiore e Genmaicha



Zucca e cavolfiore in questi giorni abbondano nella nostra cucina tanto che oggi ho cotto entrambi contemporaneamente (l'una al forno e l'altro al vapore).
Ho riflettuto su come legarli in un piatto insieme ed è nata questa teglia. Ho usato gli ziti, ma ovviamente anche le lasagne sarebbero indicatissime.
Il Genmaicha è questo tè verde, con i chicchi di riso tostato. (Io lo amo molto anche servito a pasto).




L'intento qui però è di apportare una nota erbosa e croccantina al palato per animare il dolce della pasta e della verdura.

500 gr di pasta (ziti, ma anche lasagne, penne o maccheroni)
mezza zucca (tagliata a fette, cotta in forno per 30 min su carta da forno)
un cavolfiore, foglie comprese, lessato al dente a vapore
800 gr latte di soia
80 gr di farina di riso
3 cucchiai d'olio di mais bio
sale e pepe q.b.
2/3 cucchiai di tè Genmaicha (玄米茶, "brown rice tea") *
un pugno di nocciole tostate (pure le arachidi, in alternativa, dovrebbero starci bene)

Lessare molto al dente la pasta in acqua salata. Scolare e raffreddare sotto l'acqua corrente.
Fare una besciamella con il latte di soia, l'olio e la farina di riso e salare q.b.
In una pirofila unta, su un primo strato sottile di besciamella, adagiare le fette di zucca mescolate alle cimette di cavolfiore, qualche nocciola tritata grossolanamente, pepe e quindi metà della pasta. Coprire con un po' di besciamella e spolverare con il tè.
Continuare fino ad esaurimento degli ingredienti, terminando con la besciamella e il tè.
Passare in forno caldo a gratinare (con l'aggiunta di una spolverata di pangrattato, lievito o farina di mais per la crostina).

*Se gradite il sapore del
Genmaicha provate anche l'olio aromatizzato
(la ricetta qui
, da Acilia)

PS: grazie al commento di Cristina LaGolosastra sono venuta a conoscenza di questa simpatica raccolta di ricette intorno al tè di Susina: dateci un'occhiata cliccando qui


mercoledì 2 dicembre 2009

Biscotti & ciàcole

Barbara seduta (con Patricia), Elisabetta sognante, Patricia alla bilancia
e Carola tra mattarello e macchina fotografica



Ora lo posso anche ammettere: mi sono dovuta un po' violentare per vincere la mia "orsitudine"... ma la curiosità alla fine ha avuto la meglio!
Ho ricevuto un invito inaspettato da quattro donzelle che non conoscevo, se non in rete: Babuska, Panemiele, Aromadicasa e la Casettadellepesche.
Mi hanno parlato appunto di una certa casetta delle pesche, di chiacchiere, biscotti e bellini e io ... ho ceduto! Sarà che a parlar di casetta e di biscotti mi è venuta in mente quella di Hänsel&Gretel, ma non ho saputo resistere!

Lo scopo era un biscottamento prenatalizio.
Ho preparato un disegnino per loro.
Le avevo messe in guardia inoltre circa le mie macrobiotiche inclinazioni, percui non mi sembrava saggio che cercassero in me suggerimenti per delizie e golosità natalizie. Mi avrebbero trovata insopportabile da subito... ma mica si sono scoraggiate, eh!
Anzi, hanno organizzato un pranzetto (vegetariano, a cui con accortezza per me hanno anche eliminato il gorgonzola - grazie! -) e poi mi hanno selezionato un paio di ricettine macrobiotiche per mettermi ad infornare...
Così, avvolte da una luce di una bellissima giornata di sole e i peschi di guardia oltre le finestre, in una moderna cucina attrezzatissima ci siamo impastate ed amalgamate proprio come gli ingredienti che avevamo tra le mani e, tra un caffè, un prosecco, un frollino e un croccante, si è fatta sera.
E' stata una giornata ricca di emozioni, sorprese e "ciàcole" tutte in rosa, come da tanto non mi accadeva!


Altra stagione, altro piacevole incontro nella casetta potete gustarlo qui




Grazie di cuore a tutte voi, Carola, Barbara, Elisabetta e Patricia. ;-)