Dopo aver parlato e "volato" con quelle Nunzia (qui e qui), io vedo dal vivo queste, le mitiche gemelle!
Amando già i loro scritti, stranamente non mi deludono neppure dal vivo, ma, anzi, constato che i racconti sentiti su di loro corrispondono esattamente alla realtà: energia e conoscenza a profusione, amalgamate a simpatia e generosità.
Queste sorelle, non ho dubbi, sono state create a partire da acqua e farina, da mamma e papà Simili!
E si sa, farina e acqua creano dipendenza a vita... ;-))
Ora io dovrei andarmi a sotterrare o perlomeno aspettarmi una randellata di mattarello da parte di Margherita (quella a dx, che si definisce la meno buona e che lo picchia davvero, di brutto, sulla tavola, ;-) per riprendere le chiacchierone che la disturbano!), ma sarà perchè quella a sn, Valeria, mi ricorda un po' la mia nonna materna, l'unica che in casa di montanari abbia portato il profumo della pasta fatta in casa (ma una tal gendarme che mica me l'ha fatta mai toccare, eh!) ... insomma, io faccio spallucce e posto qui di seguito questo mio esperimento fatto, con la giusta dose di ingenuità e straffottenza, qualche giorno prima di incontrarle.
Ravioli mimetici
Poi se per mimetismo si intende la capacità di ingannare per trarne un vantaggio evolutivo... ;-)
Ravioli mimetici
Poi se per mimetismo si intende la capacità di ingannare per trarne un vantaggio evolutivo... ;-)

...e se, affinchè il mimetismo abbia successo, devono verificarsi due condizioni: il soggetto deve essere cromaticamente simile allo sfondo e l'efficienza della vista del soggetto da ingannare dev'essere scarsa... vi dovrei dunque raccontare ora il mio momento clou davanti alle sorelle Simili.
Credo di essere stata forse l'unica stupida che, per timidezza e soggezione, non ha toccato ed armeggiato il loro mattarello.
Ho chiesto però a Margherita di mostrarmi come fare un tortellino (anche se non era programma del corso).
Da lì, c'è stato tutto un prova e riprova di più d'una delle partecipanti. Ad un certo punto la signora ha rimesso le mani in pasta, ritirando i tentativi abortiti di tortellini sparsi in giro sulla tavola.
Con l'ultimo in mano (proprio giusto davanti a me, visto che ero in prima fila), mi ha guardata negli occhi, e non senza un certo stupore ha sbottato: - Mmh, brava, questo sì che l'ha fatto proprio bello. Lei ha un futuro da sfoglina! -
- Veramente, signora... ehmm... quello è il tortellino che ha fatto lei, come dimostrazione! -
ops
Almeno la seconda delle due condizioni si è verificata! Non c'è che dire.
;-D
Ora non mi resta che continuare a sfidare le leggi dell'universo degli impasti:
Ho usato farina di grano duro (senza uova, primo urlo delle S'Sisters) tagliata con farina 0 e impastata con acqua appena tiepida.
Diviso equamente in due l'impasto e colorato le due metà rispettivamente con matcha e cacao, perchè al momento solo quelli avevo (molto meglio se userete nero di seppia - guardate che belli quelli a spirale di Jojo qui - o rape rosse e zafferano). Steso due rettangoli di ugual dimensione, li ho sovrapposti, quindi arrotolati su se stessi.
Ho tagliato delle fettine, appiattite ancora col mattarello e confezionato i ravioli.
Il ripieno?
Tanto porro saltato in pochissimo olio, salmone affumicato il giusto, poca buccia di limone non trattata. Un pizzico vezzoso di aneto.
Una seconda versione con tofu, sedano rapa e nocciole.
Dosi ad occhio, sì (e qui, altro urlo delle S'Sisters!)
Ho chiesto però a Margherita di mostrarmi come fare un tortellino (anche se non era programma del corso).
Da lì, c'è stato tutto un prova e riprova di più d'una delle partecipanti. Ad un certo punto la signora ha rimesso le mani in pasta, ritirando i tentativi abortiti di tortellini sparsi in giro sulla tavola.
Con l'ultimo in mano (proprio giusto davanti a me, visto che ero in prima fila), mi ha guardata negli occhi, e non senza un certo stupore ha sbottato: - Mmh, brava, questo sì che l'ha fatto proprio bello. Lei ha un futuro da sfoglina! -
- Veramente, signora... ehmm... quello è il tortellino che ha fatto lei, come dimostrazione! -
ops
Almeno la seconda delle due condizioni si è verificata! Non c'è che dire.
;-D
Ora non mi resta che continuare a sfidare le leggi dell'universo degli impasti:
Ho usato farina di grano duro (senza uova, primo urlo delle S'Sisters) tagliata con farina 0 e impastata con acqua appena tiepida.
Diviso equamente in due l'impasto e colorato le due metà rispettivamente con matcha e cacao, perchè al momento solo quelli avevo (molto meglio se userete nero di seppia - guardate che belli quelli a spirale di Jojo qui - o rape rosse e zafferano). Steso due rettangoli di ugual dimensione, li ho sovrapposti, quindi arrotolati su se stessi.
Ho tagliato delle fettine, appiattite ancora col mattarello e confezionato i ravioli.
Il ripieno?
Tanto porro saltato in pochissimo olio, salmone affumicato il giusto, poca buccia di limone non trattata. Un pizzico vezzoso di aneto.
Una seconda versione con tofu, sedano rapa e nocciole.
Dosi ad occhio, sì (e qui, altro urlo delle S'Sisters!)
Scherzi a parte, chapeau e lunga vita alle signore!
















































