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lunedì 19 marzo 2012

Impiraressa di primavera

Durante un breve viaggio, Cobrizo ha incontrato nuove perle che le han fatto l'occhiolino.
Le ha raccolte e mescolate nel suo cilindro e si è ritrovata nuovamente impiraressa*.
Ecco uscire le prime novità di primavera: colori pastello e luccicori per iniziare la settimana che qui è bigia...







info qui



* impiraressa
o impiraperle o perlèra son termini che indicano, in dialetto veneziano, l'infilatrice di perle.
Sin dal 1500 nella città lagunare le donne
infatti si dedicavano alla mansione dell'infilare piccole perle di vetro di Murano, prodotte nelle "conterie" (le fabbriche di vetro). Da qui poi le perle più minute han preso direttamente il nome appunto di conterie.


foto da qui

Dall'800 questa attività occupò tantissime donne che uscivano dalle proprie case, portando con sè una carega [sedia], e che si riunivano a lavorare nelle calli o i campielli come in un salotto di ciàcole [chiacchiere] all'aperto.


foto da qui

Tenendo sulle ginocchia la sessola, un vassoio di legno ricurvo, colmo di perline, l'impiraressa vi affondava dentro, velocemente e in modo ritmico, un ventaglio composto di aghi fini e lunghi circa 27 cm, da cui si dipartivano lunghi fili di lino.
La donna che fungeva da intermediaria, detta “mistra”, distribuiva a un gruppo di impiraperle un cassone di legno contenente circa un quintale di materiale. Il lavoro realizzato e terminato poi da ciascuna impiraressa nei fili di lunghezza prestabilita, riuniti in testa in mazzette, veniva scrupolosamente controllato e ripesato dalla
mistra.
La mistra lo consegnava infine al capimastro e da lì le matasse potevano partire per i vari paesi che ne facevano richiesta, per decorare accessori ed abbigliamento.
Il lavoro era a cottimo e scarsamente retribuito.
Non a caso una canzone del tempo dice:

...Se lavora tuto il giorno
come macchine viventi

ma par far astussie e stenti
tra mille umiliasiòn
semo fìe che consuma
dela vita i più bei anni
per un pochi de schei
che no basta par magnar.
...
Ogni perla che impiremo
xè na giossa de suòr
...
per noialtre poverette
altro no ne resta
che sbasàr sempre la testa
al siensio e a lavorar...

(Si lavora tutto il giorno
come macchine viventi
costrette a fare astuzie e stenti
tra mille umiliazioni
siamo donne che consumiamo
della vita gli anni più belli
per un po' di denaro
che non basta neppure per mangiare.
...
Ogni perla che infiliamo
è una goccia di sudore...
Per noialtre poverette
altro non resta che abbassar sempre la testa
al silenzio e al lavoro)


Cobrizo è decisamente molto molto fortunata.


venerdì 11 novembre 2011

Squadra che vince non si cambia


Questa bella immagine colorata ed autunnale mi è giunta oggi per mail.
E' un giardino giapponese ... ma quei cavoli e quelle grandi foglie che vedete a terra, in realtà, sono di vetro!



E' un'istallazione di due amici artisti giapponesi che lavorano con pâte de verre.
Ve li ricordate? Ve ne avevo parlato qui e qui dove avevo raccontato della loro arte e del loro coinvolgimento nel disastro di Fukushima.

broccoli e cavolfiori in vetro - Kimiake e Shin-ichi Higuchi

Con un mio piccolo disegno avevo dato il via ad una catena che, grazie a molti di voi, ha viaggiato per la rete per far conoscere il dramma di quel paese, attraverso le parole di una loro mail dello scorso marzo e divulgando quell'intesa, in armonia 和.

(vedi qui)

Oggi vi riporto nuovamente le loro parole, non tanto, purtroppo, a totale e felice conclusione dell'accaduto, ma a testimonianza che quella catena, anche grazie a tutti voi che mi leggete, ha comunque portato sostegno.
Nonostante le difficoltà non siano completamente risolte e il pericolo persista, le foto ci raccontano del loro lavoro che è ripreso coraggiosamente, così da riuscire ad organizzare un'istallazione.
Le loro parole testimoniano una profonda fedeltà per il loro paese che dovremmo prendere ad esempio.

"Dear Roberta,
we hope everything is going well with you.

We are delighted to announce that our studio regained function at last, after more than seven months passed through since that tragedy 11 March.
Your kind words helped us to push forward, and your support contributed to the rebuilding greatly. We shall never forget your kindness.
We held an open studio accompanying petit exhibition last weekend to celebrate the completion of our studio and it was over successfully.
We keep a further challenge in mind and want to achieve the contribution to the society from now on.
The radioactive contamination by the Fukushima nuclear plant accident is still serious. But we decide to stay here and we face reality and do our best in the solution of this big problem. Although it is very hard to be able to concentrate on work with those heavy weight around us.
Thank you again and please expect our new works.

Sincerely,
Kimiake e Shin-ichi Higuchi


Ora però vi invito a guardare queste altre immagini tristi.


Il disastro genovese ha colpito tanti, inaspettatamente e pesantemente. Senza voler fare alcun torto a tutti gli altri coinvolti, è più immediato però partire da chi si conosce ed io sento dunque di voler iniziare a pensare a Chiara di Tocco&Tacchi che ho incontrato personalmente, in occasione di un incontro gioioso tra foodblogger, un po' di tempo fa.
L'immagine che ancora ho di lei davanti agli occhi, quel giorno, è quello di una donna molto capace e concreta, sempre sorridente e che mai si è fermata un attimo anche mentre tutti gli altri mangiavano e bevevano spensieratamente, ma instancabilmente sfornava continuamente pizza e dolcini golosissimi, senza concedersi il relax della festa.
Chiara da soli tre mesi aveva coronato finalmente il suo sogno: con una socia aveva aperto un ristorante, Officina di Cucina, impiegando tanto impegno, passione, entusiasmo e sacrificio.
Poi il 4 novembre, alle 12.30, a Genova è arrivata l'acqua che ha distrutto tutto, rendendo inutilizzabili arredi ed attrezzature. (potete vedere altre foto qui)
Mi si è stretto il cuore a vederle.
Un'amica vicina a loro ha avviato una sottoscrizione per contribuire a rimettere in piedi il locale.
Mi facevo scrupoli che parlarne qui potesse risultare indelicato nei loro confronti, ma, in quanto conto aperto non da, ma per L'Officina di Cucina, quest'ultima riceverà solo alla fine la cifra totale i cui donatori risulteranno anonimi, come è giusto che sia per entrambe le parti.

A
vendo dunque avuto l'autorizzazione a diffondere pubblicamente la notizia dell'iniziativa da colei in persona che ha avviato la sottoscrizione a favore dell'Officina, ne riporto fiduciosamente qui gli estremi:

IBAN: IT86T0617501410000001648580

Swift Code: CRGE IT GG 110 (per i versamenti effettuati dall'estero)
Intestato a: OFFICINA DI CUCINA S.N.C. FONDI ALLUVIONE 2011 NEGOZIO
BANCA CARIGE SPA - AG. 10 -GENOVA


Se lo gradite, potete contribuire alla ricostruzione dell'Officina di Cucina, anche solo semplicemente diffondendo la notizia.

Tutto qui. Ricerco accordo, ecco, nuovamente tra voi.
Che dite, ci acCORdiamo un'altra volta? ;-) ( in latino cor, cordis ="cuore")


Vi lascio infine questo mio banner, se vi può servire per diffondere questo appello, come meglio credete: non deve mica rimandare a me, ma solo connotare più maglie di un'unica lunga catena che deve continuare oltre... perchè "Banner che vince, non si cambia"!: questa volta però sarà rosa, perchè parte da un'officina tutta al femminile, con un cuore verde, gonfio di speranza.
Grazie.


Aggiornamento in data 17.11.11
La squadra per Officina di Cucina si è allargata assumendo proporzioni inaspettate:
tantissimi blogger hanno diffuso la notizia aderendo all'acCORdo: arrivano numerosi versamenti nel conto e molte aziende stanno contribuendo ad inviare derrate ed attrezzatura. (potete leggere dettagli più specifici in proposito qui )
Non posso che aggiungere il mio grazie per tutti voi.



mercoledì 4 maggio 2011

Il gusto dolce del verde

Non proprio una torta... ma pasticcini "speciali" di Cobrizo, giusti per l'ora del tè.
Insomma un green tea time, un omaggio scherzoso di Cobrizo e le sue perle per Mirco e il suo bellissimo Orto di Michelle.
Lunga vita al verde!



lunedì 16 agosto 2010

La forma del mio cuore


Qualcuno di voi forse aveva letto questo mio vecchio post qui
Perchè lo cito nuovamente, vi chiederete.
Mi è accaduto di recente di conoscere Stefania, autrice del bel blog PianoB .
La cosa buffa è che Stefania ed io siamo nate nella stessa zona, cresciute tra le stesse montagne, le nostre case d'origine distano 15 minuti di macchina, ma non c'eravamo mai viste nè parlate prima d'ora. Solo grazie a curiosi giri in rete è accaduto che ci cercassimo e ci incontrassimo a quattr'occhi, proprio ora che i km che ci distanziano sono ben di più.
Lei conosce bene il giapponese e lo usa egregiamente per motivi professionali. La invidio molto, poichè il mondo nipponico mi affascina per più di un motivo... così, tra le altre chiacchiere, mi sono ricordata di una cosa e le ho chiesto una cortesia.



Questo ideogramma, (di cui parlavo nel post sopracitato) è rimasto nel mio cuore per i motivi che già scrissi allora. Se pur segno indelebile, nel tempo però ne ho perso involontariamente il significato letterale della grafia.
Stefania mi ha ri-spiegato dunque che l'ideogramma con cui talvolta mi firmo (qui ad esempio) è kokoro, 心 che in giapponese significa "cuore" ma allo stesso tempo anche anima, animo, spirito, pensiero, idea.
Insomma, quattro brevi tratti per un significato profondo, ha aggiunto.
Mi sono dunque chiesta se non fosse una firma troppo ambiziosa, ma so per certo di aver vissuto allora una splendida esperienza che desidero tenermi stretta, mettendolo ora nero su bianco anche qui.
Non poteva che essere un contatto di cuore a farla riaffiorare con grande emozione. Grazie Stefania!
Kokoro, mi ha detto, è inoltre il titolo originale di un romanzo giapponese che mi ha consigliato:
"Il cuore delle cose" di Natsume Soseki (vedi qui)
Cobrizo questa settimana sta finalmente traslocando, percui la lettura trova spazio in questi dì solo... in robusti scatoloni, ma mi fido del suo consiglio e, mentre io ne rimando la lettura a momenti più tranquilli, ho pensato intanto di girarlo anche a voi, che forse ve ne state in panciolle.


The shape of my heart...

In questi giorni di totale confusione in ogni cm quadrato che mi circonda, non sto più nella pelle per il nostro trasferimento, ma mi sento disorientata e in procinto di una forte scissione...





... But that's not the shape of my heart...

Pare assurdo, lo so, perchè potrebbe sembrare un'irrazionale perdita di tempo al fine dell'obiettivo ultimo, ma ho comunque bisogno di fermarmi qui e ritagliarmi brevi istanti in cui cerco nuovamente una forma.
Oggi, guarda caso, sono nati questi:




perle raku, corno e agata



info qui

venerdì 11 giugno 2010

She says... sh-sh-shhh...





info qui


Il "cloisonné" o "lustro di Bisanzio", è una tecnica di decorazione a smalto molto diffusa in Estremo Oriente. Comparsa in Cina verso il 15 sec., si è poi sviluppata ampiamente anche in Giappone.
Il disegno prestabilito viene realizzato mediante un sottile filo metallico che viene fissato sul metallo del fondo, sagomando la cella, denominata appunto
cloison. Lo smalto vitreo viene quindi fuso e applicato a mano a caldo entro le celle, determinando le zone colorate.
Lo smalto un tempo era formato da un impasto di sabbia, sodio e potassio in diverse proporzioni. Surriscaldato, si scioglieva dando luogo a un tipo di vetro detto "fritta". Benché il colore di massa della fritta fosse blu o verde, si poteva ottenere un’ampia gamma di colori mediante l’aggiunta di agenti coloranti, generalmente sotto forma di ossidi metallici.
All'inizio in Cina tale gamma di colori si limitava al blu, al turchese, al verde scuro, rosso, giallo e bianco.
Poi la gamma si è via via ampliata mescolando le paste colorate fra loro.



venerdì 31 luglio 2009

Etrange Mélange Orange




Catena color bronzo a più fili, regolabile, con vetro vintage e pendaglietto di vetro a fogliolina.
Le due grosse boules sono in vetro di Murano, soffiato a bocca.

info QUI



lunedì 11 maggio 2009

Tra cielo e mare...

... mare profumo di mare... penso che sto lasciandomi andare... per colpa del mare del cielo e del mare...
;-))
No, non sono impazzita! ho preparato le valigie...
Oggi festeggio il mio compleanno: e sono in viaggio...




info qui



giovedì 7 maggio 2009

Ancora rosa cipria...



info qui



Luna piena

Sento la Luna...




C’è tanta solitudine in quell’oro.
La luna delle notti non è la luna
che vide il primo Adamo. I lunghi secoli
della veglia umana l’hanno colmata
di antico pianto. Guardala. E’ il tuo specchio.

Jorge Luis Borges



"Gobba a levante, luna calante; gobba a ponente, luna crescente."

"Alla luna settembrina sette lune le s’inchina."
"Luna cerchiata, o vento o pioggia."
"A luna scema non salare, a luna crescente non tosare."
"Luna nuova, tre giorni in prova."
"Quando la luna è tonda, essa spunta e il Sol tramonta."
"La luna, regge il lume ai ladri."
"La luna, non si cura dell’abbaiar dei cani."
"Ogni granchio, ha la sua luna."
"Luna merculina, pioggia e tempesta."
"Bisogna fare il muso, secondo la luna."
"La luna è bugiarda; quando fa C, diminuisce e quando fa D, cresce."
"L’anno di tredici lune, fa piangere i bimbi nelle cune."
"Luna di Febbraio, madre di vendemmia."
"Alla luna di Febbraio potar si deve."
"Luna piena di Natale, gran siccità è male."
"Non passa Carnevale senza luna di Febbraio."
"Se in luna nuova s’è feriti si tarda a guarire."
"La luna, se non riscalda, illumina."
"Luna pallida annuncia la pioggia, la rossa marca il vento e la chiara promette il bel tempo."
"Quando si va a messa di mezzanotte con la luna, chi ha due vacche ne venda una."
"Quando la luna viene nei primi dieci dì, non è di quel mese lì."
"Al quinto dì della luna vedrai quale mese avrai."
"Luna mercolina è peggio di tempesta e brina."
"Gran vento di luna vecchia, porta buon tempo."
"Chi taglia a luna nuova, fà mala prova."

Voi ne conoscete altri?

info sugli orecchini qui




martedì 14 aprile 2009

Arabesque

vetro, swarovski, rame anallergico

vetro, cristallo, bronzo anallergico

info qui





lunedì 6 aprile 2009

Violaverde


modello a rosario con boule centrale
e code pendenti con altre due boules


vetro vintage, giada, cristallo, boules di murano