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mercoledì 15 dicembre 2021

Frolla rustica alle arance speziate





È sempre così. La mancanza accende il desiderio.

Ed è per questo che alla fine allora mi è venuta una gran voglia di profumi, pur non riuscendone a goderne!

Ho inventato pertanto questa veloce frolla, speziata e molto invernale e colorata. 

È facilissima e richiede poco impegno, a patto che vi piacciano le arance (compreso l'amarotico delle bucce, rigorosamente non trattate) e i dolci sani e semplici.

Nulla impedisce comunque di zuccherare maggiormente o servire con un ciuffo di panna montata e guarnire con buon cioccolato fondente, no?


per la frolla vegan:

  • 300 gr farina tipo 00 bio
  • 100 gr farina integrale bio
  • 70 ml olio di semi di mais bio
  • 120 ml acqua fredda
  • 8 gr lievito per dolci o cremortartaro
  • 150 gr zucchero di canna (il mio muscovado, scuro e profumato)
  • un pizzico di sale
  • 1 scorza limone bio grattugiata


per le arance:

  • 25 g di zucchero 
  • 50 g di miele fluido
  • 50 ml di acqua
  • 20 g di burro bio
  • 2 arance non trattate, non pelate, tagliate a fette di mezzo cm e poi ancora a metà, a mezzelune (le mie avevano la buccia non troppo grossa)
  • spezie miste a piacere: io ho usato cannella, chiodi di garofano, noce moscata, pepe, zenzero (andrà bene anche un mélange pronto per pain d'épices) q.b.


In un pentolino sciogliere acqua, zucchero, burro. Aggiungere il miele e le spezie e tuffarvi le fette di arancia. Lasciare cuocere sul fuoco molto dolcemente per dieci minuti. Quindi raffreddare perfettamente.


Impastare velocemente tutti gli ingredienti della frolla senza lavorarla troppo e unendo il lievito solo alla fine.

Io ho stesa l'impatto su una teglia ricoperta di carta da forno, quasi come fosse un impasto per pizza o una galette (con uno spessore di di mezzo cm abbondante e i bordini più spessi). Ho poi bucherellato copiosamente la pasta con i rebbi di una forchetta e guarnito con le fette di arance.

Infine ho bagnato tutta la frolla con il liquido speziato di cottura delle arance (fatta accezione per il bordino)


Ho cotto in forno statico a 180 gradi per quaranta minuti (o a seconda del vostro forno), finché lo sciroppo si colori e caramellizzi un po'.



Croccante sotto e mordida sopra, appena fatta. Buonissima anche il giorno seguente, ma più morbida.

Come dicevo, per un'idea più golosa optate per un po' di panna montata, della crema chantilly o del cioccolato fuso. Et voilà.




Mi dite se ci piace e se ha profumato la vostra casa prenatalizia?







domenica 13 giugno 2021

Cous cous estivo con melone e menta

 



La prima serata bellunese davvero calda e serena merita un cous estivo e profumato!

Ho preparato 250 gr di cous cous semplicemente bagnandolo con 200 gr di acqua bollente leggermente salata (ma voi seguirete ovviamente le istruzioni di cottura del vostro).

Ho lasciato riposare coperto affinché si è gonfiato e, una volta completamente raffreddato, l'ho sgranato con una forchetta.

(Credo che la ricetta possa venire bene anche con la quinoa, così diventerebbe pure gluten free.)

Ho mondato ed affettato un piccolo melone, e l'ho ridotto a cubetti (meno tre fette, lasciate da parte) insieme a 100 gr di feta greca, e due gambi di sedano bianco.

Ho tritato un po' di cipollotto fresco (l'equivalente di un cucchiaio o q.b. secondo i vostri gusti).

Ho preparato una vinaigrette frullando le tre fette di melone con tre cucchiai d'olio extra vergine d'oliva, il succo di un lime (o limone), il cipollotto, qualche foglia di menta fresca (la mia è glaciale rotundifolia e ne basta pochissima perché molto intensa), sale e pepe q.b.

Ho unito il cous cous alla feta, il sedano e la feta a dadini, e condito tutto con la vinaigrette.

Ho servito in bicchierini, decorati con foglioline di menta, zeste di lime e pepe (il mio pepe di Timut, particolarmente profumato, ma il vostro pepe nero andrà benissimo). Se gradito un ulteriore filo d'olio sopra.

Più lungo a spiegarsi che a farsi!


*


La mia fortuna però è stato di mangiarlo con amici carissimi festeggiando un compleanno speciale e ballando tutta la sera a piedi scalzi in un magnifico giardino. ;-)

Se gradite questi sapori freschi ed estivi, potete trovare altre idee  QUI




mercoledì 28 ottobre 2020

Semifreddo (o parfait?) di castagne e cachi, senza uova

 




Era da qualche giorno che ci pensavo, guardando questi colori autunnali.
Me lo immaginavo sul palato.
Ho provato a mescolare così, di fantasia, perchè le ricette che trovo hanno sempre troppo di tutto...


per 4 persone:


200 gr castagne lessate e sbucciate

50 gr di zucchero canna integrale (il mio era ‘muscovado’, di cui amo l’aroma)

1 cucchiaio di miele 

1 cucchiaino di farina di semi di carruba* 

2 cucchiai di rum 

250 ml panna liquida 



Tritare finemente  le castagne con lo zucchero (io col Bimby, altrimenti potete usare un passaverdura per le castagne e unire in un secondo tempo lo zucchero purché reso a velo)

Unire il miele, la farina di semi di carruba] (addensante, per evitare di metterci l’uovo e appesantirlo ulteriormente, ma credo si potrebbe anche tralasciare o optare, per chi preferisce, per colla di pesce o agar agar)

Montare la panna e unire delicatamente i due composti, mescolando bene.

Versare in formine monoporzione (le mie sono di silicone) e riporre in freezer almeno per cinque ore.


Sformare e servire con una coulis di caco ottenuta semplicemente frullando la polpa del frutto (senza buccia!) con qualche goccia di limone.

Decorare a piacere con riccioli di cioccolata fondente e nocciole tostate.

Non so come chiamarlo. Semifreddo, parfait, dolce al cucchiaio?





* Fate attenzione a non confonderla con la farina di carruba, usata talvolta in sostituzione al cacao.
Quella utilizzata qui, la farina di semi di carruba, serve come addensante, stabilizzante
ed emulsionante nella preparazione di dolci, gelati, budini, ecc.







lunedì 8 giugno 2020

Pesto d'asparagi

- Codesto non farà testo, ma è comunque un pesto. -

Ho pensato che di verdi ce ne sono tanti e allora perché non provare con gli asparagi?

Ovviamente la mia, come al solito, non è una ricetta seria, ma solo un suggerimento, perciò le dosi sono del tutto indicative.






per 2/3 persone:


7 asparagi cotti al dente (scottati in acqua bollente salata o al vapore) e poi raffreddati in acqua ghiacciata per conservarne il colore brillante
7 foglie di basilico lavate ed asciugate
2 cucchiai d'olio extravergine d'oliva
20 gr di pinoli (oppure qualche mandorla pelata o anacardo)
sale e pepe q.b.
(niente aglio, a piacere magari un po' di erba cipollina per guarnire)


Frullare tutto in un mixer con un po' d'acqua per non eccedere con l'olio.
Stop.

(Io questa volta avevo anche raffreddato la pasta.)







martedì 17 marzo 2020

Frolla leggera all'arancia





Giallo!
Nel Buddismo è simbolo di saggezza. In Cina era associato all’imperatore e tutt’ora alla nascita, alla salute, alla forma, alla socievolezza, agli scambi, alla comunicazione. 
In Giappone rappresenta grazia e nobiltà.
Insomma oggi direi che giallo ci sta bene!

Allora mi sono inventata una torta di transizione, uscendo dall'inverno, ma sfruttando ancora le sue arance ed impiattata con i primi fiori primaverili della forsythia che è tutto uno scoppio di colore energetico e bellissimo.

Tutto qui. (talmente in velocità che non ho neppure raddrizzato le foto)
Io vorrei tanto gustarla con due tre persone a me davvero speciali, ma lo faremo solo telepaticamente.

Alla nostra salute, è proprio il caso di dirlo! 



Se gradite un'altra ricetta di torta ancora più sana e pure vegan, guardate QUI



ingredienti:
300 gr di farina
2 uova intere bio
50 gr di zucchero
60 gr di burro bio
un cucchiaio colmo di fiocchi di avena tritati grossolanamente (facoltativi, ma io volevo una nota scrocchiarella)
1 bustina di cremortartaro o di lievito per dolci
un pizzico di sale
buccia di 1 arancia non trattata, grattugiata
marmellata qb (la mia è di arance senza zucchero, dolcificata con mele) direi su per giù 300 gr ma a secondo del tipo e dei vostri gusti.

Accendete il forno a 180 gradi (statico, non ventilato). 
Imburrate una teglia.

Se possedete il Bimby, ci metterete un attimo a farla: mettere zucchero, farina, buccia di arancia e fiocchi e tritate; unite burro e tritate nuovamente. Unite le uova e alla fine il lievito. Dividete in due l'impasto, metà per la base, su cui metterete la marmellata; la restante metà, sbriciolata, sopra.

Altrimenti operate come per una normale frolla impastata a mano, col burro morbido. E se volete fateci le striscioline o tutti i ghirigori che gradite.

Io non ho neppure atteso il tempo di riposo della frolla in frigo, prima di stenderla, visto che avevo deciso di farla un po' morbida e per questo di metterci il lievito.

Ho cotto in forno per 20/25 min. 






sabato 1 settembre 2018

Gnocchetti di cavolfiore al tè verde matcha

Questa è una ricetta che ho ideato nel 2010 (vedi qui).
Le cose semplici però sono senza tempo e si possono sempre riproporre con facilità e spesso con piacevoli risultati.
È accaduto che il magazine About BMW mi abbia intervistata circa le mie passioni artistiche e culinarie e così, per definire la mia cucina, ho ripensato a questo piatto colorato, semplice e sano.





(n. 25, lug/ago 2018)


Allora lo ripropongo anche qui, oltre che ai lettori della rivista.










GNOCCHETTI DI CAVOLFIORE AL TE' MATCHA

per 4 persone:
500 gr di cavolfiore crudo lavato e mondato
200 gr di farina (bianca per un risultato più delicato, ma anche integrale o almeno semiintegrale biologica per un piatto più rustico e nutrizionalmente ancor più valido)
un uovo
un cucchiaino raso di sale
un cucchiaino colmo di tè matcha in polvere (o più se gradito)
due-tre cucchiai di piselli freschi o congelati cotti per accentuare il colore verde (facoltativi)
olio extravergine di oliva biologico

Lessare il cavolfiore al vapore finchè risulterà molto morbido (nulla vieta di utilizzare anche le foglie o il gambo, purchè ben cotte). Lasciare raffreddare.
In un mixer tritarlo molto finemente con i piselli cotti. Aggiungere l'uovo, la farina ed il sale ed il tè matcha.
Volendo l'uovo può essere anche abolito, semplicemente aggiungendo un po' più di farina all'impasto (basterà fare una prova cuocendo un solo gnocco all'inizio per testare la consistenza dell'impasto; eventualmente potrete facilmente addizionare ancora altra farina all'impasto)
Tuffare piccole cucchiaiate d'impasto in acqua bollente salata e cuocere brevemente gli gnocchi, raccogliendoli  con la schiumarola non appena vengono a galla.
Condire con olio d'oliva extravergine e un'abbondante macinata di pepe.

A parer mio è possibile sbizzarrirsi aromatizzando l'olio con aglio, acciughe, peperoncino, pasta di curry rossa, o erbette fresche.



Abbinamento vino:
Il piatto può essere piacevolmente abbinato ad un vino bianco come la Malvasia Istriana dei Vignai di Duline.
Ringrazio per questo prezioso suggerimento l'amico esperto sommelier Federico Graziani che mi ha  sapientemente guidata alla scoperta di un bianco con un'aromaticità non dolce e una delicata finezza minerale, nonché particolari note verdi che si accostano armoniosamente con quelle solforose e non facili di questo ortaggio.




Il mio portfolio di illustratrice qui: behance.net/robertacadorin



domenica 21 gennaio 2018

Crostata ricotta, cioccolato fondente e zenzero candito



Ce l'avevo in mente da un po', ne sognavo il sapore in bocca, ma questa volta ho fatto la brava.
Ho impastato a caso, però mi sono appuntata le dosi, nel caso la torta fosse risultata buona.
E allora ecco qui la ricetta, pronta per essere rifatta, perché era esattamente come l'avevo immaginata sulla mia lingua.
Inoltre è facile, facile.

per la pasta:
350 gr di farina di grano tenero (la mia era di tipo 1, macinata a pietra)
80/100 gr di zucchero di canna (il mio era muscovado, per una pasta scura e molto aromatica)
un uovo (l'ho già rifatta anche abolendo l'uovo e sostituendolo con mezzo vasetto di yogurt bianco o di soia)
100 gr di burro (nulla vieta di sostituirlo con - direi - 70 gr di olio di mais)
mezza bustina di lievito (il mio cremortartaro)
la scorza grattugiata di un limone non trattato

per il ripieno:
350 gr di ricotta fresca
30 gr di zucchero a velo (a me sembra più che sufficiente, ma qualcuno potrebbe preferirne di più)
50 gr di cioccolato fondente tritato a coltello
30 gr di zenzero candito ridotto a dadini
un cucchiaio di fecola di patate (o amido di mais) che può essere anche tralasciato nel caso la ricotta fosse molto asciutta
un cucchiaio di rum o liquore a scelta (facoltativo)

Scaldare il forno a 180° C (statico).
Impastare tutti gli ingredienti per la pasta e creare una palla. Lasciarla riposare in frigo in una ciotola coperta per mezz'ora.
Montare la ricotta con una frusta insieme allo zucchero. Unirvi il cioccolato, lo zenzero e per ultimo la fecola (profumando con un goccio di liquore o un pizzico di cannella, se gradito).

Foderare una tortiera (la mia apribile da 20 cm di diametro) con 2/3 dell'impasto. Farcire con il ripieno alla ricotta, livellandolo bene.
Coprire con la pasta rimanente in strisce o come più gradito.

Cuocere in forno per 25-30 minuti, a seconda del vostro forno.






lunedì 16 ottobre 2017

La Sicilia a Parigi. N'am'a scialari!




Dopo questo evento qui, ancora una volta ho avuto il piacere e l'onore di disegnare per celebrare il cibo italiano, e più precisamente di Sicilia - terra che amo particolarmente pur essendo una montanara nordica - a cui verrà dedicata a Parigi una bella festa a novembre, grazie a Alessandra Pierini e Alain Cirelli, presso Le Purgatoire - 54 Paradis.


Dunque: - N'am'a scialari! -
(trad. Andiamo a spassarcela! On va s'amuser!) 




L'illustrazione anche sull'ultimo numero di Paris c'est bon 

lunedì 9 ottobre 2017

Orecchiette giramondo (zucca cipolla e pistacchi)



Ci son periodi in cui l'agenda richiederebbe di possedere il dono dell'ubiquità.
Poi invece le giornate scorrono col culo inchiodato alla sedia, davanti al tavolo di disegno, per rispettare le scadenze di consegna.
Io però il senso del viaggio ce l'ho dentro. C'è poco da fare, qualsiasi cosa pensi.
Così me ne creo uno anche quando mi alzo da qui e vado ad inventare il pranzo.
Parto così dal Bellunese (con una zucca nostrana - carrozza di cenerentola dolomitica! :-D), scendo in Puglia (orecchiette), faccio una puntatina in Sicilia (pistacchi), e poi risalgo un attimo in Calabria (cipolle rosse di Tropea) in quei soli dieci minuti in cui cuocio ed impiatto una semplice pasta.
Facilissima, buona, veloce.

Unica condizione: aver cucinato prima (anche il giorno antecedente) in forno la zucca a fette, adagiata sulla leccarda, senza condimento e le cipolle, invece, tagliate a spicchietti, leggermente condite con olio, sale e erbette aromatiche dell'orto in una piccola teglia. Quest'ultime necessiteranno di maggior tempo di cottura, finché risulteranno belle morbide, ma preferibilmente anche un po' caramellizzate.

Mentre la pasta cuoce, ho tagliato la zucca a dadini e ne ho schiacciato la maggior parte con la forchetta, stemperandola con qualche cucchiaiata di acqua calda e salata di cottura della pasta.
Ho aggiunto la cipolla tagliata a pezzetti.
A parte ho tostato i pistacchi in un padellino.
Infine ho condito la pasta con la verdura aggiustando di olio e unendo ancora un po' d'acqua di cottura, per mantenerla cremosa.
Io non amo metterci il parmigiano, perché mi piace sentire il sapore netto delle verdure, quindi ho condito semplicemente con i pistacchi tritati e un'abbondante macinata di pepe nero.




martedì 5 settembre 2017

Pasta al gazpacho

Colpi di coda.
Qualche peperone e pomodoro ben maturo sul tavolo della cucina.
Mi illudo che l'estate non sia finita.
Intanto sulla mia scrivania è ricomparsa la tazza di tè caldo. Sob.





No, niente ricetta, né dosi.

quattro pomodori ben maturi
due peperoni
un pezzetto di cipollotto dolce
un ninìn d'aglio 
un cetriolo
erbe aromatiche a piacere
olio, aceto, sale e pepe q.b.

Ho cubettato un terzo della verdura e tenuta da parte per impiattare.
Il resto, frullato, condendo con olio e aceto secondo i gusti. Aglio e cipollotto, ad libitum. Un tocchetto di pan vecchio, sbriciolato, se si vuole aumentare al cremosità.
Era stata pensata e già fatta un po' di tempo fa, per essere mangiata fredda, col gran caldo, ma anche tiepida credo non sia male.







giovedì 31 agosto 2017

Vino

Mi piace molto disegnare per il mondo del vino.
Prima è nata questa etichetta:




Ora per lo stesso produttore ma per questo nuovo bianco, un Riesling, che ha preso il nome di "Col de Doro" dal colle bellunese sul quale questo vitigno è coltivato con rispetto e passione.
Un bianco da far girar ... la testa?!  Non solo!






Il vino è un composto di luce ed umore.
Galileo Galilei


venerdì 30 giugno 2017

Melanzane e amici



Meravigliosa l'estate e le serate trascorse con amici belli...
La musica a volume alto, io cucino contenta.


4 melanzane lunghe viola striate
peperoncino
salsa Worcester
shoyu o tamari, (salsa di soia)
coriandolo fresco o prezzemolo
aglio
olio


Lavare e spuntare le melanzane.
Tagliarle per lungo in quattro e praticare delle incisioni sulla polpa, senza intaccare la buccia (per facilitarne la cottura)
Spennellare leggermente con olio. Cospargere con sale, peperoncino in polvere ed aglio (fresco o secco)
Cuocere in forno a 200°C per mezz'ora o q.b.
Lasciar raffreddare.
Mescolare 1 cucchiai di salsa Worcester con due cucchiai di salsa di soia e spennellare le melanzane.
Cospargere di coriandolo fresco tritato (o prezzemolo)
Lasciar riposare ed insaporire per qualche ora.





Buone servite con hummus o formaggio secondo i gusti.
Semplice, semplice.


lunedì 12 giugno 2017

RIso e quinoa rossa con trota e salicornia




per 4 persone:

200 gr  riso basmati
50 gr di quinoa rossa (o riso venere o riso rosso selvatico)
un mazzo di asparagi
il filetto di una trota salmonata (o salmone o gamberi)
un limone non trattato (o arancia o pompelmo)
salicornia, qualche rametto (quantità a gusto, tenendo presente che è salata)
pepe (io ho usato del pepe Timut proviene dal Nepal che ha bacche più piccole e scure del pepe di Szechuan e possiede un'eccezionale nota agrumata che ricorda il pompelmo e il frutto della passione. In cucina si accosta bene con il pesce bianco e i frutti di mare. Ovviamente però potrete usare altro pepe o peperoncino)
olio extravergine d'oliva
sale



Lessare i cereali come da indicazione della confezione e lasciar raffreddare.
Lessare a vapore il pesce (o cuocerlo sulla griglia per un sapore più deciso), lasciarlo raffreddare e spezzettarlo.
Scottare in acqua bollente non salata la salicornia per un minuto (qualcuno la usa cruda, ma sinceramente essendo rimasta sul banco del pescivendolo io non mi sono azzardata a consumarla così) e tritarla grossolanamente a coltello.
Bollire gli asparagi e raffreddarli bene in acqua gelida, affinché preservino il loro bel verde.
Condire sul fondo di una capace ciotola gli asparagi a tocchetti con l'olio, il succo e le zeste dell'agrume, sale e pepe q.b.
Unire il pesce, la salicornia e i cereali.

Facile, veloce e fresco. 
L'avevo promesso qui, no?











giovedì 1 giugno 2017

Limone





[...]

Così, quando la tua mano
strizza l'emisfero
del tagliato
limone sul tuo piatto,
un universo d'oro
tu spargi,
un giallo calice
di miracoli,
uno dei capezzoli odorosi
del petto della terra,
raggio di luce convertito in frutto,
il minuscolo fuoco di un pianeta.


(P. Neruda)

lunedì 5 dicembre 2016

Mele e noci. Dessert cremoso

Chi conosce questo blog già lo sa, ma per coloro che giungono qui per la prima volta e leggono una ricetta, per di più dopo tanto tempo che non ne pubblico, forse è opportuno ribadirlo.
Qui non ci sono ricette classiche, né costruite al milligrammo. Sono solo idee per cucinare e poi fare di testa propria con quello che avete in casa. Niente di più né di meno di ciò che faccio io nella mia cucina.
Questo dessert è nato esattamente così. Mentre mi preparavo il trolley per ripartire di nuovo per un paio di giorni (eccitata all'idea di un progetto che sogno da tempo e mi regala profonde emozioni ma che è prematuro anticipare ora), ho ricordato cosa avevo in frigo e, siccome da queste parti stasera arriva San Nicolò, desideravo che ci concedessimo una cenetta con una coccola in più.

A chiamarlo tiramisù con le mele e le noci, qualcuno potrebbe inorridire.
Non ci sono neppure uova né mascarpone (e può essere realizzato, volendo, in versione interamente vegan), ma concediamoci di citare lo storico dessert per rendere l'idea, perché il procedimento di assemblaggio è decisamente simile e mentre lo creavo sinceramente mi ci sono ispirata.
Da queste parti mi verrebbe da chiamarlo "Pón e nós"

per tre porzioni:
due tre mele gialle dolci e mature, sbucciate e tagliate a dadini
un cucchiaino di cannella
ricotta (o silk tofu, quello cremoso) 200 gr
malto di riso (o zucchero o quello che vi va per dolcificare, in dosi del tutto personali secondo il gusto)
mezzo cucchiaino di buccia di arancia non trattata (la mia polvere di zeste preparata in casa)
zenzero candito (o altri canditi di qualità a vostra scelta, ma effettivamente il piccantino dello zenzero ci sta un gran bene)
latte (io di riso o altro latte vegetale) un bicchiere
savoiardi 4 grandi (o altri biscotti secchi, in proporzione)
uvetta ammollata nel rum (facoltativa)
6 noci sgusciate e tritate

Cuocere le mele in un goccio d'acqua, coperte, con un po' di succo di limone perché non anneriscano e la cannella.
Lasciar raffreddare.
Frullare il tofu o la ricotta con il malto (o il dolcificante scelto, q.b.) e la buccia di arancia. Se necessario a rendere la crema più morbida, aggiungere un goccio di latte. Unire lo zenzero candito a cubetti.
Unire le uvette, strizzate, qualora le vogliate usare e non ci siano bambini (per la presenza del rum).
In bicchierini monoporzione versare sul fondo un cucchiaio di crema. 
Bagnare un savoiardo, tagliato in due pezzi, nel latte di riso freddo e posarlo sopra la crema.
Coprire con le mele cotte, spolverare di cannella e noci tritate.
Mettere un altro mezzo savoiardo e coprire con la crema restante.
Decorare con un po' di purea di mele, qualche noce e spolverare di cannella.
Se gradito, versare un goccio di succo di mela concentrato o di sciroppo di acero.
Lasciare riposare almeno 2-3 ore in frigorifero, ma non servire freddo.



mercoledì 23 novembre 2016

Settimana della cucina italiana nel mondo





La prima "Settimana della cucina italiana nel mondo", a sostegno dell'agroalimentare e delle professionalità del settore, porta in alto ancora una volta il nome dell'Italia all'estero.
Il progetto si inserisce nel piano di azioni che vede in campo il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, il Ministero dell'Istruzione, in sinergia con il Ministero dello Sviluppo economico.
Un percorso di lavoro iniziato il 2 marzo 2015 all'Esposizione universale con il primo forum della cucina italiana, a cui sono seguite la firma del 'Food Act - il primo patto tra Istituzioni e mondo della cucina - il 28 luglio 2015 e il protocollo d'intesa per la valorizzazione all'estero della cucina italiana di qualità siglato alla Farnesina il 15 marzo 2016.
Più di 100 paesi coinvolti nel mondo.

Questa la mia illustrazione per la celebrazione a Parigi in questi giorni di questa iniziativa: la Semaine de la Cuisine Italiane dans le monde.

giovedì 6 ottobre 2016

Semedimela









Semedimela

Abitava qui, dietro quella portina.
Semedimela era il nome ed era piccina.
Andava e veniva in silenzio e discreta

indossava una veste di lino e di seta. 



Ogni giorno viaggiava per il mondo cattivo

ma poi ritornava nel suo universo vivo.

La mela era tutto, era casa, era tana
era albero, terra, era fiore... era sana. 

Era sfera, era cuore, era senso profondo,
era nido e profumo. “Quasi quasi ci affondo!”
diceva Semina e mai si stancava
di rientrare alla base, che di giorno sognava. 

E sognando e tornando
e facendosi sera...
Semina un bel dì si svegliò:
lei stessa era Mela. 


testo Silvia Geroldi  - illustrazione Roberta Cadorin

martedì 9 agosto 2016

Insalata di cappuccio rosso



Qualcuno affetta, qualcuno disegna.

Cavolo cappuccio rosso, cavolo rapa, mela, miele, zenzero, curcuma, senape, coriandolo.

Purple cabbage, kohlrabi, apple, honey, ginger, tumeric, mustard, cilantro. 

da http://be.net/gallery/Purple-salad