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giovedì 19 dicembre 2019

Su Faddy magazine.




Sul numero 15 di FaddyMagazine una dozzina di mie illustrazioni
(- 
quando per magia anche retro copertina e lato b coincidono - ðŸ˜†)

La rivista può essere acquistata online o comunque sfogliata in flipbook qui:
https://bit.ly/38UDLnT






martedì 28 gennaio 2014

Et c'est si bon...

Passeggiare per le vie di una metropoli, per quanto eccitante, è sempre stancante.
Per questa promenade invece non mi è stata richiesta alcuna fatica di gambe quanto piuttosto ho assaporato un divertissement dal gusto decisamente diverso...




tavola realizzata per la rivista La Cucina Italiana - febbraio 2014 (qui)





in punta di dita, Paris canaille (qui)




Mais c'est si bon
Paris flon flon
T'as l'âme en fête
Et des millions
Pour tes poètes
Quelques centimes
A ma chanson
Ca fait la rime
Et c'est si bon...

lunedì 4 novembre 2013

Food e illustrazione: Nu®ant

http://www.nurant.it/index.php?/projects/issue-14--oct-013/


Per i golosi di food, ma anche di illustrazione: il nuovo numero di Nurant, magazine di illustrazione.

Nu®ant è un giornale che non si monta la testa, al limite la smonta, la sposta, per cercare nuovi punti di vista, nuove forme di vita.
 
Nel numero #14 si parla,  - ops - , si disegna di food, in un ambito un po' particolare.
12 illustratori, di tutto il mondo un po' - sì, ci sono anch'io, che onore e fortunatamente non son la tredicesima! - interpretano in questo numero un tema ostico.

Oltre che in versione cartacea nelle migliori librerie, ora è disponibile da sfogliare anche on line qui.








Le altre mie illustrazioni di food qui







lunedì 28 gennaio 2013

È nato prima l'uovo o la gallina?

Cobrizo si diverte a razzolare tra le pagine di Bobos




lasciando le sue impronte su una loro ricetta, tra cioccolato, uova, limoni e mandorle...









Ma se Bobos propone una torta classica con uova, zucchero, burro che, sapete bene, non mi fa troppo bene becchettare (perchè? qui), io invece rilancio con questa, grazie a Simona Gauri, molto più macrobiotica:

1 kg di bulgur macinato a semolino
500 gr di nocciole tritate
500 gr di tofu
1/2 tazza di malto di riso
1 tazza di carruba (sarà di polvere di carruba?)
un po’ di vaniglia
un po’ di sale marino
scorza di limone grattugiata

per la crema di copertura:
1 tazza di carruba
4 cucchiai di concentrato di mela
6 cucchiai di crema alle nocciole

Mescolate il bulgur con le nocciole, la vaniglia, il sale marino, la buccia di arancia e la carruba. Frullate il tofu con 1/2 litro di acqua e il malto di riso. Mescolate tutti gli ingredienti e lasciate riposare per 10 minuti. Mettete l’impasto in una teglia per torte e infornate a 200° per un’ora.
Preparate nel frattempo la crema alla carruba di copertura: questa crema ricorda la famosa crema nougat. Sciogliete a fiamma bassa la margarina e la crema di nocciole. Togliete subito dal fuoco e aggiungetevi un po’ alla volta il concentrato di pera e mela e la carruba.
Quando la torta sarà pronta, ricopritela con la crema alla carruba.

A me ispira molto e vorrei provarla. Voi che dite? 


altre questioni tutte intorno ad un uovo qui



lunedì 21 maggio 2012

Ogni mela è un saluto.

Tante meline rosse sono spuntate nel web. Sono già più di 50!
Sempre più sorridenti.
"Salutiamoci" ti aspetta!



clicca sull'immagine per leggere meglio




lunedì 5 dicembre 2011

Il diario delle piccole cose



"Sono tante piccole cose diverse che possono sembrare non c'entrare nulla l'una con l'altra [colori, illustrazioni, perle e ricette], ma che mi piace raccogliere insieme in una sorta di unico memorandum.
Questo quaderno virtuale mi rispecchia molto, lo ammetto: è disordinato come me."

domenica 13 novembre 2011

Ridi, che la mamma ha fatto gli gnocchi!



Solo Giacomo (mio figlio), durante uno dei suoi giochi, poteva convincere Cobrizo (io, Roberta) a mettersi in testa una cofana gialla e fare click, la scorsa estate.
Ogni volta a vederla, adesso, vien da ridere.
Così, quando una gentil signorina ha chiesto a Roberta una foto-ritratto a corredo di un ameno abboccamento tra le due, lei non sapeva proprio che pesci pigliare, perchè di foto ne ha così poche, di sue.
Ma le è tornata in mente quella cofana buffa e così, sopra la testa di quel Cobrizopulcinella, ha disegnato un'idea golosa, talvolta dolce talvolta luminosa, ed ha deciso di togliere ogni maschera, anche perchè ben nasuta è già, di suo.


I cinque quesiti formulati dalla gentil signorina a Cobrizo qui (sì, insomma l'intervista di Elle a Tavola)



Solo oggi mi ritorna il mente anche un vecchio post scritto appunto su Pulcinella:

"Quando Pulcinella mangia la gallina Cicerenella, la pancia gli si gonfia all’inverosimile. Il dottore, prontamente accorso, libera da sotto la camicia di Pulcinella un grande uovo che Pulcinella si mette a covare. Il guscio si apre e ne esce un Pulcinellino, poi un altro… sono cinque i nuovi nati che, appena fuori dall’uovo, già vestiti e con le sembianze identiche a quelle del padre (che è al contempo loro madre) si buttano voraci su un piatto di maccheroni. A Venezia, i maccheroni diventano gnocchi. L’alto cappello a cono tronco del Pulcinella veneziano, altro non è che la pentola per cuocere gli gnocchi, rovesciata e indossata a mò di copertura del capo, e sempre pronta per la bisogna."

(da Hetty Paerl, Pulcinella. La misteriosa maschera della cultura europea, Apeiron 2002)
Il vecchio post su Pulcinella, con un disegno che era forse dunque premonitore qui

Roberta ringrazia infine la gentil signorina per il piacevole incontro, ma pure Cobrizo, con gratitudine, per averle fatto stretta compagnia in questi anni di blog.


martedì 26 agosto 2008

Respiro e musica


(segue da questo post precedente)
Un'altra immagine per l'articolo sulla tecnica di respirazione olotropica, che si basa su un lavoro di coppia.Si viene invitati a chiudere gli occhi, a rilassarsi e a concentrarsi sul respiro, a renderlo via via più veloce e profondo seguendo il ritmo della musica.




Volgersi verso la completezza



La rivista Psychologies mi ha commissionato alcune tavole per un articolo sulla respirazione olotropica e le fasi prenatali del bambino.
Mi sono dovuta documentare in proposito.


La respirazione olotropica (dal greco holos, completezza e tropein, volgersi verso) è un "percorso verso l'interezza". Un metodo psicocorporeo di sviluppo e conoscenza personale, oltre che strumento terapeutico, che vuole riscoprire il potenziale di guarigione della psiche, attraverso respirazione, musica e movimenti corporei. Elaborata nel 1976 da Stanislav Grof, psichiatra, antropologo, ricercatore cecoslovacco, uno dei padri della psicologia transpersonale, è una tecnica molto diffusa negli Stati uniti, paese in cui Grof si è trasferito all'inizio degli anni 70.
Solo recentemente inizia a essere conosciuta anche in Italia.

da
Psychologies.it: terapie e metodi