[Prologo]
Mi illudo di delegare il mare a raccontare questa storia, come se già ogni conchiglia ne cristallizzasse un
frangente.
Mi avvolgo nella mia, come un paguro e cerco conforto nella mia stessa paura.
In questi giorni non ci son parole.
Un rimestio senza fine, come il flusso delle onde.
Oggi, per caso (?!) ho trovato questo vecchio filmato relativo ad un lavoro di Heidi Bucher (
qui), artista donna, non a caso, (1926-1993).
Purtroppo non ne comprendo il testo, ma fa nulla.
[Azione]
E ancora un suo schizzo di una labirintica conchiglia e la foto di un bozzolo umano.
Ho pensato d'istinto subito a
Nina (
qui), quel filo sottile che disegna essenze, sciogliendo matasse aggrovigliate.
Ma non capivo. Ancora non capivo, pur avendole segnalato subito la visione del video.
Solo stasera ho ricominciato a respirare dopo l'apnea che è seguita al nostro incontro e alle tue parole,
Nicoletta (v.
qui).
Quell'interruzione del respiro nel gesto artistico come nel parto; quel pianto empatico nella commozione adulta, come nella distensione dei polmoni del neonato.
"Non è il mare che dice le parole".
Mi piace credere,
N., che il blu, l'azzurro, il rosso siano i primi colori che il bambino percepisce già nel mare amniotico materno.
"Il potenziale cinetico"
Così mi spiego solo ora quanto ti ho detto oggi pomeriggio, quando un particolare cromatico mi ha attratta inspiegabilmente, inducendomi alla sosta davanti ad una tela, con meraviglia, semplicemente perchè prima d'ora non lo avevo mai
contemplato, pur
contenendolo da sempre.
Rothko optava per forme piatte " perchè distruggono l'illusione e rivelano la verità".
Le scelte degli uomini della nostra vita, abbiam notato tu ed io, hanno optato per il blu e il bianco, (acqua-aria?), tralasciando il rosso.
Noi, donne, madri, invece siamo ancor così piene di rosso, rotondo, bruciante...
[Epilogo]In questi giorni per me tutto combacia, anche se nessuno, o quasi, capirà. Poco importa.
Non so neppure dove siano i miei pennelli e il mio scanner, per acquisire ed aggiungere qui anche solo uno mio schizzo, non è neppure collegato.
Eppure devo fermare quest'istante per me, per ricordare che non è un'illusione, ma una dichiarazione d'amore: "Ho troppo a cuore sia l'oggetto che il sogno per vederli dissolversi nell'inconsistenza vaporosa del ricordo e dell'allucinazione".
Un e
NNesimo grazie.
Stasera solo ho capito, mentre scrivevo, che queste parole rotolano sulla sabbia partecipando anche a questa danza:

