mercoledì 27 febbraio 2013

Miso. Mi no. Ma se... *

Miso soup

Il miso è il principe dei condimenti giapponesi.
Non siate tanto scettici da escludere a priori questo alimento dalla vostra dieta. Vi perdereste davvero un'interessante e salutare opportunità!
Il miso è una pasta scura, naturale e molto saporita, paragonabile vagamente in occidente al nostro dado da brodo.
E' il risultato di una fermentazione e lunga maturazione della soia, insieme a sale ed altri cereali, che avviene in grandi barili di cedro. E' adatta ad insaporire, ma è versatile anche per creare condimenti appetitosi.

La sua origine risale, pare, addirittura al Neolitico. Solo con i monaci buddisti cinesi, però, a partire dal  600 d.C, si ebbe una sua larghissima diffusione che raggiunse anche il Giappone.
Proprio in terra nipponica sembra sia stato coniato il detto popolare "miso sae areba" che significa “tutto va bene finché c’è miso”, il che la dice lunga sulle proprietà di questo ingrediente.
La naturale fermentazione utilizzata per produrre il miso è un processo che sapientemente consente anche l'eliminazione dei fattori antinutrizionali della soia (soytoxin) esaltandone invece le sostanze salutari.
Il miso è prezioso infatti in quanto è ricchissimo di aminoacidi (come l'acido linoleico e la lecitina, che hanno la proprietà di contrastare il colesterolo), apporta preziosi enzimi vitali, sali minerali, oligoelementi e vitamine all'organismo ed arricchisce la flora batterica dell'intestino, aumentando la capacità di difesa del sistema immunitario e migliorando pelle e capelli.

Alla fine del 1980, un gruppo di ricercatori medici giapponesi della Tohoku University scoprì che il miso contiene un estere etilico, prodotto durante la fermentazione, che agisce come anti-mutageno, aiutando cioè ad annullare sostanze nocive e potenzialmente cancerogene che possono accumularsi nel nostro organismo.
Il National Cancer Institute ha inoltre scoperto, attraverso uno studio esteso a donne giapponesi facenti uso giornaliero e costante di miso (cita la tazzina di zuppa di miso per tre volte al giorno), che lo stesso ha abbassato del 40% il rischio di cancro al seno.
In Occidente talvolta il miso viene additato come un ingrediente troppo salato e pericoloso per la salute (ma bisogna tenere conto che noi occidentali spesso facciamo un uso sconsiderato del sale in tutte le altre pietanze!), ma un altro studio su uomini e donne giapponesi con pressione arteriosa normale, condotta dalla Showa University, ha dimostrato invece che, con due ciotole di zuppa di miso al giorno realizzate con la giusta combinazione di ingredienti (come wakame, brodo di pesce palamita, foglie verdi, cipolle e carote), si può prevenire lo sviluppo dell'ipertensione, grazie al suo alto contenuto di potassio, magnesio e calcio. Inoltre un altro studio ancora, condotto per tredici anni su una vasta popolazione di uomini e donne giapponesi, ha dimostrato che coloro che si sono astenuti dalla zuppa di miso hanno avuto un tasso di mortalità per ipertensione ed ictus tre volte e mezzo superiore rispetto ai bevitori di zuppa di miso.
 (da Miso Book di John & Jan Bellem, vedi qui)

Esistono numerosi tipi di miso. 
I sapori e la qualità variano moltissimo da produttore e produttore, quasi un po' come per noi occidentali si differenziano i formaggi artigianali.
Nelle dispense giapponesi infatti molto spesso se ne trovano ben più di un solo tipo per poter essere impiegati e miscelati con cura a seconda delle loro caratteristiche (sapore, colore, stagionatura...) nella ricetta da realizzare.
I più conosciuti e frequenti sono il miso di Orzo Onozaki, quello di Riso Johsen, il miso Hatcho, lo Shiro Miso ed il Natto miso.

Il Miso di Orzo Onozaki è prodotto con soia, orzo e sale ed è di colore più chiaro e sapore un po' più delicato. 
La sua lavorazione avviene a partire dai fagioli di soia lavati ed ammollati, bolliti per venti minuti e successivamente ancora cotti a vapore per 4 ore.
L'orzo viene cotto a parte e fatto fermentare inoculandoci il koji. Una volta maturato, viene aggiunto alla soia in rapporto 11 parti di koji per 10 di soia e viene addizionato anche di sale marino.
Quindi viene fatto maturare per 18 mesi in grandi tini di cedro a temperatura ambiente, con travasi da un barile all'altro ogni 3 mesi, seguendo l'avvicendarsi delle stagioni, per assicurargli la giusta ossigenazione.
Una volta pronto, viene confezionato, senza la necessità di essere pastorizzato, visto che l'alta percentuale di sale ne preserva l'integrità.

Il Miso di Riso Johsen è prodotto dalla soia e riso integrale e sale ed ha un sapore più deciso. 
Per prepararlo, i fagioli di soia vengono lavati, ammollati e poi cotti a vapore. Vi viene addizionato il riso inoculato con i fermenti del koji (come per il miso Onozaki, vedi sopra).
La mistura di soia e riso fermentato viene salata e lasciata fermentare ancora in fusti di cedro, pressati da pietre, per almeno 18 mesi, ma a volte anche fino a 24.


L'Hatcho Miso è definito il miso dell'imperatore; prodotto solo con soia e sale, è il più scuro e dal sapore molto intenso. (Se non avete alcuna dimestichezza col miso, vi consiglio di cominciare ad usare quello di riso o di orzo e non partire dall'Hatcho)
Presenta il 20% di sale in meno rispetto agli altri tipi di miso. Durante la sua preparazione, la soia, dopo la cottura, viene lasciata riposare direttamente nel suo bollitore affinchè acquisti una colorazione più scura e un sottile aroma di affumicato. Il peso sovrapposto infine ai tini per pressarlo arriva anche fino a tre tonnellate e il tempo di fermentazione è di due anni.
Lo Shiro Miso, o miso bianco dolce, è un condimento più cremoso dal sapore più delicato e una colorazione ambrata, che fornisce infinite possibilità di utilizzo nel preparare salse e condimenti

Il Natto Miso è una sapiente miscela di miso, malto d'orzo, zenzero, shoyu ed alghe kombu. I fagioli di soia vi compaiono al suo interno spesso ancora parzialmente interi e in bocca paiono quasi come arachidi, mentre il suo odore caratteristico talvolta ricorda un po' quello di alcuni formaggi piccanti.
Contiene vitamina K2, serina e pirazina (quest'ultima responsabile del suo odore caratteristico) che, è dimostrato, sono in grado di ridurre il rischio di coagulazione del sangue.

La Tekka è infine un condimento in polvere a base di radici come bardana e carote e miso. Il suo nome giapponese significa "radice di ferro".
Cotto a lungo durante la  sua preparazione, viene essiccato e polverizzato, assumendo dunque un forte effetto (yang), riscaldante ed energizzante. Profumatissimo (con un aroma un po' di caffè, per intenderci), è da usarsi a piccoli pizzichi, sopra il piatto finito.


Il modo più semplice per utilizzare il miso è appunto nella famosa zuppa di miso, di cui è sufficiente una piccola ciotolina come apertura di pasto, per facilitare la digestione, mantenere in equilibrio i livelli di zucchero nel sangue e per alcalinizzarlo, ripulire l'intestino e ripopolarne la flora batterica meglio di qualsiasi altro integratore ora molto in voga sugli scaffali frigo dei supermercati (bianco, da bere giornalmente, ci siamo capiti no?).
Il consiglio è acquistarlo non pastorizzato, di origine biologica e, per preservarne le infinite proprietà preziose, non sottorporlo ad alte temperature in cottura.
Nelle zuppe infatti va stemperato a parte e poi aggiunto al brodo della zuppa, a fuoco spento.



ZUPPA DI MISO SEMPLICE (dosi per una persona)
1 striscia di 2-3 cm circa di alga wakame (sulle alghe vedi anche qui)
da 1/2 a 1 cucchiaino di miso (di riso, orzo o Hatcho)
1/2 tazza di verdure a vostro piacere tagliate sottili (preferibilmente cipolla, carota e qualche verdura a foglia verde ma potrete variare secondo la stagione e il gusto)
prezzemolo, o erba cipollina o zenzero fresco (sempre secondo la stagionalità)
Ammollare l'alga in poca acqua fredda. Tagliarla a striscioline molto sottili e recuperare l'acqua d'ammollo a cui aggiungere 2 (o 3) tazze d'acqua fredda. Portare ad ebollizione. Aggiungere le verdure tagliate sottilmente e far cuocere per 10 minuti. Rimuovere dal fuoco e scoperchiare la pentola cosicchè la temperatura scenderà un poco. Quindi prelevare un poco del brodo e in una ciotola a parte stemperarvi bene il miso, dopodichè aggiungerlo tutto alla zuppa. Versare la zuppa e servire con prezzemolo il verde del cipollotto o di un porro tagliato finissimo o un po' di zenzero grattugiato (quest'ultimo da preferirsi nella stagione fredda ed invernale)
Le dosi sono puramente indicative e possono variare secondo il gusto e la necessità. Altre versioni vedono pure l'impiego di funghi shitake, tofu, noodles, ecc.


Che stazza! Che dire? C'è vita in tazza. 


Anche il più semplice dei minestroni, se non già salato, potrà essere arricchito analogamente a fine cottura, con qualche cucchiaiata di miso.
Per iniziare a prenderci confidenza, mescolate semplicemente  due cucchiaini di miso con uno di tahin (pasta di semi di sesamo) e l'acqua necessaria per stemperarlo e renderlo più fluido.
Potrete assaggiare questa semplice salsa anche su crostini di pane, decorati a piacere con verdura o, allungandola ulteriormente con acqua, la stessa diventerà un alternativo condimento per una semplice pasta, precedentemente cotta insieme a qualche ortaggio (ad es. cavolfiore, finocchio, broccoli, carciofi, carote, ecc. , facendo però attenzione a ridurre il sale nell'acqua di cottura) e che potrete ulteriormente arricchire con spezie a piacere.

Se invece volete utilizzare il miso per creare altri condimenti, vi consiglio ad esempio di provare (aiutandovi per stemperarlo all'occorrenza sempre con semplice acqua per una versione più leggera, oppure un goccio d'olio) a mescolarlo ad uno o più di questi: mirin, sake, ecc. per cereali, verdure, pesce, tofu,... o combinarlo a mandorle, arachidi, semi di sesamo o tahin, senape, malto, succo di limone ... o ancora ad erbe fresche come coriandolo, erba cipollina, aglio, zenzero, ecc. creando un'infinità di variazioni.


* cambio gli accenti e gioco con autoironia nel mio dialetto: Misò. Mi no. Ma se... = - Io so. - - Io no, ma se... -


lunedì 18 febbraio 2013

Bubu, la coscienza di Yoghi.

Egli yoga,

tu yogurt,

io... Bubu.




A fatica, ma insisto nella pratica dello yoga per disegnare col mio corpo nello spazio,
e, nella pratica del disegno, per trovare spazio tra mente, pancia e cuore,
perchè...


 "Cara , per disegnare bene, bisogna essere molto cattivi, ricordatelo.
 Bisogna smontare il mondo, per ricostruirlo poi pezzo a pezzo, con infinita pazienza.“


Giorgio Bassani

e

"Il disegno è una forma di meditazione, ti costringe a fare attenzione, che è la ragione ultima del fare arte"

Milton Glaser



martedì 12 febbraio 2013

Onde di neve e grumi di cacao (con muffins)

Alternando la chiave
tu schiudi la casa dove
la neve volteggia le cose taciute.
A seconda del sangue che ti sgorga
dall’occhio, bocca ed orecchio
diversa è la tua chiave.
Diversa è la tua chiave, diversa la parola
cui è concesso volteggiare con i fiocchi.
A seconda del vento che ti spinge via
s’aggruma attorno alla parola la neve.

(Paul Celan)



Ora accendo il camino e metto sul fuoco l'acqua per un tè...
Mi siedo e mi pare di essere in slitta, avvolta dalla neve.



Mi mangio un muffins.
E' meravigliosamente bella, anche se domani ci sarà tanto da spalare...

per 10 muffins
A: 200 gr di farina (la mia semiintegrale), 100 gr fecola di patate, una bustina di cremortartaro, 3 cucchiai di cacao amaro, un pizzico di sale
B: 100 gr malto (il mio di riso), 50 gr olio di oliva e.v.o. delicato o di mais, 100 gr o q. b di latte di soia o di riso, mandorle pelate per decorare
Mescolare A. Miscelare B. Unire A + B.
Cuocere a 180° per 15-20 min (forno statico, come sempre, anche se non lo scrivo mai).



Una volta raffreddati, chiusi in un sacchetto di cellophane, si conservano in frigo, perchè non si secchino. Buoni così o farciti con marmellata d'arancia con le scorzette.

giovedì 31 gennaio 2013

La signorina Verzuppa e la Minestra di verza, cipolla rossa di tropea e miglio



  
La Signorina Verzuppa, nonostante il copricapo e l'abito impegnativi, danza leggera sulla tavola.


Ancora una minestra - illustrata - in tema di miglio per Federica di Architettarte, che ospita l'iniziativa di Salutiamoci e tutte le ricette qui, ancora fino alla mezzanotte di oggi...

... però questa signorina Verzuppa è ruffiana e fa l'occhiolino anche alla raccolta di febbraio sulla cipolla che sarà ospitata da domani, per tutto il mese di febbraio, da Valentina de La Cuoca Pasticciona qui


Minestra di verza e cipolla rossa di tropea con miglio
200 gr di verza
100 di cappuccio bianco (sostituibile con più verza)
una grossa cipolla rossa di tropea
una tazzina di miglio (o amaranto o del cereale che si preferisce)
due tazzine di lenticchie arancioni decorticate
uno spicchio di aglio
uno-due cucchiai d'olio extravergine d'oliva
zenzero fresco q.b.
salvia e rosmarino freschi
pepe o peperoncino se gradito

Tagliare sottili la verza ed il cavolo cappuccio.
Tritare la cipolla non troppo fine e l'aglio.
Scaldare l'olio in una casseruola preferibilmente di coccio, unirvi la cipolla, l'aglio e gli aromi.
Rosolare qualche minuto. Unire le lenticchie ed il miglio e bagnare con il brodo bollente (circa un litro).
Cuocere per 25 minuti. Nel caso del miglio il suo tempo di cottura coincide con quello delle lenticchie, altrimenti sarà bene tenerne conto nel caso si utilizzi un altro cereale, aggiungendo le lenticchie in un diverso momento. (Andrà ovviamente bene comunque anche aggiungere un avanzo di riso integrale già cotto, della pasta corta o del pane)
A fine cottura grattugiare e spremere nella minestra un pezzetto di zenzero fresco e una macinata di pepe o un pizzico di peperoncino.
Condite con altro olio a crudo, se lo gradite. A me è bastato quello in cottura.


"Zuppa" perchè ci son pure le fette di pane, sotto ... ma sempre minestra è ;-)


altre ricette cobrizolose con il miglio:


mercoledì 30 gennaio 2013

Salutiamoci di gennaio: il miglio. Gratin di miglio e verdure invernali


Non per soli bipedi pennuti!


Questo mese a Salutiamoci si cucina e si mangia il miglio.
Purtroppo riesco a preparare questa ricetta e questa tavola solo ora, per Federica di Architettarte, che ospita l'iniziativa e tutte le ricette qui, ancora per qualche giorno.

Dopo questa Zuppa di cipolle e miglio dorato 



vi lascio la ricetta di questo
Gratin di miglio e verdure invernali

200 gr di miglio
700 ml di brodo vegetale bollente
un finocchio (o carciofo)
2 carote o un pezzo di zucca
un piccolo broccolo
una cipolla
alloro, timo, rosmarino o curcuma *
50 gr di mandorle non pelate tostate
lievito alimentare a scaglie ** (facoltativo)
olio e.v.o.
sale e pepe nero

Lavare e tagliare a piccoli pezzi la verdura. Saltarla in un tegame dal fondo spesso, con una o due cucchiaiate d'olio per cinque minuti, salando e aromatizzando con le erbe aromatiche o la spezia che preferite (*se usate la curcuma ricordate di utilizzare sempre anche un po' di pepe nero per facilitarne l'assorbimento e quindi potenziarne le proprietà antiossidanti, antiinfiammatorie, antitumorali e antidolorifiche)
Aggiungere il miglio lavato e ben scolato. Saltare qualche secondo, quindi aggiungere il brodo bollente. Coprire e lasciar cuocere coperto per 20-30 minuti, finchè cioè il liquido sarà assorbito dal cereale (aggiungendo un po' di brodo se necessario o aprendo eventualmente il coperchio se il liquido eccedesse).
Preriscaldare il forno a 200°.
Ungere una pirofila da forno (o più cocottine monoporzione) e riempirla col miglio cotto con le verdure.
Cospargere con le mandorle tagliare grossolanamente a coltello e condire con un filo d'olio ed il lievito.
Gratinare per 10 minuti o q.b. in forno.


lunedì 28 gennaio 2013

È nato prima l'uovo o la gallina?

Cobrizo si diverte a razzolare tra le pagine di Bobos




lasciando le sue impronte su una loro ricetta, tra cioccolato, uova, limoni e mandorle...









Ma se Bobos propone una torta classica con uova, zucchero, burro che, sapete bene, non mi fa troppo bene becchettare (perchè? qui), io invece rilancio con questa, grazie a Simona Gauri, molto più macrobiotica:

1 kg di bulgur macinato a semolino
500 gr di nocciole tritate
500 gr di tofu
1/2 tazza di malto di riso
1 tazza di carruba (sarà di polvere di carruba?)
un po’ di vaniglia
un po’ di sale marino
scorza di limone grattugiata

per la crema di copertura:
1 tazza di carruba
4 cucchiai di concentrato di mela
6 cucchiai di crema alle nocciole

Mescolate il bulgur con le nocciole, la vaniglia, il sale marino, la buccia di arancia e la carruba. Frullate il tofu con 1/2 litro di acqua e il malto di riso. Mescolate tutti gli ingredienti e lasciate riposare per 10 minuti. Mettete l’impasto in una teglia per torte e infornate a 200° per un’ora.
Preparate nel frattempo la crema alla carruba di copertura: questa crema ricorda la famosa crema nougat. Sciogliete a fiamma bassa la margarina e la crema di nocciole. Togliete subito dal fuoco e aggiungetevi un po’ alla volta il concentrato di pera e mela e la carruba.
Quando la torta sarà pronta, ricopritela con la crema alla carruba.

A me ispira molto e vorrei provarla. Voi che dite? 


altre questioni tutte intorno ad un uovo qui



mercoledì 23 gennaio 2013

Bianco neve

Non è vero che la neve pulisce.
Sbianca solo.
E' solamente uno sbiancante ottico,
un bagno in candeggina che brucia in silenzio le fibre colorate...
Mi sento mancare senza colore.



Vuoi dolcezza e giochi di frusta?
Il candore si monta a neve
ma c'è anche il rischio che impazzisca.

Una pioggia di protesta,

ma il sole torna a nutrir di color tuorlo la terra.


lunedì 14 gennaio 2013

Ecchete... sémo (in) pace.

"Si mòro e poi rinasco, prego Dio d'arinasce a Roma..." penso ogni volta che ci torno.
Tu, che hai solo 8 anni e la vedi per la prima volta, mi dici che da grande vuoi andare ad abitarci e magari fare il papa.
Sì, amore mio, vedi di organizzarti meglio, nel frattempo, preciso... ma vederti correre in mezzo a tanta bellezza mi commuove e mi riempie il cuore di gioia che volevo dirlo a tutti.
Te compreso.


 

lunedì 7 gennaio 2013

Il sale della vita

Ho trascorso delle bellissime feste natalizie.
Natale è stato con le persone più care di famiglia e poi, nei giorni a seguire, la casa è stata piena di amici veri che venivano da destra e manca, chi anche da molto lontano, per riabbracciarci dopo tanto tempo, e fare festa, cucinare e ridere in compagnia.
Tante risate, ricordi, abbracci e cin cin che mi hanno spalancato il cuore...
Grazie.                                     

Ho preparato loro questo pensiero, per ricordare il nostro incontro a tavola.
Il sale della vita.
Colorato, profumato e saporito, da poter conservare a lungo, come le belle emozioni.

 


Per tutti coloro ne volessero replicare la preparazione, la ricetta è facilissima e assolutamente indicativa e personalizzabile.
E' ricchissimo di calcio per la presenza del sesamo e di tanti altri sali minerali per le alghe.

Gomasio con alghe ed agrumi
7-9 cucchiai ben colmi di semi di sesamo
un foglio di alga nori, o a piacere anche un po' di wakame o kombu tostate in forno, o più secondo il gusto (vedi anche qui)
un cucchiaio scarso di sale grosso integrale
buccia non trattata di limone o arancia o pompelmo

Io avevo già seccato la buccia in precedenza di un'arancia (con la buccia fresca rischierete invece che la preparazione si conservi meno, per l'umidità residua). Sarà sufficiente a questo scopo sbucciare l'agrume con un pelapatate (evitando l'albedo) e lasciarne la buccia all'aria (o sopra un calorifero) per qualche giorno a seccare.
Tostare la nori sulla fiamma, finchè diventerà croccante.
Spargere il sesamo ed il sale su una padella dal fondo spesso (o in forno) e tostare, rimestando spesso, evitando che scurisca.
Quando si sarà raffreddato un poco, ma non del tutto, pestare sesamo, sale ed alga in un capace mortaio o in un mixer, facendo attenzione a che non si impasti, ma lasciando una percentuale di semi interi.
Versato in vasetti di vetro e riposto al fresco ed asciutto, si conserverà a lungo.

Utilizzabile su piatto finito, per insaporire pasta, cereali già cotti, pesce, legumi, e verdure, evitando altro sale.
Nel gomasio semplice (senza alghe, nè zeste) il rapporto sesamo/sale può variare da 6 parti a 1, fino a 20 parti a 1). Il sale non è da omettere pertanto, perchè in macrobiotica lo yang del sale equilibra proprio lo yin della parte oleaginosa dei semi. Ovvio è però che il gomasio va usato in sostituzione al sale e non in aggiunta (o comunque tenendone conto in partenza nelle preparazioni).

L'idea per il confezionamento è quella dei pirottini di carta legati con un semplice spaghetto, che già avevo utilizzato qui


Ancora auguri a tutti voi per questo 2013!

venerdì 14 dicembre 2012

Un regalino sotto la neve

Per gli spiriti vintage e per i rari, irriducibili nostalgici e romantici che desiderano ancora inviare i propri auguri di Natale utilizzando un cartoncino illustrato, anzichè spedire in automatico sms o mail a profusione, ho preparato questo:



Sarà a vostra disposizione, (il file in pdf, in alta risoluzione, in formato 10x15cm), qualora desideriate stamparvelo, facendomene semplicemente richiesta alla mail: cobrizoperla@gmail.com
Se li stampate invece in formato più ridotto, potrete utilizzarli anche per cartoncini fermapacchi natalizi fai da te.


Ed ora via di corsa a giocare sulla neve!




ieri...         ed oggi

mercoledì 12 dicembre 2012

A crumbled day: un giorno del cavolo... in briciole.

Non ricordo se l'ho già detto... ma la mia adorabile nonna Amabile (un nome, una verità) era solita dire:
"Co' i afari va mal, el corpo nol ha da patìr"
Traduco: quando gli affari vanno male, il corpo non deve patire.
Ovviamente per affari non intendeva necessariamente affari economici, ma in senso più ampio, affari di vita... percui lei sosteneva che fosse meglio non trascurarsi, ma mangiare, per sostenersi.

Con la tristezza nel cuore talvolta non è facile neppure mangiare. 
It's a crumbled day... e allora io scherzo così oggi (giocando con questo rosso irriverente in quest'immagine frivola che ho preparato per Salutiamoci), anche se non ci sarebbe nulla per cui scherzare, ma solo stare a guardare in silenzio il cielo azzurro e quanto belle sono le montagne oggi, anche per te.
Se è vero che "il cielo è di tutti gli occhi," siamo in tanti oggi lassù... e forse sarà un po' meno difficile...
ma accidenti:

Spiegatemi voi dunque,
in prosa od in versetti,
perché il cielo è uno solo
e la terra è tutta a pezzetti.
(G. R.)





 Crumble salato di cavolfiore al garam masala


il cavolo veste Prada ;-)


un cavolfiore bianco (sarà stato 1/2 kg crudo, mondato)
un cucchiaino di garam masala (o curry in alternativa)
2 cucchiai di olio e.v.o.
50 gr di farina di riso
20 gr di farina di ceci
50 gr di nocciole tostate tritate finemente
sale q.b.
acqua fredda q.b.

Lessare le cimette di cavolfiore al vapore o in acqua leggermente salata bollente (non dovranno essere troppo al dente ma un poco morbide).
Mescolare le farine con le nocciole, l'olio, il sale, il garam masala e poca acqua, quanta sarà sufficiente per ottenere un composto bricioloso simile a quello tipico del crumble (bastano poche cucchiaiate). Lasciar riposare al fresco.
Le mie ricette lasciano aperta ogni possibilità, lo sapete: a questo punto potrete allora lasciare le cimette integre del cavolfiore oppure ripassarlo in padella con un po' d'olio ed ancora un pizzico di garam masala e/o ricavarne una purea utilizzando lo schiacciapatate a fori grossi.
(io li ho cotti al vapore e poi ripassati in padella)
Porzionare comunque infine in cocottine da forno individuali (oppure usare un'unica teglia grande).
Coprire con l'impasto di pasta, pressandolo un poco.
Passare in forno per 10 min sotto il grill a 200° o q.b. a seconda del vostro forno, finchè la crosta sarà croccante.



sabato 8 dicembre 2012

Il corpo e lo spazio



I
Il corpo è lo spazio
primo e ultimo dell’uomo.

II
Il corpo ha un posto nello spazio
e lo spazio ha un posto nel corpo.

III
Non ci possono essere due corpi
nello stesso spazio nello stesso momento
ma due tempi e due spazi
nello stesso corpo.

IV
Lo spazio non è forma o materia,
non causa o orizzonte;
è ventre, è aria, è ombra,
e, soprattutto, lo spazio.

V
Lo spazio non si muove con il corpo,
rimane al suo posto;
ma a volte
il mio spazio è il tuo corpo.

VI
Il tuo spazio è indifferente per il corpo,
finché non lo occupa;
poi si trasforma in spazio occupato.

VII
Il problema di Aristotele era di sapere
se lo spazio stesso occupa spazio;
il problema della morte era quello di occupare
lo spazio di Aristotele.

VIII
Il corpo è uno spazio
tende ad andare in un altro spazio;
verso l'alto il pesante
verso il basso leggero
il mio verso te.
In questo modo nessuno
è felice nel suo spazio.

IX
In amore lo spazio non si muove
quando il corpo invade il centro;
lo spazio rimane quieto,
solo il tempo si muove nello spazio.

X
Il corpo dell'uomo viene da un posto lontano,
il tuo da vicino.

XI
Andato il corpo,
lo spazio rimane.
                (Homero Aridjis)







Poi il mio corpo si è spostato, nello spazio.
Non ci possono essere due corpi
nello stesso spazio nello stesso momento
 ... e, dallo spazio, è piombato a terra.
Non potevi dirmi che c'eri tu, già lì?
Ora il mio corpo occupa un nuovo spazio, quello di una caviglia gonfia come una mongolfiera che non ha retto il volo e tu chissà che risata hai fatto.

martedì 4 dicembre 2012

La verde trama



Disfano, i giorni, il cencio da Te fatto:
Si stringe a vista d’occhio, sotto mano.
La verde trama è presto diventata
Celeste, grigia, e poi marrone, stinta.
E ai bordi è lisa, come di batista.
Mai i pittori descrivono la fine
Del viale. A quanto pare si ritira,
A lavarlo, il vestito della sposa,
E anche il corpo non si fa più bianco.
Sia che secchi il formaggio, o manchi il fiato. 
Ossia: l’uccello è un corvo, di profilo,
Ma in cuore è un canarino. E’ che la volpe,
Quando l’azzanna, semplice, alla gola,
Non sta a badare se è sangue o tenore.

Iosif Brodskij





sabato 1 dicembre 2012

Salutiamoci. Dicembre e i cavolfiori.



Pistaaaaaaa. Arrivano i cavolfiori!
Io li ho disegnati, ma in realtà a dicembre cavolfiore (bianco, verde, rosso, viola), broccolo, cavolo romanesco e fiolaro saranno gli ingredienti protagonisti del nostro progetto "Salutiamoci"
Per tutto il mese l'iniziativa sarà ospitata da Mirco nel suo bel blog verde L'Orto di Michelle e potrete parteciparvi secondo le solite regole.
Che aspettate allora? Scaldate i muscoli e scendete in pista con... i mestoli ai piedi! :-)



Qualche ricetta semplice di Cobrizo coi cavoli 'fiorati':

pasta integrale con cavolfiore, pistacchi e epices colombo
gnocchi di cavolfiore al tè matcha 
torta salata di riso integrale e broccoli
purè di cavolfiore



Con queste ricetta salate partecipo anche al contest Felici e Curiosi di Ravanello Curioso