lunedì 29 giugno 2009

Pausa mare






... Si svuota il mare delle sue scorie,
il vento gioca con gli oggetti,
il sole ogni cosa abbraccia
e il tempo vicino al mare
conta e tocca quanto esiste ...

P. Neruda





chips di labradonite, cristalli e acquamarina grezza

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venerdì 26 giugno 2009

PanPalline


Parlando ancora di pane e companatico, ho dimenticato di avere del pane integrale di farro che ora, induritosi, mi spiace buttare; così decido di fare delle semplici polpettine profumate.
Lo taglio a cubettini (sarà un etto e mezzo?) e lo lascio ammorbidire nel latte di soia. Intanto trito finemente un porro (compresa la parte verde) con abbondante timo e origano freschi e uno spicchio di aglio.
Faccio rosolare dolcemente in uno-due cucchiai di olio di sesamo. Unisco 300 gr di seitan macinato molto fine, un pugno di pistacchi tostati e tritati grossolanamente a coltello, un po' di miso per salare (meglio unirlo al seitan prima di tritarlo così si amalgama meglio) o sale e qualche buccetta d'arancia essiccata e tritata (in mancanza di buccia di limone bio al momento). Cuocio ancora per dieci minuti facendo attenzione che non attacchi perchè il composto è molto asciutto (ma non aggiungo liquido!).
Unisco il pane strizzato e tritato con un ciuffo di prezzemolo, mescolando bene con le mani e lascio riposare.
Formo delle palline grandi quanto una grossa noce. Le ungo leggermente e le faccio rotolare in un piattino in cui ho messo qualche cucchiaio di farina gialla di mais mista a Nanami Togarashi (se non la conosci, clicca qui)
Le cuocio in forno per 20 minuti finchè si dorano un poco, altrimenti possono essere comunque fritte.

Servite con una salsina composta da sciroppo d'acero, aceto di mele, salsa di soia, zenzero, aglio e peperoncino in dosi ad occhio.



Non amo la musica folk ma ci sono sempre le eccezioni... oggi trovo simpatico il suono di questo folk gothic cabaret.






mercoledì 24 giugno 2009

Vegancompanatico


Cobrizo si alza di buzzo buono, stamane.
E' da un poco che ci sta pensando e riflette sulle varie soluzioni di surrogati vegan in rete. Desidera un'entrée veloce, una cosa sfiziosa da mangiare con il pane, che non sia formaggio, ovviamente, nè il solito tofu (che non trova mai il tempo di provare a fare in casa). Non pensa neppure ad un patè...
Mescola allora 125 gr di latte di soia (non dolcificato) con un cucchiaino di agar agar. Pone sul fuoco e fa sobbollire dolcemente per un paio di minuti. Lascia intiepidire.
A parte nel bicchiere del frullatore ad immersione mescola 2 cucchiai di tahin con 2 cucchiai di lievito a scaglie, un cucchiaino di succo di lime, 2 cucchiai di yogurt di soia, un pizzico di zenzero secco, un cucchiaino e mezzo di senape (ne utilizza una qualità al pepe verde che si presta al caso, altrimenti quella classica, pensa, andrebbe ugualmente bene, con qualche grano di pepe verde).
Unisce infine il latte con l'agar agar e frulla bene.
Versa in un formina di alluminio bagnata, sul cui fondo ha tagliato con la forbice qualche stelo d'erba cipollina fresca.
Ripone in frigo per un paio d'ore.


La texture risulta interessante. Sufficientemente consistente per essere tagliato a fettine o cubetti e morbido il giusto per essere spalmabile, secondo le necessità.
La prossima volta, pensa, verserà il composto direttamente negli stampini dei cubetti del ghiaccio, con diverse guarniture in ciascuno (sesamo, origano, pomodoro secco a pezzettini, pepe rosa, mandorle a lamelle, ecc...) oppure potrà variare anche gli aromi direttamente nel composto.





lunedì 22 giugno 2009

L'uomo seduto sul mare



Ho conosciuto un uomo che stava seduto sul mare.
Per mesi e mesi girava in tondo, solcando sempre gli stessi flutti. Un giorno alla settimana, sempre lo stesso giorno, sempre alla stessa ora (le dodici) scendeva dalla sua sedia e metteva piede sulla terraferma per incontrare la sua bella e baciare i suoi bambini.
Quindi alle diciotto riprendeva nuovamente il suo dondolio in tondo...
Gli ho chiesto: - Come fai a resistere, lontano, immobile in questo moto circolare perpetuo? -
- Mi tengo aggrappato, saldo, alla mia chitarra e sbarco un sol giorno, a metà tragitto per recarmi sempre nello stesso posto e per comperare un orologio -
Ogni giorno, al tramonto, al suo polso vedevo un orologio diverso. I colleghi lo prendevano in giro per questo vezzo, così poco consueto in un uomo di mare e tantomeno io, estranea a quel mondo, avevo una giustificazione a questa particolarità.
Una sera gli ho chiesto di provare uno dei suoi orologi. Ho visto il suo sguardo annacquarsi e farsi smarrito.
Il suo galleggiante pesava e ciondolava, ora, attorno al mio polso più sottile.
Intorno, il mare era sempre uguale a se stesso.
Come per il più antico dei naviganti, necessitava interrogare la sua stella polare, il suo bastone di Giacobbe, nell'attesa che quelle braccia si fondessero nuovamente...






giovedì 18 giugno 2009

mercoledì 17 giugno 2009

Ovunque, in catene...

...tanto vale allora usarle colorate! ;-)


catene lunghe in metallo argentato o color rame, vetro vintage, avorio, murrine, perle cerate.



cliccare direttamente sulle immagini per vederle meglio


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martedì 16 giugno 2009

Rose retro


Silence.
Je suis glacée par la folie.
Vous voulez ajouter quelque chose?
Je ne sais pas ajouter. Je sais seulement créer. Seulement ca.





Marguerite Duras
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venerdì 12 giugno 2009

Torta "cerasina"

In previsione di una merenda "bambinesca", prendo 250 gr di grosse ciliegie lavate e le snocciolo. Sbuccio e taglio una mela gialla dolce a pezzetti e mescolo la frutta con uno-due cucchiai di marmellata di ciliegie senza zucchero.


Impasto 200 gr di farina di riso, 100 gr di farina integrale bio, 2 cucchiai di malto di riso (sciroppo d'acero o miele), 50 gr di burro di soia bio (occhio a cosa scegliete... alcuni son peggio del burro! altrimenti optate per solo olio anche se il risultato sarà ovviamente diverso), 50 gr di olio di mais bio (o tutto olio), un cucchiaino di vaniglia, mezza bustina di cremor tartaro, un pizzico di sale e latte di riso q.b. per avere un impasto fluido.
Ungo una teglia grande antiaderente da 28 cm. Verso un terzo del composto sul fondo. Adagio con delicatezza la frutta e la copro con il rimanenente impasto.
Passo in forno caldo (180°) per mezz'ora o poco più.

p.s.: si noti l'appunto su carta di fortuna per non dimenticare la ricetta inventata al momento! ;-)




mercoledì 10 giugno 2009

OGGI: abbiamo ... RISO! ;-D

Il quesito che un macrobiotico (ma penso anche un vegan o un vegetariano) si sente rivolgere più spesso è: - Ma allora cosa mangi??-. Se poi in ballo c'è un invito a cena, l'interlocutore, perplesso e pensieroso, aggiungerà: -Ma allora cosa posso cucinarti?-
E' buffo, se ci si pensa. Un macrobiotico in realtà si accontenta di poco e gode veramente di cose molto più semplici a farsi che dirsi. Un minestrone, una pastasciutta, un'insalata di farro, un risotto sono alla portata di ogni massaia che un po' si dia da fare ai fornelli, no? (no, i 4 salti in padella no, ;-) per cortesia, piuttosto un aglio olio e peperoncino, ok?). Se si vuole strafare ;-), un po' di pesce è una sorpresa graditissima!
In fondo basta togliere, anzichè aggiungere: cucina per sottrazione, ne ho già parlato (qui e qui)... Via burro, via formaggio, via carne ... e il mostro macrobiotico tanto temuto si siederà alla vostra tavola come un qualunque altro essere mangiante! ;-D disponibile e gaudente.
Anzi, badate di aumentare le dosi. I macrobiotici, al contrario di quanto si pensi, mangiano parecchio e vi daranno soddisfazione chiedendo il bis!!!

Il pretesto di questo post è dunque un piatto semplice, saporito, sano e non triste.
Sandra di Un tocco di Zenzero ha cucinato un risotto veloce, delicato ma delizioso con scorfano cappone, zucchine, gamberi e bottarga e mi ha gentilmente invitata alla sua tavola con i miei colori e pennelli.
Poi insieme abbiamo pensato che la cosa forse poteva risultare gradita anche a Evelyne di Pasticci&pasticcini, per la sua raccolta "Tutto ruota intorno ad una zucchina"
E allora eccovi la ricetta (qui) e la mia illustrazione (se ci si clicca sopra, la si vede un po' meglio) di questo risotto che ho scherzosamente definito "fantasma" perchè tra un impegno e l'altro tardava a concretizzarsi e dopo un passaggio lungo la valle padana, da ovest ad est e ritorno, il riso è rimasto nella mia matita... ;-D






lunedì 8 giugno 2009

C'era una volta un mazzo di chiavi...



Ora quel mazzo di chiavi ha trovato un nuovo "vestito": adesso è diventato facilissimo recuperarle anche sul fondo delle borse più buie!

la prima foto da qui

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venerdì 29 maggio 2009

FAQ: cara Cobrizo ti scrivo...

carta dipinta a mano da Cobrizo


Da quando ho iniziato a pubblicare le foto dei bijoux che realizzo mi è capitato di ricevere spesso delle mail con richieste di informazioni in proposito. Per comodità e trasparenza ho deciso di raggruppare qui i quesiti più significativi e frequenti. Forse a qualcuno potrà interessare.

I bijoux sono realizzati da te?
Certo! Come i dipinti, le illustrazioni, le foto e i testi di questo blog, (fatta eccezione per le fonti che cito), anche i bijoux sono realizzati da me.
Ciascuno è un pezzo unico, confezionato a mano.

Dove trovi il materiale che impieghi?
Solitamente in viaggio, non appena ne ho l'opportunità. Mi pare che così i pezzi acquistino un valore aggiunto, ma forse è una questione affettiva solo mia...
Come posso fare per averli?
E' sufficiente scrivere una mail al mio indirizzo cobrizoperla@gmail.com e richiedermi ogni informazione su modalità di spedizione e condizioni di consegna come hanno fatto le persone che già li indossano.
Che tipo di materiali usi?
Pietre dure, vetro nuovo e/o vintage, cristallo, resina, legno, osso, corno, perle, swarovski, filo argentato, dorato, di rame o comunque anallergico o quanto altro la fantasia mi suggerisca. Non sempre lo specifico perchè mi dimentico o perchè penso non interessi. Se desiderate specifiche, scrivetemi.Realizzi solo orecchini?No, anche collane, portachiavi, bracciali,...
E' possibile avere un modello simile ma con colori diversi?
Talvolta, nel limite della disponibilità di materiale, ma sempre secondo mia discrezione. Mi spiego meglio, cerco assolutamente di accontentare le richieste specifiche, ma non proporrei mai un abbinamento che non convincesse anche me!
Nella categoria "bijoux" a destra, tra le etichette, troverete solo alcuni dei pezzi realizzati. Non li posto tutti perchè questo non è solo un craftblog e pertanto temo sempre possano stufare tanti ninnoli... Se lo gradite, potete comunque sempre chiedere, specificare il genere che preferite e magari vi mostrerò altre foto.
Posso usarli anche se sono allergica?
I metalli argentati, dorati e di rame che uso mi sono stati garantiti come anallergici (senza nichel). Certo dipende dal grado di sensibilità, ma a tutt'oggi i pezzi non hanno mai creato problemi a coloro che hanno deciso di indossarli.
Posso eventualmente, se il modello lo consente, (come qui) sostituire la monachella sterling silver con una argento 925.
Le monachelle ad amo dei modelli del post scorso (vedi qui) invece sono realizzate da me, a mano, a partire dal filo argentato.
Ho in progetto in futuro di lavorare con fili più preziosi, ma su questo si vedrà...

Spero di non avervi annoiato (soprattutto voi uomini). Ora fatevi avanti con altri commenti, suggerimenti, critiche!






giovedì 28 maggio 2009

Sassi turchini

... e con i turchesi comperati al Gran Bazar e poco altro... (gli ami sono fatti a mano!)


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martedì 26 maggio 2009

Malinconia condivisa

So di essere un bastian contrario, una pecora nera... ho visitato Istanbul d'istinto e solo a posteriori ne leggo e mi documento, secondo le emozioni che mi ha lasciato.
Ora sento che desidero profondamente ritornare in questa città, come se non avessi colto qualcosa. O come se appositamente vi avessi scordato qualcosa, per ritornarvi...

Sabato, per caso, in libreria l'occhio mi è caduto su questo, che sto leggendo in questi giorni:


«Quando sono salito sul ponte e ho guardato il panorama, ho capito che era ancora meglio, ancora più bello di vedere le due rive assieme. Ho capito che il meglio era essere un ponte tra le due rive. Rivolgersi alle due rive senza appartenere.
Per me non esiste altra città, altra vita, che possa essere paragonata a Istanbul. Ci sono dei giorni che mi sento fortunato per il solo fatto di essere nato qui: le strade di Istanbul brulicano di così tante storie che da sole basterebbero a ispirare migliaia di scrittori per centinaia di anni. Altre volte questa stessa ricchezza mi fa sentire inadeguato.
Vivere, come ho fatto io, per mezzo secolo in una stessa città restandole fedele come si resta fedele a un destino, rende la città una parte del corpo e dell’anima di chi la abita.
Per me l’anima di Istanbul è come una buona amica che mi è sempre accanto e che riflette le mie gioie e le mie tristezze. Ma le città hanno un’anima? E se sì, cosa costituisce l’anima di una città? La sua grandezza, la sua cultura, la sua storia? L’immagine delle sue strade e dei suoi palazzi scolpita nella nostra memoria? Le sue folle o i suoi silenzi? Dove la riconoscete? Nelle sue giornate di nebbia o in quelle di sole? Lungo il fiume che l’attraversa o, come nel caso di Istanbul, sulle sponde del mare che penetra fin nel cuore dell’abitato? Dove avvertite la sua anima? Guardandola dall’alto di una collina o ascoltandone il mormorio in un sottopassaggio? Immersi nell’umidità del suo respiro? Forse l’anima di una città è ciò che avvertiamo la notte mentre, tutti insieme, ci agitiamo nervosi nel letto come animali stanchi, cullati dal suono delle sirene delle navi nella nebbia.
Sono convinto di una cosa: quest’anima non solo esiste, ma è in perenne mutamento e con essa si trasforma l’identità della città. La nuova e fiorente Istanbul di oggi non ha nulla a che fare con la città triste e provinciale di quando ero bambino. Vivere a Istanbul mi ricorda quanta solitudine può esserci in una folla. Nel suo mormorio interminabile percepisco le voci e il respiro della gente sfibrata, nelle strade ritrovo il fascino della vita, ma anche un sentimento di futilità, di vanità. Quel lasciarsi andare nella consapevolezza che mai nulla sarà integro, completo, perfetto.»
(da un articolo di O. Pamuk su Tuttolibri)



Vi lascio qualche foto, anche se non sono granchè...


Moschea Blu


vedute sul Bosforo
Palazzo Topkapi
Santa Sofia

venditore ambulante di simit, deliziose ciambelle salate con semi di sesamo
(questo però l'ho fotografato ad Izmir)





venerdì 22 maggio 2009

Sorprese e balocchi

Mi lamento spesso che in questa piccola città non c'è niente, che c'è poca offerta, che non ci sono spunti...
...ma ogni tanto bisogna anche ricredersi e magari diffondere con altrettanta convinzione notizie come questa!

Domenica 24 maggio a partire dalle ore 9, in tutte le piazze e le vie del centro avrà luogo:

la 2^ edizione di
"Belluno Balocchi"



E' l’occasione offerta a tutti i bambini, e non solo, per incontrarsi in una grande manifestazione dedicata ai giochi, agli spettacoli di strada, ai laboratori, con la partecipazione di giocolieri, maghi, clown, trampolieri, equilibristi, e ancora cabarettisti, illusionisti e cantastorie del panorama nazionale.
Tra gli altri giochi sul liston ci sarà un foglio di 140 metri sul quale i bambini saranno chiamati a scrivere in successione una storia ciascuno.


immagini tratte dal pieghevole

Con un piccolo contributo (5 euro, che andranno a favore di associazioni che si occupano di bambini) sarà possibile partecipare a tutti i giochi (25 circa) e a tutti gli spettacoli (15 durante tutta la giornata).
A tutti i bambini verrà inoltre regalato il libro “Piero Pelo d’Arancia”.
Piero, ha gli occhi furbi “da volpe in fuga” e i capelli rosso fuoco. E' un bambino che ha fretta di crescere e diventare grande, una sorta di Peter Pan al contrario che snobba i suoi coetanei, va in palestra 4 volte alla settimana e guarda i telegiornali a ogni ora. E soprattutto, Piero non ride mai, come molti adulti.
Basterà però l’incontro con alcuni personaggi non proprio a modo per fargli capire che essere bambini è bello, che sorridere riempie il cuore di gioia e che la spensieratezza e il gioco sono due cose a cui nessuno può rinunciare. Neanche l’adulto!
La storia di Piero Pelo d’arancia è illustrata da Marta Farina, giovane e capace "collega", mia
conterranea .

Vi ho messo un po' di voglia?




giovedì 21 maggio 2009

Crêpes di ceci e salsa ai peperoni e noci



L'ho disegnato giallo, ma il mio era rosso e senza i piselli, ma con i ceci...

un peperone piccolo rosso (grigliato in forno e pelato)
1 C olio
1 C limone
1 C sciroppo acero
un pizzico di sale
un pugnetto di gherigli di noci tostate
un paio di C di acqua

Frullare tutto a crema.
Ho azzardato una leggera spolveratina di caffè in polvere. Un pizzico appena (un terzo di cucchiaino), trovo ci stia davvero bene!
L'ho servita con delle crêpes fatte con farina di ceci stemperata in acqua fredda, mescolata con mezzo spicchio di aglio tritato, mezzo cucchiaino di asafoetida, mezzo cucchiaino di curry, e la parte verde tritata di due cipollotti, un pizzico di bicarbonato e sale q.b. Le dosi sono rigorosamente ad occhio! ;-)
In alternativa al cipollotto ho provato ad usare anche i semi di ajwan .
Meglio se la pastella riposa un poco al fresco, ma in questo caso si aggiunga il bicarbonato solo all'ultimo minuto, prima di passare sulla padella unta e ben calda, come di consueto.

Non sembrerebbe male pensare di aumentare le dosi della salsa per farne una versione addensata con agar agar, da versare in piccole formine individuali. Se qualcuno ci prova, mi sappia dire!